io or
a
BR, Er AN IONE
Mt
eg ga
PET AE
Rec
"I
nd
7 Da
are,
%,
x
=
10 p
Luca,
=
ia
V
o 1933,
pe wa bes | |
ME XII . GENOVA he COMMERCIO
OLUM
V
è
Arti Grafic
Samt i I 1 dl Folino delle Suit Ino Vano | PIE LI La | Pubblicato il 9 Settembre 1933, Anno XI. O
a A Conto corrente colla Posta)
© MEMORIE
Se : DE DELLA
80 CIETÀ ENTOMOLO GI dd
ITALIANA
VOLUME EL. - 1933
| Fascicolo Z
a à eed
aS
- Micheli. L. — Note biologiche e promot ine sugli i Pago Oo
. Imenotteri Co 4,9).
| Masi L. | Raccolte entomologiche nell’ Isola di Ca
praia fatte da C. Mancini e F. Capra (1927- 1931) - IV. Hymenoptera Terebrantia et Phytophaga ?
Menozzi Gr Le Foie della Palestina
Blüthgen By Neue arten. aus s der gattung Nomioides x
G. 8).
Dott. Fabio Invrea = Direttore responsabile =
GENOVA Arti Grafiche COMMERCIO 1933
> 16
Jef
Dorr. Lucio MICHELI
NOTE BIOLOGICHE E MORFOLOGICHE SUGLI IMENOTTERI x (CONTRIBUTO 4.9)
Ammophila campestris Latreille
°
Per quanto l'A. campestris sia stata studiata da parecchi biologi (Adlerz, Grandi, Maneval, Crèvecoeur ecc.), pure alcuni tratti dei suoi costumi sono ancora oggetto di ricerca e di discussione.
Secondo Adlerz (ampiamente citato da Crèvecoeur) VA. campestris, dopo aver deposto l’uovo sulla prima preda immagazzinata, riaprirebbe ad intervalli di tempo il nido per verificare se l’uovo è schiuso, nel qual caso si provvederebbe di nuove prede per il nutrimento della larva; inoltre secondo il biologo svedese, l’imenottero ispezionerebbe la cella durante l’accrescimento della larva e tali visite verrebbero ripe- tute senza che tale atto fosse necessariamente legato con l’apporto di nuove prede. Il Grandi (') che -ha studiato l'A. campestris a Grizzana, nell'Appennino Bolognese (altezza m. 700), osservò che lo Sfegide immagazzinava da sei ad otto larve di Tentredinidi (anzichè veri bruchi) prima della schiusura dell’ uovo deposto dalla prima preda. Lo stesso metodo di approvvigionamento riscontrò il Grandi (?) anche a Castel d’Ajano (Appennino Bolognese - alt. m. 800).
A Gistoux, nel Belgio, il Crèvecoeur (°) constatò che lA. campe- stris depone l’uovo sulla prima preda immagazzinata; ma che il resto delle provvigioni necessarie al nutrimento della larva, viene catturato ed introdotto nel nido soltanto dopo la schiusura dell’uovo ; non ebbe però mai occasione di osservare, come aveva fatto l’Adlerz, che lo Sfe- gide riaprisse il nido per una semplice ispezione ; lo scopo era sempre di fornire alla larva in via di sviluppo una nuova preda. |
Presso Cogne in Valle d’Aosta (altitudine 1560 m.) ho avuto occa- sione di compiere un’osservazione che mi sembra provare che anche in Italia, nelle Alpi, l A. campestris può comportarsi come in Svezia. Il
_ 18 luglio 1931, mentre mi trovavo in osservazione presso un mucchietto
. di terriccio sabbioso accumulatosi tra sassi e sterpi su di un ripido pendio soleggiato, vidi arrivare a volo una A. campestris che, posatasi
(1) G. Grandi. — Contributi alla conoscenza della biologia e della morfologia degli Imenotteri melliferi e predatori. — Boll. del Lab. di Zool. generale ed agraria della R. Scuola di Agricoltura di Portici, Vol. XIX, 1926, pag. 271.
(2) G. Grandi. — Contributi alla conoscenza... ecc. — Boll. del Laboratorio. di Entomologia del R. Ist. Agrario di Bologna, Vol. I, 1928, pag. 264.
(3) A. Crèvecoeur. — Recherches biologiques sur Ammophila campestris. — Bull. et Annales de la Soc. Ent. de Belgique, T. LXXII, 1932, pag. 104.
0° L. MICHELI
sul terreno, dopo brevissima esplorazione, tolse rapidamente la sabbia che mascherava l’entrata di un covo chiusa con piccoli sassolini che l’imenottero asportò afferrandoli uno ad uno colle mandibole e depo- nendoli vicino all’entrata del nido ; asportò dalla galleria il terriccio che parzialmente l’ingombrava, gettandolo lontano librandosi a volo a più riprese. © | | Quando il canale d’accesso al covo fu libero ’Ammophila vi intro- dusse più volte il capo ed il torace interrompendo ripetutamente la manovra per mettere in fuga qualche formica che passava nelle vici- nanze; infine, dopo tale rapida esplorazione, riprese i sassolini che aveva messo da parte, richiuse accuratameute la porta d’entrata e vi | rastrellò sopra della sabbia. Catturai l’imenottero e subito riaprii il nido.
L’imbocco della breve galleria aveva il diametro di cinque milli- metri; il canale decorreva quasi verticalmente per circa cinque centi- metri e sboccava nella celletta ovalare, del diametro di un centimetro circa, che conteneva cinque veri bruchi dei quali alcuni ridotti ormai ai soli tegumenti; uno, il più grosso era ancora intatto. La larva del- ’Ammophila, intenta a consumare le provvigioni, aveva raggiunto già i tre quarti del suo sviluppo. Il bruco più grosso era incompletamente paralizzato ed infatti, mentre stimolando i primi segmenti del corpo non si otteneva reazione alcuna, un eccitamento meccanico portato sul settimo segmento dava una reazione debole e sui segmenti successivi provocava reazioni forti e più diffuse. |
In conclusione la mia osservazioue proverebbe che l’Ammophila campestris anche in Italia, sulle Alpi, come in Svezia, torna al nido già approvvigionato con larve di Lepidotteri e lo visita anche senza’ por- tarvi nuove prede quando la larva è già ad uno stadio di sviluppo molto avanzato. Debbo far notare che durante la visita praticata al covo, lA. non è mai entrata completamente nella galleria, limitandosi ad ‘introdurvi solo poco più della metà del corpo e che quindi, dato il rapporto di lunghezza tra il canale d’accesso ed il corpo dello Sfegide, all’imenottero non è stato certo possibile venire a diretto contatto colla larva giacente sul fondo della cella. |
Pison atrum Spin.
Gli studi etologici, a me noti, riguardanti il Pison atrum Spin. sono piuttosto scarsi; Smith Saunders. ottenne questo Sfegide da nidi costruiti nel Rubus ; Perris (!) nel 1877 notò che a volte, per rispar-
(1) Perris. — Rectifications et additions à mes promenades entomologiques — Ann. Soc. Ent. de France, 1877, pag. 383.
NOTE SUGLI IMENOTTERI Fi
miare lavoro, il Pison utilizza il nido abbandonato di un Pelopoeus e che sa «gâcher le mortier »; Lichtenstein (') ottenne adulti di P. atrum da nidi stabiliti nei Rubus.
Ferton (1908) potè sorprendere un Pison mentre cacciava un pic- colo ragno (*) e nel 1910 (‘) descrisse il nido costituito da celle stabi- lite nel Rubus, approvvigionate con piccoli ragni e chiuse con setti di fango. Nel nido studiato dal Ferton le cellette erano tre ed il bozzolo contenutovi era cilindrico, ad estremità arrotondate, lungo nove milli- metri e largo due ed era costruito con piccole pietruzze riunite da un cemento composto di polvere impastata con saliva. | :
Nel Settembre 1929 potei studiare il nido che un Pison atrum Spin. aveva stabilito in un frammento di stelo di Bambù, lungo una diecina di centimetri, aperto ad una estremità, che io stesso avevo fissato, nel | Maggio, al muro di una Villa posta su di una bassa collina nel terri- torio di S. Colombano al Lambro (Lombardia). — Il Pison aveva uti- lizzato il canale esistente del diametro di sette millimetri per costruirvi sette cellette, lunghe ciascuna da otto a nove millimetri, separate tra loro da tramezzi di terra cementata dello spessore di circa mezzo mil- limetro, aventi la faccia rivolta verso l’apertura del nido convessa e l’altra faccia concava ; la prima rugosa, la seconda liscia. | | Delle sette celle di cui era composto il nido: la prima era stata devastata da un Dittero parassita del quale trovai il pupario vuoto; la seconda conteneva trentotto piccolissimi ragni disseccati, non so se appartenenti tutti alle provviste di una sola cella poichè il setto divi- sorio, tra questa e quella devastata dal parassita, era distrutto. Cinque cellette contenevano il bozzolo del Pison, disposto obliquamente e fissato alla parete del canale da una rete di fili sericei (Figura I n. 11). 1 bozzoli di colore bruno scuro misuravano nove millimetri e mezzo di lunghezza e tre millimetri di larghezza, erano subcilindrici, ad estre- ‘mità arrotondate ed alquanto attenuate. La parete dei bozzoli era costi- tuita da finissimi grani di sabbia cementati da una sostanza di color giallo bruno che, ad un esame microscopico, previa dissociazione, appariva simile alla sostanza setosa pergamenacea della quale è gene- ralmente composta la parete dei bozzoli degli imenotteri.
Dal nido descritto ottenni gli insetti adulti il 6 Luglio 1930.
(1) Lichtenstein. — Quelques observations entomologiques, Ann. Soc. Ent. de France, 1879, pag. 43. = (2) Ferton. — Notes détachées sur l’instinct des Hymenopteres melliferes et rav is seurs. — Ann. Soc. Ent. de France, 1908, pag. 563. (3) Ferton. — Notes detachees sur... ecc. — Ann. Soc. Ent. de France, 1900, pag. 155.
SET
8 L. MICHELI
Descrizione della larva del Pisouatram Spin.
La larva (Figura I n. 1) come si trova racchiusa nel bozzolo, coi
primi segmenti flessi ventralmente, misura poco più di cinque milli- —
metri di lunghezza per tre di larghezza massima ; quando venga distesa è lunga da sette millimetri e mezzo ad otto; è di color giallo intenso.
I segmenti toracici ed addominali presentano prominenze pleurali molto.
spiccate ed in loro vicinanza, presso il margine anteriore dei segmenti,
si aprono dieci paia di spiracoli tracheali (due toracici ed otto addo-
minali).
Cranio (misurato dal labbro superiore al vertice) circa tanto lungo che | largo, fornito di pochi peli piccolissimi (Figura I n. 2).
Clipeo abbastanza ben distinto dalla fronte, largo circa il doppio della
sua lunghezza, fornito alla parte media di una serie di otto minu-
tissimi peli disposti abbastanza regolarmente su di una linea tra- sversale ; più all'indietro, da ciascun lato, si trova un piccolo grup- petto di cinque sensilli piccolissimi. Al di sopra dell’articolazione cranio mandibolare, alla base del cranio, si notano cinque o sei peli abbastanza lunghi e sulla fronte, in prossimità di ciascun angolo postero esterno del clipeo, si possono rilevare, coi più forti ingrandimenti, numerosi (20 e più) minutissimi sensilli.
Labbro superiore largo poco meno del doppio della sua lunghezza, lievemente emarginato, con angoli anteriori arrotondati. Il bordo anteriore del labbro è munito, presso la linea mediana, di un gruppetto di quattro lunghi peli; al margine anteriore e laterale, sparsi tra formazioni tegumentali mammellonari, si notano otto o move sensilli ed infine, distribuiti sulla parte media del labbro, una diecina di grossi e lunghi peli (Figura I n. 5). |
Il palato (Figura I n. 7), rivestito nelle porzioni laterali ed anta di
produzioni tegumentali villiformi e mammellonari, porta da ciascun lato della linea mediana un gruppo di sei sensilli e. presso il bordo anteriore sei lunghi peli uguali a quelli che si trovano sulla faccia dorsale del labbro.
Mascelle provviste alla faccia latero-ventrale di sei peli lunghi circa quanto il palpo mascellare (Figura I n. 3). — Palpi mascellari un po’ ingrossati all’estremità, forniti di sei sensilli dei quali uno abba- stanza lungo subconico e gli altri assai piccoli e brevi (Figura I
Figura I. — Pison atrum Spin. — Larva (già chiusa nel bozzolo). 1 Larva vista dalla faccia ventrale. — 2, Capo visto di faccia — 3, Labbro inferiore e mascella visti dalla faccia ventrale. — 4-5, Mandibola. — 6, Labbro superiore (parte me-
minke e metà sinistra). — 7, Antenna. — 8, Palato. — 9, Palpo mascellare. — 10, Palpo aes — 11, Nido di Pison atrum Seni
Als" Pa ey See aera
(
Re oa .. mm =
10 L. MICHELI
n. 8). Processo della mascella subconico, pitt piccolo del palpo, munito all’estremita distale di un sensillo simile a quello del palpo e di due o tre altri sensilli piccolissimi.
Labbro inferiore munito di otto peli lunghi quanto il palpo labiale che è subconico e porta, al suo estremo distale, un sensillo più grosso circondato da altri tre o quattro molto piccoli (Figura I n. 3-10).
Mandibole appena più lunghe che larghe, bifide all’estremita, con un paio di apofisi odontoidi smusse, sul bordo interno (Figura I n. 4-5).
Antenne a forma di cupoletta piatta, munite di tre sensilli (Figura I n. 7). I vari segmenti del corpo della larva portano, su ciascun mammellone pleurale tre o quattro peli; un’altra diecina di picco- lissimi peli è distribuita sulla parte più sporgente dorsale dei primi segmenti, mentre su quelli posteriori i peli sono meno visibili e più irregolarmente sparsi.
Eumenes pomiformis F. ssp. coarctata L.
Nell’autunno del 1930 il Sig. Leopoldo Ceresa gentilmente mi dond due nidi in terra cementata da lui raccolti presso Galliate. (Piemonte),
1 2 3
Figura II. — Eumenes pomiformis F. ssp. coarctata L. — 1, Nido anomalo di E. coarctata L. — 2, Il nido precedente dopo l’uscita degli insetti adulti. — 3, Altro nido dello stesso tipo, aperto per mostrare la disposizione delle celle. comunicandomi di averli trovati attaccati alle sottili foglie di un folto ciuffo d’erba che era cresciuto su di un po’ di terra ammucchiata presso una pietra di confine; i nidi erano sospesi a pochi centimetri d’altezza dal suolo. La forma strana delle due costruzioni non mi fece
NOTE SUGLI IMENOTTERI 11
sospettare che essi appartenessero ad una Eumenes pomiformis come potei constatare quando nel Giugno 1931 vidi uscire da questi nidi dei bei esemplari di E. pomiformis, subspecie coarctata L. Meglio di una descrizione può dare una chiara idea della forma dei nidi la fotografia che riproduco (Figura II n. 1). La costruzione più grossa ha una forma che ricorda vagamente quella di un piccolo bozzolo di Bombice del gelso; è fabbricata con terra cementata, ha superficie scabra sulla quale spiccano in rilievo le varie assise del cemento, è lunga tre centimetri e mezzo ed è larga quindici millimetri. Le pareti portano inglobati nel loro spessore alcuni fili d’erba che servivano di sostegno al nido. Dopo l’uscita degli insetti adulti ho constatato che il nido più grande con- teneva quattro celle (Figura Il n. 2), mentre il più piccolo (Figura II 1. 3) constava di due celle soltanto foggiate a cupola, saldate per la loro base e misurava diciotto millimetri di lunghezza e quindici di larghezza. Lo spessore della parete delle celle è di circa un millimetro.
Mi sono chiesto se, contrariamente alle sue abitudini, | E. coar- ctata avesse utilizzata il nido di qualche altro Imenottero; ma in realtà non saprei a quale costruttore pensare ; inoltre nel nido più piccolo mi ‘sembra si possa riconoscere il modo di fabbricare la cupola proprio della E. coarctata. Quanto alla forte rugosita della superficie esterna delle celle è da notarsi che già l’ André (Species des Hyménoptères, Vol. II, pag. 644) aveva rilevato che i nidi della £, coarctata presen- tano all’esterno « des côtes ou bourrelets plus accusés » caratteristica che li differenzierebbe da quelli della Æ. pomiformis. Quali cause abbiano indotto nel nostro caso la E. coarctata a costruire in modo . così diverso dall’abituale, mentre aveva a propria disposizione, in imme- diata vicinanza, una superficie di pietra più adatta a fissarvi le sue cupolette isolate, non ci è dato di sapere.
Osmia lepeletieri Pérez
Il nido dell O. Jepeletieri Pérez venne brevemente descritto dal Ferton (!) che l’aveva trovato nel 1900 a Cerdagne (Pirenei Orientali) ed aveva rilevato che le celle vengono costruite « non pas avec de la poussière mélangée à un liquide salivaire, mais avec des petites pierres solidement agglutinées per un mucus sans addition de terre» e che l’intonaco non contiene sassolini. Secondo il Friese (*), che studiò pure
(1) Ferton. — Notes détachées sur l’instict des Hyménoptères Mellifères et ravis- seurs — Annales de la Soc. Ent. de France, Vol. LXX, 1901, pag. 37. (2) H. Friese. — Die europäischen Bienen — Leipzig, 1923, pag. 261.
12 LL. MICHELI
il nido dell'O. lepeletieri nei pressi di Innsbruck, esso assomiglia a quello dell’Osmia loti Mor., è costruito con terra impastata con saliva, comprende tre o quattro celle e viene fissato alle pietre che fiancheg- giano le strade. Il 3 Settembre 1931 io pure ebbi occasione di trovare un nido di O. lepeletieri costruito nell'angolo rientrante di una grossa pietra presso un ripido sentiero sopra Cogne (alt. 1560) in Valle d’Ao- sta. La costruzione, fatta con terra sabbiosa di color grigio scuro, ricor- dava, salvo che nelle dimensioni notevolmente minori, un nido di Cha-
licodoma ; le celle erano ricoperte da -uno strato comune di intonaco.
e le loro pareti, diversamente da quanto il Ferton aveva osservato nei Pirenei, mi parvero costituite da sassolini cementati con terra.
Il nido misurava 9 centimetri in senso orizzontale e poco più di 3 centimetri in senso verticale, aveva complessivamente uno spessore di due centimetri e mezzo e conteneva 9 celle disposte su due file paral- lele, Puna davanti all’altra. Le celle ovalari, separate tra loro da una sottile parete, avevano il diametro maggiore disposto verticalmente ed erano tutte occupate dal bozzolo salvo l’ultima costruita che non era stata chiusa ed era vuota. L’intonaco conteneva pochi minuti sassolini.
I bozzoli di color brunastro lucente all’interno, hanno la superficie
esterna di color bruno chiaro e sembrano costituiti da due strati iso- labili tra loro dei quali l’esterno aderisce tenacemente alla parete della cella.
Descrizione della larva dell’Osmia lepeletieri Perez
N
La larva matura e già chiusa nel bozzolo è di color bianco gialla-
stro, è tozza, ripiegata ad arco, ha solchi intersegmentali poco profondi,
capo piccolo (della dimensione di circa un decimo dell’intero corpo), addome voluminoso ed è molto simile alla larva dell’Osmia loti Mor., già da me descritta in una precedente pubblicazione ('); se ne diffe- renzia sopratutto per le dimensioni notevolmente maggiori misurando, nell’atteggiamento in cui si trova nel bozzolo, da otto a nove millime-
(1) Micheli. — Note biologiche e morfologiche sugli Imenotteri - Contributo 3° — Atti della Soc. Ital. di Scienze Naturali, Vol. LXX, 1931, pag. 21.
Figura III. — Osmia lepeletieri Pérez = Larva (chiusa nel bozzolo). | 1, Larva vista di lato. — 2, Capo. — 3-4, Mandibola. —5, Porzione del labbro supe- riore. — 6, Labbro inferiore (faccia ventrale). — 7, Antenna. — 8, Mascella (faccia latero-
ventrale).
} AE 7 ES an Se
TESTI, rele I
14 7 L. MICHELI
tri di lunghezza per quattro, cinque millimetri di larghezza massima in
rapporto ai segmenti ottavo e nono (Figura III n. 1).
Il cranio, di circa un decimo più largo che lungo, è nettamente inca- vato al vertice e presenta un discreto numero di minutissimi peli disposti come nella Figura III n. 2.
Clipeo non distinto dalla fronte, munito presso la sua parte anteriore di quattordici o quindici peli. i
Labbro superiore largo due volte la sua lunghezza, convesso, col mar- gine anteriore incavato alla parte media, con sporgenze arrotondate ai due lati. Al bordo anteriore, subito all’esterno della linea mediana, si notano alcuni grossi sensilli disposti su di una fila tra- sversale, variabili di numero da una larva all’altra ed anche da un lato all’altro ; infatti su sei larve esaminate ho trovato questi sen- silli così disposti: nella prima 4 a sin. e 2 a destra; nella seconda 3 a sin. e 4 a destra; nella terza 3 a sin. e 4a destra; nella quarta 5 a sin. e 4 a destra; nella quinta 4 a sin. e 5 a destra; nella sesta infine 3 a sin. e 4 a destra. — La cuticola dell’area cir- condante detti sensilli è ispessita e colorata in ferrugineo. Sulla parte media del labbro si notano, disposti un po’ irregolarmente, quattordici o quindici peli e da sedici a diciotto sensilli (Figura III n. 5).
Antenne costituite da un processo subconico, fornito all’apice di cinque o sei piccolissimi sensilli, impiantato su di una cupoletta pochis- simo sporgente (Figura III n. 7). :
Mascelle munite alla faccia latero-ventrale di venti-ventitré peli robusti
: ed alla parte anteriore di tre o quattro peli un po’ più piccoli, . (Figura Ill n. 8). Il palpo mascellare, subconico, porta all’estremita distale due sensilli piccolissimi. Sulla superficie mediale della ma- scella si notano poco più di una trentina di piccolissime forma- zioni sporgenti mammellonari sormontate da un minutissimo pro- lungamento spiniforme. | :
Mandibole robuste, bifide, circa tanto larghe alla base che lunghe, col bordo orale lievemente seghettato (Figura III n. 3-4). ,
I labbro inferiore porta al suo bordo anteriore la filiera in forma di una lamina trasversa di color ferrugineo ; i palpi labiali, subconici, hanno all’estremità distale due piccoli sensilli e sono circondati da alcuni peli piuttosto lunghi; la faccia inferiore del labbro è munita di ventisette o ventotto peli, lunghi circa quanto il palpo (Figura II n. 6). |
) razio - 03
FE
16
RACCOLTE ENTOMOLOGICHE NELL'ISOLA DI CAPRAIA FATTE DA C. MANCINI E F. CAPRA (1927-1931)
IV E, MASI
HYMENOPTERA TEREBRANTIA ET PHYTOPHAGA.
Questa pubblicazione fa seguito alla mia precedente sugli Imenot- teri aculeati della Capraia, stampata nel vol. XI di queste Memorie (fasc. 2°, pag. 181-205). Le specie sono numerate in continuazione di quelle degli aculeati.
Fam. Proctotrypidae 63. Ceraphron Invreae sp. n.
Un esemplare trovato in ottobre.
Femmina alata. Nera, con lo scapo e le zampe, eccetto le anche, gialli scuri rossastri, il pedicello giallo bruno, le ali grigiastre. Corpo piuttosto robusto, subnitido. Capo, torace e addome ugualmente larghi, . 0 l’addome appena più largo, ovato acuto. Capo, veduto dal di sopra, due volte più largo che lungo, con lo spigolo fra il vertice e l’occipite arrotondato, gli ocelli disposti a triangolo equilatero. Solco frontale prolungato sul vertice fra gli ocelli. Fronte:e vertice a scultura retico- lata-zigrinata. Antenne con la maggiore grossezza dello scapo ad '/, della lunghezza, col flagello gradatamente ingrossato fino al penultimo articolo e perciò senza distinzione di clava; pedicello tre volte più — lungo che largo; terzo articolo antennale più corto del pedicello nella proporzione di 5 : 7, uguale approssimativamente all’ insieme dei due successivi; 4° articolo lungo 5/; del 3°, il 5° lungo */; del precedente, ambedue tanto lunghi quanto larghi e a forma di cono troncato; 9° più lungo che largo nella proporzione di-5 : 3 e lungo il doppio del pedicello ; 10° conico, uguale ad una volta e mezza la lunghezza del- l’articolo precedente. Quasi tutto il dorso del torace a scultura retico- lata, alquanto più grossa di quella del vertice. Lati del torace levigati, nitidi, la mesopleura fornita di alcune strie rilevate che dal margine anteriore si prolungano per breve tratto in direzione della metapleura. Solchi ascellari divisi ciascuno in 4-5 fossette piuttosto grandi, non bene definite e quasi contigue. Sutura ascellare, sulla linea mediana
IMENOTTERI DI CAPRAIA 17
del dorso, uguale alla meta della lunghezza massima delle ascelle. Scutello levigato nel '/, apicale, coi margini laterali evidentemente arcuati e formanti col margine apicale una curva uniforme, ellittica. Processo mediano del propodeo indistintamente carenato ; angoli poste-
riori prolungati in una spina sottile, acuta all’ apice; intervallo fra il
processo mediano e la spina laterale occupato quasi interamente da un’ areola triangolare. Ali anteriori col nervo radiale lungo circa tre volte il nervo marginale. Femori, specialmente i posteriori, robusti.
‘Parte dorsale del grande segmento dell addome fornita nel primo ‘/,
di coste longitudinali, acute, più o meno ravvicinate ; nel 1/, medio
. percorsa da numerose strie sottili, che in alcuni punti si riuniscono, determinando quasi una scultura acicolata. |
Lunghezza 1,17 mm.
Ho confrontato questo Ceraphron coi tipi di diverse specie del Kieffer e particolarmente del Ceraphron trissacantha, del Gestroi e del Solarii, le quali si somigliano molto, sopratutto pel colorito, e appar- tengono ad un gruppo in cui il propodeo è fornito posteriormente di tre processi spiniformi. La specie piu affine a quella che ho descritta & il Ceraphron trissacantha, (') nel quale il corpo è un poco più snello, gli articoli del flagello sono alquanto più corti e quindi proporziona- tamente un poco più ingrossati; lo scutello è a contorno parabolico, avendo i lati solo leggermente arcuati e non formanti col margine : apicale una curva ellittica; inoltre la sutura ascellare sulla linea mediana non supera ‘/; della lunghezza massima delle ascelle ; lo spazio fra lo scutello e il margine posteriore del propodeo è diviso, in ciascun lato del processo mediano, in tre areole, una che può essere considerata come quadrangolare (irregolarmente pentagonale) contigua
al rilievo che forma il processo mediano, le altre due contigue al
margine laterale del propodeo.
Nel Ceraphron Gestroi gli ultimi 4-5 articoli del flagello sono ingrossati in modo da formare quasi una clava, che è tuttavia assai poco distinta dal resto dell'antenna; lo scapo è evidentemente fusi- forme, sebbene poco ristretto all’ apice, ed ha la maggiore larghezza al 1}. inferiore; il 4° e il 5° articolo dell'antenna sono più lunghi che larghi nella proporzione di 3: 5 ; i lati del protorace non sono levigati come quelli del mesotorace, ma evidentemente scolpiti a reticolo come
la parte sovrastante del mesonoto (carattere, questo, molto importante,
(1) Indico in queste note alcuni caratteri che non sono menzionati nelle descrizioni
- del Kieffer (in André, Species Hymén., vol. X).
Mem. Soc. Entom. It. XII, 15-IV-1933. 2
18 L. MASI
che non é indicato nelle descrizioni del Kieffer); le spine laterali del propodeo sono ottuse all’ apice.
Il Ceraphron Solarii è specie più grande, con addome più largo del torace e di forma ovato-acuminata ; con lo scutello non reticolato, levigato ; il grande segmento addominale non striato nel 1/, medio, il 30 articolo dell’ antenna uguale al pedicello.
64. Ceraphron humicola sp. n.
Un esemplare preso in ottobre.
Femmina attera. Testa e torace neri, addome giallo ocraceo con la parte distale del grande segmento un po’ ombrata, i segmenti succes- sivi grigio-bruni sul dorso; zampe, comprese le anche, dello stesso colore dell’ addome; antenne con lo scapo e il pedicello gialli ocracei, i cinque articoli successivi di un giallo grigiastro chiaro, i tre ultimi articoli bruni. Mandibole e palpi giallastri. Occhi (nell’ esemplare essic- cato) di un bruno tendente al violaceo. Tegule scure.
Testa larga quanto il torace, vista di sopra moderatamente trasver- sale, di profilo più lunga che larga nella proporzione di 22: 15. Occhi molto grandi, forniti di poche setole lunghe e sottili. Ocelli disposti a triangolo equilatero, i posteriori un po’ meno distanti fra loro che dall’ occipite. Faccia leggermente concava. Fronte con un solco mediano ben marcato, che al di sopra dell’ ocello anteriore si prolunga sul vertice passando in mezzo agli ocelli posteriori. Scapo robusto, quasi cilindrico, cinque volte più lungo che largo; pedicello uguale ad !/; | dello scapo, più lungo che largo nella proporzione di 2 : 5, all’ apice 2/. della grossezza dello scapo. Articoli successivi gradatamente più. larghi, tuttavia i tre ultimi, che formano la clava, distinti per la forma e pel colore. Secondo articolo del flagello di lunghezza appena mag- giore della larghezza, 3’ appena più largo che lungo, 6° e 7° notevol- mente trasversali, l’ultimo essendo uguale a 2 '/, volte la sua larghezza. Articolo 9’ tanto largo quanto lungo; ultimo articolo ovato acuto, uguale alla lunghezza dell'insieme dei due precedenti. Scultura del capo e del torace evidente, reticolata, con maglie grosse, delle quali se ne contano 6-8 in senso trasversale fra il solco mediano della fronte e il margine delle orbite. Superficie subnitida. Larghezza del torace °/, della lunghezza. Solco mediano dello scudo bene distinto, solchi dello scutello concorrenti a poca distanza dal margine dello scudo. Metato- race posteriormente marginato ed armato agli angoli di un processo spiniforme acuto, diretto verso l'esterno e un po’ dorsalmente, ben
IMENOTTERI DI CAPRAIA 19
visibile anche se si osserva di profilo. Ali anteriori ridotte a due pic- colissime squame. Femori robusti. Zampe posteriori con la tibia sottile alla base, gradatamente ingrossata verso l’ apice, col metatarso uguale a °/, della lunghezza della tibia. Addome ovato ‘acuto, lungo quasi il doppio del torace, del quale supera la larghezza nella proporzione di 3: 4, fornito di 8-9 brevissime creste longitudinali, irregolari, che si distaccano dall’ orlo basale. Grande segmento non striato verso la base, uguale a circa °/;, della lunghezza totale dell'addome e maggiore di quella del torace nella proporzione di 5 : 4. Lunghezza del corpo 0,95 mm. |
Questa specie può ritenersi affine al Ceraphron crassiceps Kieffer, di cui ho esaminato il tipo, al quale corrisponde per diversi caratteri ; tuttavia ne differisce notevolmente pel corpo assai meno largo in pro- porzione della lunghezza, quindi non robusto, la scultura molto più grossa, reticolata piuttosto che zigrinata, la superficie della testa e del torace non opaca ma subnitida, la testa di forma meno globosa e più piccola in proporzione del corpo. Le antenne con gli ultimi articoli _ ingrossati, la mancanza di ali e P addome meno lungo, la distinguono dal Ceraphron flaviventris Kieff., descritto della Rumania, nel quale gli articoli del flagello sono gradatamente più grossi. Nel C. xanthogaster Kieff., specie di Liguria (Genova), alata, nessuno degli articoli del flagello è decisamente trasversale, gli articoli 5° - 7° sono quasi tanto lunghi quanto larghi, mentre nella specie della Capraia sono molto più larghi che lunghi.
65. Belyta comitans sp. n.
Una femmina raccolta al Piano in ottobre (1927), un maschio preso in giugno (1930).
Femmina. — Corpo nero, zampe, tegule e antenne di color giallo rossastro (cinnamomeo chiaro), gli articoli delle antenne dopo il terzo gradatamente più scuri, |’ ultimo bruno; ali anteriori di un giallo gri- giastro pallido, con nervature brune chiare; ultimo articolo tarsale un po’ scuro.
Capo, dal di sopra, circolare, con la sporgenza frontale circa una volta e mezza più larga che lunga, priva di spina interantennale e col margine al di sopra dei toruli alquanto sporgente nel mezzo, formando un angolo molto ottuso; gene un poco più corte del diametro mag- giore delle orbite. Altezza del capo di profilo, 5/, della lunghezza. Scapo appena più lungo dei quattro articoli seguenti, più lungo che largo, in
20 L. MASI
media, nella proporzione di 6 a 26 e alquanto ingrossato nella meta prossimale; 2° e 3° articolo subeguali in lunghezza, il 2° 7/3 del 3° e non ristretto alla base, il 3° obconico; articoli successivi fino alla metà dell'antenna larghi quanto | estremità dello scapo e poco più corti che larghi (5: 6); articoli dall’ 8° al 14° brevemente peduncolati, alquanto più larghi dei precedenti ma un poco più corti nella loro parte ingros- sata (proporzionatamente lunga 4, larga 6,5); clava ovoidale, lunga il doppio dell’ articolo precedente.
Pronoto breve, molto dilatato all’ indietro, più fortemente ristretto nella porzione che forma il collo. Dorso del mesotorace quasi piano, liscio, con pochi punti piliferi sparsi, che divengono più minuti proce- dendo verso il metanoto ; porzione preascellare più larga che lunga nel rapporto di 5 : 3; solchi scapolari solo leggermente incurvati e poco divergenti in avanti, la distanza delle loro estremità posteriori uguale alla metà della lunghezza dello scudo; scutello lungo */, dello scudo, con una fossa limitata anteriormente e verso i lati da un margine semicircolare e posteriormente da un margine assai convesso in avanti. Dorsello percorso da una carena sottile ma bene distinta. Propodeo con la carena biforcata a circa ?/, della lunghezza, coi rami limitanti una fossa triangolare poco più alta che larga alla base e a fondo levigato ; a superficie liscia e nitida, eccetto che presso i margini laterali e in due aree triangolari corrispondenti agli angoli posteriori, dove si osser- vano delle fossette poco profonde e che divengono tanto più irregolari quanto più vicine agli angoli posteriori; questi prolungati in una spor- genza dentiforme, uguale a °/, della lunghezza della fossa triangolare mediana e a superficie punteggiata.
Ali anteriori superanti l estremità dell'addome; nervo basale °/, della sua distanza dal marginale; cellula radiale aperta distalmente, con I estremità del nervo stigmatico leggermente dilatata e diretta paralle- lamente al margine anteriore dell’ ala; nervo postmarginale non pro- lungato oltre la cellula radiale; nervo ricorrente rappresentato da una breve linea grigio bruna.
Peduncolo addominale lungo come la linea mediana del propodeo, largo 5/, della propria lunghezza, leggermente rigonfiato nel '/; medio, rozzamente scolpito da fossette puntiformi i cui margini tendono ad unirsi longitudinalmente formando linee rilevate ondulate, e fornito presso la base di quattro carene sottili e non bene distinte dagli altri rilievi superficiali, a limite distale indeterminato. Gastro largo quanto il torace ma un poco più corto, col grande tergite solcato sulla linea mediana fino alla metà della lunghezza, fornito alla base di poche coste assai corte. Lunghezza 3 mm.
IMENOTTERI DI CAPRAIA ; 21
Maschio. — Colorito simile a quello della femmina, eccetto le antenne brune, gli articoli tarsali dopo il secondo gradatamente più scuri, le ali con nervature brune. Antenne, ripiegate all’ indietro, lunghe quasi fino all’ apice del grande tergite ; 2° articolo quadrato, 3° con la metà prossimale larga ‘/, della metà distale, appena più lungo del 4° articolo e un poco più corto dello scapo; articoli successivi gradata- mente un poco più corti, il penultimo più breve del 4° come 3 : 4, ultimo uguale al 4°. Lato posteriore della fossa scutellare meno con- vesso in avanti che nella femmina. Superficie dorsale del propodeo con gli spazî piani assai ridotti. Ali anteriori col nervo postmarginale pro- lungato molto al di là della cellula radiale, ma con limite indefinito. Solco mediano del grande tergite assai più corto che nella femmina, non più lungo del peduncolo dell’ addome. Lunghezza 3,45 mm.
L’appartenenza degl’individui dei due sessi alla medesima specie
_ mi sembra molto probabile, nonostante alcune notevoli differenze, che
tuttavia credo che si possano considerare come caratteri sessuali. Tra le specie di Belyta descritte da Kieffer nel X. vol. dell’ opera ;dell’ An- dré, quella che forse si avvicina di più alla specie che ho descritta è — la Belyta tripartita K. In confronto della figura della Belyta nigriven- tris Thoms. 9, pubblicata nella detta opera nella tavola XVI (fig. 3.), i solchi scapolari sono assai meno divergenti, la fossa scutellare ha il lato posteriore concavo all’ indietro, anzichè convesso, i margini laterali del propodeo sono quasi dritti, il margine posteriore del peduncolo non forma un orlo sporgente, il grande tergite non presenta una fitta striatura presso I’ articolazione del peduncolo, il nervo postmarginale è bene distinto per tutta la lunghezza della cellula radiale, il 2° articolo antennale non è ristretto alla base, il 3° lo è di poco, gli articoli 8° - 14° sono distintamente peduncolati.
06. Ceratoteleia elegans sp. n.
Una femmina raccolta in giugno.
Femmina. — Di un giallo bruno rossiccio ; primi articoli del fla- gello, vertice, mesonoto, scutello e tegule più scuri; corno del primo segmento addominale, parte dorsale dei segmenti 20 - 5°, nel 2° dopo il primo !/;, nel 3° e 4° dopo la metà, nel 5° dopo !/, della lunghezza, colorata in nero, con sfumatura verso il giallo della porzione basale ; le rispettive parti ventrali con minore estensione del nero; ultimi segmenti neri interamente. Clava antennale e mandibole pure di color
nero. Ali anteriori con una fascia trasversale bruna nel primo !/; della
22 L. MASI
lunghezza, ed un’altra meno scura, più larga, al di sotto del nervo postmarginale, con la porzione fra queste due fascie bianchiccia, la porzione apicale grigiastra, la nervatura di un giallo-grigio assai pallido, eccetto la parte terminale della subcosta che è bruna scura, come la doccia del frenulo. |
Capo largo quanto il torace comprese le tegule, veduto dal di sopra quasi cubico, non ristretto subito dopo gli occhi, con la parte anteriore leggermente convessa, I’ occipite leggermente incavata, il limite fra essa ed il vertice indeterminato ; con gli occhi glabri, gli ocelli disposti ad angolo ottuso, i posteriori distanti dalle orbite un po’ meno del loro diametro ; veduto di profilo globoso, più lungo che largo nella propor- zione di 7 : 6, col diametro verticale dell’ orbita uguale alla distanza fra l'occhio e la base della mandibola, il margine orbitale posteriore quasi dritto e assai obliquo, la tempia distintamente marginata, |’ epi- stomio breve e disposto quasi orizzontalmente. Faccia con una sottile carena che dalla linea antennale si estende in alto quasi al livello della metà delle orbite.
Antenne di 12 articoli, un poco più lunghe dell’ insieme della testa e del torace, inserite molto in basso, fornite di radicola lunga, di uno scapo che raggiunge il livello del vertice ed ha la maggiore grossezza ‘a */; della lunghezza, e di una clava quasi cilindrica, di cinque articoli, dei quali i tre intermedî tanto larghi quanto lunghi. Pedicello e i due articoli successivi allungati e stretti, il quinto articolo antennale non più largo e tanto largo quanto lungo, il sesto ed il settimo pure pic- coli, ciatiformi. ©
Superficie del capo e dorso del torace reticolate, subnitide. Solchi scapolari distinti, dritti e divergenti, non estesi fino alla parte anteriore del mesonoto. Torace più lungo che largo nella proporzione di 7 : 5; scudo esteso per */, della lunghezza del torace, con due leggere depres- sioni submediane contigue al margine posteriore ; scutello quasi semi- circolare, largo 5/; della larghezza massima del torace, fornito di un orlo che limita un solco submarginale che è diviso in una serie di circa 20 piccoli alveoli quadrangolari. Dorsello (metanoto) col lato superiore e l’inferiore rettilinei, nel profilo inclinato di circa 45°, scol- pito da una doppia serie di fossette superficiali ed irregolari. Propodeo, visto dal di sopra, gradatamente ristretto verso la parte posteriore, for- nito sul dorso di due carene divergenti che si distaccano dai due angoli inferiori del dorsello. Stigmi del propodeo quasi reniformi, poco più lunghi che larghi, visibili dal di sopra come un piccolo rilievo situato verso la metà della lunghezza del propodeo. Lati del torace con
IMENOTTERI DI CAPRAIA 23
due linee rilevate che hanno origine al di sotto dell’ ala anteriore e si prolungano in basso divergendo, e che corrispondono rispettivamente al limite posteriore del protorace ed al posteriore del prepetto (o epi- sterno ?) del mesotorace.
Ali anteriori larghe ?/; della loro lunghezza, col nervo marginale, lo stigmatico e il postmarginale ben sviluppati, nella proporzione di 5 : 3: 10, senza traccia di nervo basale.
Addome depresso, lungo un poco più di 2 !/, volte il torace e poco più largo, visto di sopra 3 !/, volte più lungo che largo, con la mag- giore ampiezza verso. il mezzo. Margini laterali acuti. Primo e secondo segmento, nel lato dorsale, scolpiti da numerosi solchi longitudinali; i successivi reticolati; il primo rilevato superiormente in un corno, arro- tondato all apice, che nel profilo si estende in avanti quasi fino al limite inferiore del dorsello ; il secondo foggiato a trapezio, quasi tanto lungo quanto largo distalmente ; il 3° e 4° tanto lunghi quanto larghi.
Lunghezza 2 mm. |
Credo che non sia stata pubblicata finora alcuna descrizione detta- gliata di una specie di questo genere e che la Ceratoteleia elegans sia la prima descritta per ’ Europa; anche la diagnosi generica rimane ancora incerta per quanto riguarda alcuni caratteri. Di questi il Kieffer ne ha indicati solo i più importanti in un quadro dicotomico della sua « Révision des Scelionidae » (Ann. Soc. scient. Bruxelles, XXXII 1908), citando come esempi la Caloteleia aenea e diverse specie americane che furono descritte dall’ Ashmead. Il genere è menzionato da Hedicke nel quadro dicotomico delle Scelioninae nell’ opera di Schmiedeknecht : Hymenopteren Nord-und Mitteleuropas (1930). | |
67. Hoploteleia europaea Kieffer.
Révision des Scelionidae, in: Ann. Soc. Entom. Bruxelles, XXXII 1908, parte 2° (p. 176) — Jg.
Una femmina raccolta in ottobre.
Il rinvenimento di questo esemplare femmina è particqlarmente interessante poichè era noto soltanto il maschio della specie, che venne descritto dal Kieffer su di un esemplare dell’ Isola del Giglio, ed inoltre si poteva supporre che nella femmina mancassero quelle due piccole spine all’ apice dell’ addome, che fino ad ora sono state ritenute come caratteristica dei maschi. L’ esemplare della Capraia dimostra che tale caratteristica non può essere di tutte le specie del genere. Però nel detto esemplare le due spine si trovano sul 6° segmento (non contando il peduncolo) mentre nel maschio si trovano nel 7°.
94 - L. MASI ~
Ho esaminato I’ esemplare maschio descritto dal Kieffer, che appar-
tiene al Museo Civico di Genova, ed ho constatato che esso presenta sul lato dorsale dell’ addome 7 segmenti (oltre il peduncolo), non sei come erroneamente ha affermato Kieffer; al 7° appartengono le due spine, le quali sono distanti il doppio della loro lunghezza.
L’esemplare della Capraia, somigliantissimo a quello del Giglio, anche nei dettagli del colorito, onde non vi sarebbe ragione per dubi- tare dell’ identita specifica, è certamente una femmina, come. risulta evidente dalla forma delle sue antenne e dalla presenza di 6 tergiti, invece di sette, nell’addome ed anche dalla INeggiore larghezza di questo in proporzione del torace.
Nella femmina il capo veduto dal di sopra apparisce più grosso e meno trasversale che nel maschio, la distanza dall’ ocello anteriore al margine della fossa anten- nale è il doppio del diametro dell’ocello. Nel profilo I’ or- bita ha il margine, nei */, inferiori della parte poste- riore, quasi dritto e note- volmente obliquo.
Nel maschio la distanza fra l’ocello anteriore ed il margine superiore della fossa
Fio. li antennale è approssimativa- ‘Hoploteleia europea, a addome della Q (es. della mente uguale al diametro Capraia), 5 del © (typus! del Giglio), c ultimi dell’ ocello. L’ orbita, di pro-
+ dell’ addome del «Ÿ, d della 9; e antenna filo, è ellittica.
L’antenna della femmina è notevolmente ingrossata nella metà distale; il 2° articolo è due volte più lungo che largo all’ estremità ; il 3° della stessa lunghezza ma un poco più stretto, il 4° più breve (5 : 8) e poco più largo (4 : 3), il 5° tanto largo quanto lungo (5: 5), il 6° e 7° sono ancora alquanto più corti e alquanto più lunghi, gli altri articoli fino all’ 11° lunghi */, del 2° e del 3° e larghi almeno il doppio del 3° articolo; il 12° è ovato-conico,
lungo come il 2° e 3°. Gli articoli del flagello sono neri, l estremità | a
dello scapo è rossiccia come nel maschio.
L’ antenna del maschio ha il 2° articolo più lungo che largo nella proporzione di 7:4, il 3° un poco più lungo (8:7) e più largo (5:4), il 4° non più lungo del 2° ma alquanto più largo, il 6° quadrato, l 11° appena più lungo che largo, il 12° circa il doppio del precedente
i A mos
IMENOTTERI DI CAPRAIA 25
(11: 6). Gli ultimi 5-6 articoli sono di poco più larghi del 2° e 3° e non formano una clava.
L’addome della femmina è largo quasi un il- torace (50: 55) mentre quello del maschio è evidentemente più stretto, nella propor- zione di 42 : 55. Il 3° segmento presenta la stessa proporzione di lun- ghezza e larghezza nei due sessi. Le spine che nella femmina apparten- gono evidentemente al 6° segmento, che è I ultimo, sono proporziona- tamente un poco più corte (3 : 5) di quelle che nel maschio si trovano sul 7° segmento. Le rughe sono meno rilevate e meno sviluppate nel maschio, specialmente sugli ultimi tre segmenti, dove si a sparse delle fossette pilifere circolari.
L’esemplare femmina misura 2,67 mm., il maschio circa 2,8 mm.
Brues (Genera Insectorum, Scelionidae, 1908) attribuiva al genere Hoploteleia otto. specie, una delle quali appartiene alle Isole Filippine,
le altre sono dell’ America meridionale e centrale. Kieffer (/. c.) nello
stesso anno descrisse i maschi delle due specie: 7. europaea, con la var. punctata, proveniente dall’ Isola del Giglio, e /7. Graeffei, dei dintorni di Trieste. |
Fam. Chalcididae. 68. Pseudotorymus medicaginis (Mayr).
Riferisco a questa specie una femmina raccolta in settembre, con la terebra lunga solo 2/; dell'addome e i due primi articoli tarsali delle zampe medie e posteriori bianchi giallastri.
* Dimeromicrus longicauda Ms.
Di questo Torimide ho esaminato un esemplare che fu raccolto dal Prof. Razzauti.
69. Ormyrus punctiger Westwood.
Due femmine prese in settembre.
70. Ormyrus papaveris Perris. Due femmine prese in giugno. Hanno l’ addome azzurro cupo, col margine dei segmenti bruno. 71. Leucospis dorsigera Fabricius.
Un esemplare maschio raccolto in giugno e due femmine prese in settembre.
26 L. MASI
* Brachymeria (= Chalcis) femorata (Panzer).
Ho veduto esemplari di questa specie raccolti dal Prof. Razzauti.
72. Smicra biguttata (Spinola).
Una serie di 55 esemplari presi in giugno nel 1930 e nel 1931. Di tutti questi esemplari due soli sono maschi.
GI’ individui maschi si distinguono per le antenne non clavate, con l’ estremità conica, e forse anche per la mancanza, probabilmente costante, delle due macchie bianche sulla fronte.
73. Eurytoma nodularis Boheman.
Una femmina raccolta in settembre.
74. Encyrtus Masii Silvestri.
Ne fu ottenuto un esemplare (9 giugno 1931) da rami di Myrtus infestati dalla Saissetia oleae. Un maschio era stato raccolto, pure verso la meta di giugno, nell’ anno precedente.
75. Cerchysius subplanus (Dalman).
Una femmina raccolta in settembre (1931) in località S. Rocco, appartenente alla forma con antenne sottili, tegule brune solo nella metà apicale, bianche verso la base, ed ali incolore, trasparenti. Mercet ritiene che questa forma non si possa considerare come specie distinta dall’ altra con antenne meno sottili, tegule interamente brune ed ali anteriori col disco sfumato. i
76. Scutellista cyanea Motschulsky.
Un maschio raccolto in giugno.
. 77. Asaphes vulgaris Walker.
Un esemplare femmina, in giugno.
78. Sphegigaster aculeatus Walker.
Una femmina presa in giugno.
- IMENOTTERI DI CAPRAIA 27
79. Pseudocatolaccus asphondyliae Masi.
Due femmine trovate in giugno (1930 e 1931).
80. Conomorium eremita (Forster).
Una femmina raccolta in ottobre (1927), un maschio e una fem- mina raccolti in giugno (1930).
81. Cirrospilus simulator sp. n.
Un esemplare femmina preso in settembre al Porto.
Femmina. Colorito fondamentale giallo fulvo, con macchie nere, lo scutello, i parascutelli e |’ addome rossicci, quest’ ultimo nella parte mediana dorsale nero dal 2° al 5° tergite e coi due ultimi segmenti interamente neri. Sono inoltre di colore nero: la parte posteriore del capo, il pronoto, compreso il collo, e la metà anteriore dello scudo, gl’ intervalli fra le ascelle e le tegule, fra la parte posteriore delle ascelle e i parascutelli, fra lo scutello e il dorsello, inoltre una zona al margine anteriore delle parti laterali del postscutello e tutto il pro- podeo. Il giallo tende al color solfo ai lati della faccia .e del vertice, sulla metà posteriore dello scudo, sulle scapole e sul dorsello. Gli _ ocelli sono rossi, gli occhi, nell’ esemplare essiccato, grigio-violacei ; le antenne brune, col lato inferiore dello scapo e degli articoli del flagello, eccetto la clava, gialli-bruni, e coi sensilli bianchicci; le ali sono leg- germente grigiastre, con le nervature gialle-grigie.
Corpo piuttosto snello. Capo largo poco più del torace misurato avanti alle tegule (45 : 40) e quasi uguale in larghezza al torace com- prese le tegule (45 : 47). Occhi glabri, ocelli disposti in un angolo ottusissimo. Solco delle gene sottile ma bene distinto. Proporzione della lunghezza del pedicello, dei due articoli del funicolo e della clava :: 8 : 12 : 10 : 20; secondo articolo del funicolo due volte più lungo che largo. Protorace quasi gradatamente ristretto in avanti, con alcune setole lunghe presso il margine anteriore dello scudo. Scutello alquanto più lungo che largo, con lo spazio compreso fra i due solchi largo poco più della metà della lunghezza (15 : 27). A contatto dei due solchi si vedono in ciascun lato tre punti piliferi scuri, uno al primo 7, della lunghezza, uno poco dopo la metà, l’ultimo subapicale. Super- ficie dorsale del pro — e mesotorace reticolata-squamosa; tutta la parte laterale delle ascelle percorsa longitudinalmente da 7-8 coste quasi parallele. Propodeo, visto di profilo, lungo il doppio dello scu- tello ; superficie liscia, solo verso i lati quasi impercettibilmente retico-
28 | L. MASI
lata; carena bene distinta. Ali anteriori lunghe quanto la distanza dal mezzo dello scudo all’ apice dell’ addome. Nervo postmarginale lungo la metà del marginale e una volta e mezza più dello stigmatico (pro- porzione di 25 : 17) il quale è notevolmente. assottigliato nella prima metà. Setole gradatamente più corte dalla base dell’ ala verso 1’ apice, sparse nella porzione che corrisponde alla cellula basale e all’ area specolare, mancanti solo nella zona dietro alla linea del nervo cubitale e non oltre la metà del margine alare posteriore : quelle inserite sul nervo marginale uguali in lunghezza alle setole della frangia dell’ ala posteriore ma più robuste e di !/, più lunghe di quelle della frangia dell’ ala anteriore. Addome più largo del torace, notevolmente più lungo che largo (prop. 9 : 4) e acuto all’ apice. Lunghezza mm. 2,28.
Uno dei caratteri più importanti di questa specie è lo sviluppo del nervo postmarginale, che è lungo una volta e mezza il nervo stig- matico. Questo Cirrospilus ricorda per la colorazione alcuni altri Eulo- fidi e particolarmente lo Stenomesius rufescens (Rossi), dal quale si distingue però a prima vista pel torace meno robusto e I’ addome più lungo. Sebbene la distinzione delle specie di Cirrospilus a colorazione più o meno gialla e con macchie nere sia ancora molto incerta, ritengo che l esemplare descritto rappresenti una specie nuova. Una colora- zione mista di giallo rossastro e di nero è indicata pel Cirrospilus unifasciatus (Förster) (descritto -originariamente come Eulophus) e pel Cirrospilus Acesius del Walker: quest ultimo tuttavia non può essere un Cirrospilus, avendo quattro articoli nel funicolo della femmina e del maschio, e forse non è altro che lo Stenomesius rufescens del Rossi. In un esemplare di C. unifasciatus (Förster) di Liguria, deter- minato dal Dott. Novicki, a colorito fulvo rossiccio con macchie nere, il nervo postmarginale è poco più lungo dello stigmatico, |’ addome relativamente più corto, le setole del dorso del torace sono più svilup- pate, le coste longitudinali della parte laterale delle ascelle sono meno distinte e in minor numero. |
Fam. Cynipidae. (') 82. Callaspidia brevifurca Kieffer, var. —?
Esemplari 7 maschi, presi nella località S. Rocco. Corrispondono per alcuni caratteri alle descrizioni della specie ligurica Giraud (secondo Kieffer, in « André, Species des Hymén. »
(1) Due generi, rappresentati da esemplari unici nella raccolta, che non ho potuto determinare specificamente, sono una Eucoila sp. e una Aspicera, questa probabilmente nuova.
IMENOTTERI DI CAPRAIA ; 20. -
VII bis, p. 285 — e « Tierreich, Cynipidae » p. 64), per altri caratteri a quelle della specie brevifurca (idem idem, p. 287 e p. 65) e parti- colarmente alla forma della quale Kieffer dice di avere osservato esem- plari provenienti da Genova (Tierreich p. 65). Li determino quindi provvisoriamente come C. brevifurca var.
Torace rossiccio, più o meno macchiato di nero, antenne e zampe posteriori interamente brune, oppure antenne brune rossastre coi primi due articoli neri; uno degli esemplari, di minori dimensioni, è nero quasi interamente; nervature delle ali gialle-brune. Lunghezza circa 3 mm. L’ ultimo articolo antennale è lungo 1 !/, volta il penultimo (come è indicato per i maschi di brevifurca, mentre in ambo i sessi della specie ligurica è lungo due volte |’ articolo precedente) ; |’ area facciale al di sotto delle antenne è fornita di pochi peli (mentre la specie digu- rica ha una villosità fitta). eae :
L’ areola, nell’ ala anteriore, è rappresentata da un ispessimento chitinoso quadrangolare (carattere indicato per la C. ligurica) ; il pedun- colo dell’ addome è circa due volte più lungo che largo, con poche carene longitudinali (per la specie /igurica è descritto come liscio, per la brevifurca tipica, secondo Kieffer, come « densément caréné longi- tudinalement sur le dessus »). Tutti gli esemplari hanno poi presso la base dell’ addome la depressione circolare opaca e punteggiata che Kieffer indica nella descrizione della specie /igurica.
Gli esemplari sono specificamente identici a quelli di una serie di 11 individui di Liguria che nella collezione del Museo Civico di Ge- nova stanno col nome di Onychia ligurica e che io ritengo che appar- tengano piuttosto alla specie brevifurca.
83. Figites scutellaris (P. Rossi).
Un maschio preso al Porto in Settembre, appartenente alla forma tipica F. scutellaris scutellaris.
84. Figites agnatus sp. n.
Un maschio e una femmina raccolti in Giugno.
Di colore nero, trocanteri e apice dei femori, tibie e tarsi ruggi- nosi, le tibie e i tarsi posteriori più scuri nell’ es. maschio. Ali legger- mente giallognole, con nervature gialle-brune. Nell’ es. maschio il lato distale e l'anteriore della cellula radiale sono pallidi. Faccia con una sottile carena mediana, a superficie minutamente zigrinata e quasi
30 L. MASI
opaca, con leggiere depressioni in forma di fossette arrotondate, affatto superficiali, che mancano in due larghe zone lungo il matgine anteriore delle orbite; vertice e clipeo lisci, tuttavia poco lucidi; clipeo accom- pagnato da due fossette puntiformi, profonde, in corrispondenza ai suoi angoli superiori. Antenne della femmina con gli articoli 3.-5. evi- dentemente assottigliati, il 3. tre volte più lungo che largo e 1 '/, volta più lungo dei due successivi, che hanno la stessa grossezza all’ apice e sono obconici troncati; articoli dal 6. al 12. ovoidali, lunghi quanto il 4.; il 6. più largo del 5. come 6: 5, il 12. più largo come 7: 5; arti- colo apicale ancora un poco più ingrossato (8: 5) e lungo un po’ più di una volta e mezza il precedente (17: 10) e poco più del 3. articolo. Antenne del maschio più corte del corpo, con gli articoli di grossezza uguale, il 3. poco più lungo del 4. (come 11: 9), il quale è più lungo che largo nella proporzione di 3: 4: I’ ultimo uguale quasi a 1 ‘/, volta il precedente (14 : 10). Lati del pronoto striati anche nella parte supe- riore esterna, soltanto un piccolo spazio laterale superiore innanzi alla tegula privo di strie e fornito di pochi punti, i quali non sono più grandi di quelli del mesonoto. Spazio privo di strie, nella parte supe- riore della mesopleura, quasi nullo. Scudo con due sottilissimi solchi longitudinali nella parte anteriore. Scutello interamente rugoso, a scul- tura grossa. Solchi scapolari molto dilatati nella metà posteriore, dove uguagliano in larghezza circa la metà dello spazio che li separa, onde i margini dello scudo hanno un orlo sinuoso. Ali anteriori glabre, col margine apicale e la metà distale del margine posteriore forniti in ambo i sessi di ciglia brevissime ; cellula radiale due volte più lunga che larga; primo nervo cubitale completamente mancante nel maschio, ridotto ad una traccia nell’ esemplare femmina. Secondo segmento del- l addome completamente liscio nel maschio, nella femmina fornito di strie sottili, delle quali le più lunghe non superano il !/; basale, e con . rari punti sparsi; la seconda metà del 3. segmento ed i successivi hanno una punteggiatura finissima, meglio visibile nell’ esemplare ma- schio. Lunghezza 3 mm.
Descrivo con dubbio questa specie come nuova, non potendo escludere che si tratti di una sottospecie o varietà del Figites conso- brinus Giraud, del quale non ho potuto vedere esemplari.
La specie della Capraia ha il margine apicale delle ali frangiato in ambo i sessi; lo scudo del mesonoto con due solchi submediani, sot- tili, nella parte anteriore e con punti piliferi sparsi uguali a quelli dei lati del pronoto, sui quali si vedono soltanto. poche strie nella parte superiore ; il 2. tergite del maschio non è striato alla base, come nel
IMENOTTERI DI CAPRAIA 31
consobrinus ; gli articoli antennali sono più allungati che nello scutellaris.
Il Figites consobrinus è descritto come mancante dei solchi subme- diani nella parte anteriore dello scudo e privo anche dei punti piliferi, (') col secondo tergite striato alla base per !/, della sua lunghezza solo nella femmina; coi lati del pronoto e le mesopleure interamente striati. Secondo la descrizione di Reinhard (Berl. entom. Zeitschr. IV 1860, p. 232) e quella di Kieffer nelle « Species des Hyménoptères », il mar- gine posteriore dell’ ala anteriore sarebbe fornito di ciglia solo nei maschi : lo stesso Kieffer nel « Tierreich » dice che le ciglia si trovano sul margine apicale. Nella descrizione originale del Giraud (Verh. z. b. Ges. Wien, X 1860, p. 153) è detto che le antenne sono «d’ un rosso scuro col primo o i due primi articoli, neri » ... e l’ A. osserva: « oltre le dimensioni minori, il colore rossastro delle antenne, I’ assenza di punti grossi sul torace e sull’ estremità dell’ addome, la differenza es- senziale, secondo me, che non permette di confondere le due specie, consiste nella conformazione delle antenne, nelle quali gli articoli del flagello sono più corti e l’ ultimo, nella femmina, è più spesso e meno allungato». |
Di un’altra forma affine, del Figites corsicus Kieffer, ho esaminato due esemplari di Liguria appartenenti al Museo Civico di Genova. Nel corsicus lo scudo ha i due solchi submediani, i solchi scapolari sono poco, tuttavia evidentemente, dilatati verso |’ estremità posteriore ; la
oS
scultura dello scutello è piuttosto minuta; il margine delle ali anteriori è privo di ciglia, il primo nervo cubitale è rappresentato soltanto da una lineetta colorata; i lati del pronoto non hanno strie ; |’ ultimo arti- colo delle antenne del maschio è appena più lungo del penultimo, il 3. articolo delle antenne della femmina non è assottigliato ed ha la stessa forma che nel F. scutellaris, mentre il 4. e 5. formano un pas- saggio graduale agli articoli successivi.
La nuova specie della Capraia si distingue dal Figites scutellaris, che pure è rappresentato nella fauna dell’ isola, e del quale ho esami- nato una serie di esemplari della Lombardia, per diversi caratteri, fra i quali la scultura della faccia e dei lati del pronoto, la sottigliezza del 3. articolo delle antenne della femmina, gli articoli delle antenne del maschio meno allungati, la cellula radiale meno larga in proporzione della lunghezza. Nella femmina della specie scutellaris il 3. articolo delle antenne è lungo meno di tre volte la sua larghezza all’ apice
(1) Però Morley (« Entomologist » LXV 1932, p. 65) mette la specie nella sezione del genere con « Mesonotal apex [cioè parte anteriore] sulcate centrally ».
32 CIS MAST
(20: 8), e meno di 1 '/, volta il successivo, che ne uguaglia in lun- ghezza i #/,; l'articolo apicale non supera 1 !/, volta la lunghezza del precedente e questo è 5/, del 3. mentre nella specie della Capraia è ?/,. Nel maschio il 4. articolo è più lungo che largo nella proporzione di 5: 2, i successivi diminuiscono alquanto e gradatamente in gros- sezza, l’ultimo è lungo una volta e mezza il precedente e largo %/,00 del 4. articolo. I solchi scapolari non si dilatano posteriormente o si dilatano appena e i lati dello scudo sono dritti, non sinuosi, ed hanno un orlo regolare, sottile, lungo ciascun solco. (Cfr. Morley, in « Entomo- logist » LXV 1932, p. 65). Tanto nel maschio come nella femmina la seconda metà del 3. tergite ed i tergiti successivi presentano una fine punteggiatura piuttosto fitta e facilmente visibile.
Fam. Braconidae. < . 85. Bracon urinator (F.). |
Undici esemplari, maschi e femmine, raccolti in giugno, di colora- zione scura; mesonoto in un maschio interamente nero, in alcuni altri colorato in giallo ruggine solo nel mezzo, in altri largamente macchiato di nero. Zampe nere, con la base della tibia rosso-bruna nelle femmine, gialla scura in quasi tutti i maschi.
86. Bracon (Glabrobracon) longirostris sp. n.
Esemplari 11 femmine e 4 maschi, raccolti in giugno (1930-1931) in diverse parti dell’ Isola (Porto, S. Rocco, Paese).
Femmina — Corpo, antenne, zampe e terebra di color bruno-nero; palpi mascellari nerastri, mandibole testacee ; occhi rossi scuri; ali leg- germente e uniformemente grigiastre, con la costa, lo stigma e le ner- vature che limitano la seconda cellula cubitale e la radiale, bruni, le altre nervature giallo-brune ; tibie posteriori nel !/, basale, tibie medie e anteriori per uno spazio anche più breve, tendenti un po’ al giallo; membrana ai lati del primo segmento addominale e parti inferiori della prima metà dell’addome di colore giallastro ; tutte le setole bianchiccie.
Corpo nitido, quasi glabro. |
Capo, visto di sopra, moderatamente trasverso, piü largo che lungo come 9 : 5, appena più largo del torace misurato innanzi alle tegule; tempie */, degli occhi, regolarmente incurvate per !/, di circonferenza. Ocelli disposti a triangolo equilatero, i posteriori distanti fra loro un
IMENOTTERI DI CAPRAIA 33
po’ meno che dalle orbite (4 : 5); area ocellare convessa, triangolare con gli angoli, e l’anteriore più largamente, arrotondati. Capo visto di fronte cuoriforme troncato, tanto largo quanto lungo, con la porzione della faccia compresa fra le orbite quadrata ; la superficie oculare glabra ; le guancie dritte, lunghe circa ?/; degli occhi; il clipeo col margine esterno leggermente concavo, I’ interno quasi indistinto ; i toruli situati a metà dell’ altezza delle orbite, separati da una carena molto ottusa, che al di sopra di essi termina, senza limite definito, a metà della distanza dall’ ocello anteriore e divide due leggiere depressioni che rappresentano le fosse antennali ; la fronte percorsa da un sottile solco, più o meno distinto, che unisce la carena all’ area ocellare. Nel profilo la larghezza è °/, della lunghezza, il vertice è arrotondato, la faccia al di sotto delle antenne mediocremente convessa, il margine posteriore
o> Co re Sis II Sa St a
È
Bracon longirostris sp. n. - a capo di profilo, 5 parte dell’ ala ante- riore di una Q, c idem di un rt (a bc ugualmente ingrandite), d primi quattro articoli dell’ antenna, e mandibola, f palpi labiali, g primi tre articoli dei palpi mascellari (e f g ugualmente ingranditi ).
Fig. 2
dell’ orbita quasi dritto e quasi parallelo alla linea mediana posteriore. La superficie è in gran parte liscia e priva di scultura, solo intorno ai toruli e sulle gene si vede un reticolo di solchi sottili molto irregolare e a maglie piuttosto grosse, che per lo più contengono un punto seti- fero; il vertice e l’epistoma sono levigati; setole sparse si vedono specialmente sulle guancie e sul clipeo.
Mandibole bidentate. Palpi mascellari lunghissimi, uguali ad 1 '/, volta o 1 ?/, la lunghezza del capo, composti di 5 articoli ; i primi due
Mem. Soc, Entom. It. XII-5-V-1933 3
34 L. MASI
uguali, una volta e mezza più lunghi che larghi, il terzo poco più del- l'insieme dei due precedenti, la metà del quarto, che è il più grande - e occupa ?/, della lunghezza totale; I’ ultimo articolo ?/; del penultimo. Palpi labiali mediocremente sviluppati, di 3 articoli, dei quali il secondo alquanto più lungo del primo, il terzo 1 '/, volta il primo articolo, fusiforme, sei volte più lungo che largo. :
Antenne filiformi, uguali a circa quattro volte la larghezza i lun- ghezza) del capo e alla distanza dai toruli alla metà dell’ addome, poco più corte della terebra, composte di 18-22 articoli. Scapo breve, un po’ rigonfiato, specialmente dal lato dorsale, largo °°/,oo della sua lunghezza ; secondo articolo alquanto più lungo della metà dello scapo e alquanto più lungo che largo, leggermente ristretto dalla base all’ apice; terzo articolo cilindrico, circa tre volte più lungo che largo (4 : 11), i succes- sivi gradatamente un poco pit ingrossati; gli ultimi uguali a */; della lunghezza dei primi e quasi due volte più lunghi che larghi; articolo apicale ellitico, appena più ristretto del precedente.
Torace, visto di sopra, più lungo che largo nella proporzione di 15 : 8, col pronoto basso, brevissimo, il mesonoto quasi gibboso in avanti, a contorno quasi semicircolare, più largo che lungo come 7 : 5, percorso da due sottilissimi solchi scapolari sinuosi, le cui estremità distano circa un terzo della larghezza dello scutello alla base; talora con una traccia di solco mediano pure assai sottile; scutello quasi triangolare, poco arrotondato all’ apice, lungo °/, del mesonoto e circa 51, della propria larghezza, fornito presso la base di uno stretto solco crenulato che forma un arco leggermente convesso in avanti e tangente nella sua parte media al margine del mesonoto. Dorsello poco distinto, senza margini laterali ben definiti. Propodeo a superficie quasi unifor- memente incurvata, non carenato, privo di coste e di solchi, soltanto il suo orlo posteriore interrotto da due brevi spigoli submediani. Lati del torace lisci e lucidi; propleure bene distinte; poche setole. corte sulla metapleura ed alcune presso la sutura del prepetto con |’ episterno del mesotorace ; mesoepisterno grande, convesso, separato dalla metapleura da un grosso orlo; prepetto stlanp eee, mediocre, epimero lungo circa 2/, della ‘nel
Ali anteriori superanti | estremità dell'addome, il quale negli esemplari essiccati non ne oltrepassa lo stigma; questo piuttosto ingrossato, largo ?/, della sua lunghezza ; nervo radiale nascente a */; dello stigma, con la terza ascissa rettilinea, uguale alla distanza fra la base e |’ apice del metacarpo, il quale è più lungo dello stigma come 6 : 5; lato interno della 1? cellula discoidale più corto del lato esterno
IMENOTTERI DI CAPRAIA 35
come 13 : 22; 2* cellula cubitale quattro volte più lunga che larga, il suo lato superiore la metà dell’ inferiore e lungo due volte il lato esterno, il quale è approssimativamente uguale alla prima ascissa del radio, il lato interno obliquo un po’ più di mezzo angolo retto, l’ inferiore la metà della 3° ascissa cubitale ; cellula brachiale larga ?/, della sua lunghezza, col lato esterno piegato al '/, inferiore.
Tarsi subeguali, quelli del terzo paio lunghi quanto le rispettive tibie. Unghie piuttosto larghe nella metà basale, brevemente falcate fornite di un dente corto ed ottuso. Misure proporzionali delle diverse parti: zampe anteriori, femore lungo 25,5, largo 8,5, tibia 30, larga 4, articoli tarsali 15 + 8 + 5 + 4,5 + 11; — zampe medie, femore 30, tibia 35, larga 5 nella metà distale, articoli tarsali 15 +8 +5 +4+11; — zampe posteriori, femore lungo 35, largo 10, tibia 54, larga 5, articoli tarsali 19 + 10 + 8 +5+ 12. |
Addome lungo quanto I’ insieme del capo e del torace, due volte più lungo che largo, quasi ellittico, a superficie liscia con poche setole, sparse per lo più sui lati. Sclerite del primo segmento con la parte posteriore, dorsale, tanto larga quanto lunga, con gli stigmi in corri- spondenza ai due angoli anteriori, la superficie occupata in gran parte da un’ area convessa, posteriormente troncata. Tergiti successivi a super- ficie uniforme, il secondo con una leggiera convessità del margine anteriore sulla linea mediana e con una concavità, corrispondente per forma e grandezza, nel margine posteriore; il terzo unito al precedente per mezzo di una sutura minutamente crenulata, la quale si assottiglia verso i lati per continuarsi su di essi in un semplice solco. Terebra poco più corta del corpo, talora, negli individui più piccoli, poco più lunga. |
Lunghezza: mm. 1,87 + 1,83 (terebra) — 2,87 + 2,00.
Maschio. — Antenne di 15-17 articoli (nei 4 es.), ali anteriori con la 3? cellula cubitale lunga circa !/; di più della 2*, quindi proporzio- natamente molto più corta che nella femmina. Lunghezza 1,47 — 1,93 mm.
Questi esemplari di minuscole dimensioni, di color nero, con tere- bra lunga quasi quanto il corpo, hanno un aspetto assai caratteristico pel grande sviluppo dei palpi mascellari che in ambo i sessi raggiun- : gono quasi il doppio della lunghezza del capo. La specie mi sembra bene distinta dal Bracon anthracinus Nees, sebbene non ne differisca che per pochi caratteri. Del resto le differenze fra le specie anthract- nus, atrator Nees e parvulus Thomson, le quali formano tutto un gruppo naturale, non sono ancora ben definite e richiedono. un esame
36 L. MASI
di serie numerose d’ individui. La descrizione precedente, fatta sugli esemplari della Capraia, potrà servire per orientamento in un confronto delle specie affini. |
Del Bracon anthracinus ho esaminato |’ esemplare di Genova citato dal Mantero (Ann. Mus. Civ. Genova, XLI, 1904, p. 25) confrontandolo con le descrizioni citate dal Fahringer nei suoi « Opuscula braconolo- gica » ( « Palaearktische Region » vol. I, pag. 436). Nell’ anthracinus i palpi mascellari sono molto meno lunghi, (!) la 3* cellula cubitale è più lunga della 2? nel rapporto di 5 : 4 (©), non quasi il doppio come è nella specie longirostris ; il torace è di aspetto più robusto, le guancie sono proporzionatamente più corte, la faccia è fornita di setole più numerose.
Un altro degli esemplari della Capraia, raccolto pure in giugno (1931), in località S. Rocco, si distingue per alcuni caratteri che fanno sospettare che si tratti di un’ altra specie: la terebra non è più lunga dell’ addome, la terza cellula cubitale è lunga una volta e mezza la seconda cellula, le antenne hanno 18 articoli, i quali nel flagello appa- riscono più ingrossati che negli altri esemplari, essendo appena più lunghi che larghi, eccetto i primi tre; i palpi mascellari non superano 1 !/, volta la lunghezza del capo,
87. Habrobracon brevicornis (Wesm.).
Bracon brevicornis Wesmael, Nouv. Mém. Ac. Sc. Bruxelles, XI 1838,
p. 23, n. 12; Marshall, Species Hymén. d’ Europe, IV 1888, p. 138.
Un esemplare femmina raccolto in Maggio allo Stagnone. Antenne di 14 articoli. Colore prevalente giallo rugginoso ; antenne, carena della faccia, area ocellare, macchia nella metà anteriore dello scudo, scapole, propodeo, mesopleure, tergiti 2° e 4°, neri; terebra !/, dell’ addome; ali con lo stigma giallastro, ombrato verso |’ estremità e sul margine esterno, jaline nel !/, distale; tibie e tarsi giallo ruggine. Questa specie è molto variabile nel colorito. Wesmael (/. c.) e Fahringer (Opuscula braconologica, Bd. I, 1928) attribuiscono alle antenne 17 articoli, Mar- shall indica giustamente una variazione di numero da 14 a 17.
88. Rhogas dimidiatus Spinola.
Dieci esemplari, presi da Maggio a Settembre.
(1) Nell’ esemplare che ho avuto a disposizione non ho potuto misurare esattamente la lunghezza dei palpi, sulla quale gli Autori non danno indicazioni precise. Wesmael, nella Monographie des Braconides de Belgique, dice: « Les palpes maxillaires sont pro- portionellement plus longs que chez les espèces précédentes [es. praecox, variator], leur longueur surpassant notablement celle de la tête elle même ».
IMENOTTERI DI CAPRAIA SE
89. Rhogas (Aleiodes) circumscriptus Nees.
Due maschi raccolti in Giugno. Un esemplare è di colorito intera- mente testaceo, I’ altro è simile alla 6.* var. di Reinhard, però senza macchie scure sul mesonoto.
90. Chelonus inanitus (L.).
Due esemplari maschi presi in località S. Rocco in Giugno e in Settembre.
01. Chelonus canescens Wesmael.
Una femmina trovata in Giugno.
92. Microdus nugax Reinhard.
M. nugax, Reinhard, Berl. Entom. Zeitschr. 1867, p. 354; Marshall in: André, Species Hym., IV, 1888, p. 579.
Due femmine prese in Giugno.
Reinhard e Marshall, i soli autori che abbiano pubblicato una descrizione di questo braconide, indicato finora come della Germania (Erzegebirge, Francoforte s. M.) non fanno menzione dell’ anello scuro presso la base della tibia posteriore e danno come misura del corpo 2 !/; mm. Credo utile di ridescrivere qui la specie sui due esemplari della Capraia, esponendone diversi caratteri che non sono indicati nelle suddette descrizioni.
Corpo nero lucido, le antenne e le anche dello stesso colore; palpi mascellari, eccetto l’ articolo basale e la base del 2° articolo, testacei, palpi labiali bruni; occhi e ocelli rossi scuri; la meta o i ?/; apicali del femore anteriore e la tibia fulvi rossicci, con un sottile anello scuro presso la base; tarsi bruni, i metatarsi anteriori rossicci nella metà prossimale, i medi e posteriori solo alla base; ali scure con tegule e nervature brune. Antenne di 24 articoli, più corte del corpo nella pro- porzione di 73: 100. Solchi scapolari poco marcati, mesonoto con una fossetta longitudinale mediana poco profonda, limitata alla metà poste- riore; carene del propodeo originantesi a poca distanza dal margine anteriore e accompagnate da una serie più o meno regolare e più ©
Be
38 L. MASI
meno distinta di fossette subquadrangolari, contigue al lato esterno di ciascuna carena. Mesopleura liscia, percorsa da un solco vicino al mar- gine anteriore della metapleura, che è diviso. trasversalmente da 15 o 16 lineette rilevate, e con una fossetta arrotondata poco discosta dalla parte media del solco. Espansione superiore del prepetto a superficie levigata. Seconda cellula cubitale triangolare, sessile, con l'angolo supe- riore arrotondato. Rugosità del primo tergite sottili, disposte longitudinal- mente nei primi */;, con andamento irregolare nel t/, posteriore. Ter- giti successivi lisci, il secondo con una impressione lineare trasversale, il terzo con una linea simile meno marcata. Terebra, nell’ esemplare più grande, */, della lunghezza del corpo, nell’es. più piccolo uguale | al corpo. | Lungh. 3-3,5 mm.
93. Leiophron muricatus Haliday.
Una femmina presa in Maggio (1927). Tutte le parti chiare di questo esemplare sono di colore giallo-gri- gio, tendente un po’ al verde, anziché fulve rossicce.
94. Macrocentrus marginator (Nees) Haliday.
Tre femmine raccolte in Giugno. Esemplari di 7-8 mm., con palpi e tarsi posteriori assai scuri, anche medie rossicce; riferibili alla var. 12 di Wesmael.
95. Macrocentrus collaris Spinola.
. Un maschio trovato in località S. Rocco, due femmine prese allo Stagnone. Giugno 1930.
96. Pseudopezomachus bituberculatus (Marshall).
Ischnopus bituberculatus, Marshall, in: Mantero, Materiali per una fauna dell’ Arcipelago Toscano, Ann. Mus. Civ. Genova, XLI 1905, p. 449; Pseudopezomachus bit., Mantero, /. c., XLII 1905, p. 49.
Quattro esemplari femmine, dei quali tre raccolti in Giugno al
Porto e al Paese, uno raccolto in Maggio senza indicazione precisa di
località.
IMENOTTERI DI CAPRAIA 39
Questo interessante genere di Exodonti atteri, che non si trova registrato da Szèpligeti nel volume dei Braconidi del « Genera Insecto- rum», fu descritto dal Marshall col nome /schnopus ; la diagnosi di questo Autore e la descrizione della specie genotipica ‚dituberculatus furono pubblicate la prima volta nel 1905 negli Annali del Museo Civico di Genova, intercalate in una nota di Mantero sugli Imenotteri del Giglio. In una nota successiva (/. c., vol. XLII) Mantero cambiò il nome di /schnopus, preoccupato per un genere d’ Icneumonidi, in quello di Pseudopezomachus. È probabile che il genere Libyophilus descritto, pure nel 1905, dal Kieffer negli Annales de la Société Scientifique de Bruxelles (vol. XXX, parte 2*, p. 115), con la specie villosus, di cui l'A. pubblicò anche una figura, non sia diverso dal Pseudopezomachus : sembra tuttavia che le specie villosus e bituberculatus non siano sino- nimi. Recentemente un Pseudopezomachus delle Isole. Jonie è stato descritto come genere nuovo dal Ferrière, col nome Alysiella cursi- tans (!). | | | Per gentile interessamento del Dott. Ferrière e del Dott. Maidl, ho potuto confrontare il tipo della specie cursitans, che appartiene al Museo di Vienna, con la serie tipica della specie bifuberculatus, la quale con- sta di 22 esemplari d’ ambo i sessi, provenienti dall’Isola del Giglio, e di 2 dell’ Isola d’ Elba.
Le due specie si possono distinguere dai seguenti caratteri :
P. bituberculatus
Capo liscio, lucido.
Protorace più lungo.
Mesonoto non zigrinato, liscio.
Propodeo a scultura irregolare, ta- lora di aspetto zigrinato, talora, nella sua parte posteriore, con alcune linee rilevate longitudinali e irregolari, che formano una specie di reticolo riunendosi con altre più sottili.
Peduncolo con la parte anteriore poco più ristretta della posteriore, marginata ai lati e a superficie piana: la superficie talora di aspetto zigrinato, per lo più ruvida per una scultura irregolare, tal- volta minutamente strigosa ; parte poste- riore strigosa.
P. cursitans
Capo finamente reticolato, meno lu- cido.
Protorace meno allungato.
Mesonoto e tutto il resto del dorso del torace a scultura zigrinata, uniforme.
Propodeo uniformemente zigrinato, fornito nella parte declive di una cresta mediana longitudinale che incomincia nella parte orizzontale del propodeo stesso.
Peduncolo con la parte anteriore la metà più stretta della posteriore, non marginata ai lati, ma coi margini smus- sati : superficie nella parte anteriore rego- larmente e minutamente zigrinata, nella posteriore strigosa e leggermente piegata a tetto secondo la linea mediana.
Tutti gli esemplari della specie bifuberculatus che ho osservati
(1) Sitzungsber. Akad. Wissensch. Wien, Math.-Nat. KI., Abteil. I, 139 Bd., 1930,
p. 397, 398; fig. 1.
40 L. MASI
hanno tre ocelli, i posteriori di solito meno appariscenti. Nella serie del Giglio il peduncolo non è identico nella forma in tutti gli esem- plari: talora gli stigmi appaiono situati poco dopo la metà della lun- ghezza. Variabile è la proporzione dei primi tre articoli del flagello : in un esemplare corrisponde alla proporzione 11: 15: 12, in uno a 11: 13: 10, in un altro a 14: 16: 14, in uno degli esemplari della Capraia-è- 10:15:12 |
Il Pseudopezomachus bituberculatus era stato trovato finora soltanto all’ Isola del Giglio, all’Isola d’ Elba e all Isola Asinara.
97. Aspilota concinna (Hal.) Marsh. var. tyrrhena n.
Una femmina presa in Settembre al Porto.
Antenne di 19 articoli, nella prima metà grigio-rossicce, nella se- conda grigio-brune, con gli articoli dal 3° all’ 8°, o al 9°, cerchiati di scuro all’ apice; scutello con una fossa trasversale, a contorni indefiniti, nella metà anteriore, suddivisa in fossette quadrangolari da alcune linee rilevate; tegule gialle-grigie; zampe interamente fulve rossiccie.
Lunghezza 2 mm.
Gli altri caratteri corrispondono a quelli della specie concinna, quale è descritta da Marshall: ali biancastre, nervo cubitale non esteso oltre il secondo nervo ricorrente, metatorace minutamente rugoloso, terebra corta, primo tergite ascendente, con alcune strie rilevate. Secondo Marshall le antenne sono nere e composte di 17-18 articoli.
I palpi sono giallicci, le mandibole rossastre, le antenne legger- mente ingrossate nella parte media, col terzo articolo lungo tre volte più della sua larghezza all’ apice, il quarto alquanto più largo, più breve nella proporzione di 3: 4, gli articoli dal 14? al 18° tanto larghi quanto lunghi. L’addome è interamente nero. La testa veduta dal di sopra è dilatata dietro gli occhi, alquanto più larga del torace.
La fossetta del mesonoto è oblunga, stretta, terminata in punta posteriormente ; il solco della mesopleura crenulato; la lunghezza della terebra uguale ad un po’ meno di !/, dell’ addome.
L’ Aspilota concinna era nota finora per l’ Inghilterra, la Svezia e l’ Ungheria.
98. Aspilota nitidula sp. n.
Una femmina trovata in Settembre al Porto. Femmina. Nera, col primo tergite tendente un po’ al giallo ; antenne
IMENOTTERI DI CAPRAIA 41
e tegule brune; mandibole, palpi e zampe, comprese le anche, di un giallo ocraceo leggermente grigiastro; ali quasi limpide con nervatura grigio-bruna. Capo grande, veduto di sopra quasi cubico, non dilatato dietro gli occhi ed uguale a */, della lunghezza del torace, più largo di questo nella proporzione di 5 : 4 (misurando il torace al dinnanzi delle tegule). Antenne di 16 articoli, lunghe circa */; del corpo, con articoli spessi e forniti di peli che ne uguagliano quasi la lunghezza ; terzo articolo una volta e mezza più lungo che largo all’ apice, quarto alquanto più lungo e più largo del terzo ma con le stesse proporzioni ; articoli successivi fino al 9.° subeguali al quarto, quelli vicini all apice appena più lunghi che larghi. Fossetta del mesonoto lineare. Solco trasverso alla base dello scutello diviso in poche fossette quadrangolari. Propo- deo liscio, nitido, impresso lungo la linea mediana. Mesopleura divisa da un solco punteggiato. Ali con la prima e la seconda cellula cubi- tale completamente fuse, mancando il primo nervo trasverso-cubitale ; con la prima ascissa del nervo cubitale pallida nella seconda metà, la terza ascissa gradatamente meno scura e distinta solo fino alla metà della terza cellula ; quest’ ultima lunga poco più del doppio della seconda cellula. Primo tergite con poche strie. Terebra circa la metà dell’ ad- dome. Lunghezza 1,35 mm.
L’esemplare unico di questa specie fu preso nello stesso luogo e nello stesso giorno dell’ esemplare che ho descritto come varietà nuova dell’ Aspilota concinna, e con questo ha in comune la fossa trasversale alla base dello scutello ; però in diversi altri caratteri se ne discosta notevolmente, quali le antenne con gli articoli ingrossati, le due prime cellule cubitali completamente fuse, il nervo cubitale prolungato oltre la seconda cellula cubitale, il propodeo levigato. Esso appartiene ad un gruppo di specie ben distinte dalla concinna.
Fam. Pachylommatidae.
99. Pachylomma buccatum Brébisson.
Paxilomma buccata, Brébisson, Latreille: Dict. Hist. Nat., Ed. 22, HI 1817; Pachylomma bucc., Marshall in: André, Species Hym. V. 1896, p. 623, V bis 1897, p. 251; Schmiedeknecht, Hym. Nord-u. Mitteleuropas, p. 375.
Di questo singolare genere d’ Imenotteri, considerato finora dalla maggior parte degli autori come una forma aberrante della famiglia
42 L. MASI
Braconidae, fu raccolta una femmina della specie buccatum in località S. Rocco, nel mese di Giugno (1931). La specie è parassita del Lasius brunneus e della Myrmica scabrinodis ed è largamente diffusa in Europa.
L’ esemplare della Capraia ha le zampe posteriori grigie, eccetto le anche, le quali sono giallastre come le zampe anteriori e medie. Il secondo tergite è striato fino ai ?/;. |
Marshall dice nella sua descrizione: «1er. article des tarses de derrière d’un tiers plus long que les 4 suivants réunis » : mentre tale articolo è lungo quanto i quattro segnenti o poco piu: in un esem- plare della Turingia trovo la proporzione di 10: 9, in quello della
x
Capraia la proporzione è esattamente di 1: 1.
Fam. Ichneumonidae.
100. Ichneumon sarcitorius L.
Un maschio preso in Giugno. (!) In questo esemplare i tergiti 4°. e 50, sono interamente neri, il 6°. ha una sottile fascia nera alla base, il 7°. è interamente giallo; i tergiti 2°. e 3°. hanno una larga fascia gialla incavata nel mezzo del margine anteriore, e questo margine nel 2°. tergite è bi-arcuato, nel 3°. leggermente ondulato.
101. Apaeleticus balearicus Kriechbaumer.
A. balearicus, Kriechbaumer, Ann. Sociedad Esp. Hist. Nat. XXIII 1894, p. 241, n°. 5; Seyrig, Eos, III 1927, p. 205.
Una femmina presa in Settembre in località S. Rocco.
Sono di colore rossastro il capo, il protorace, lo scudo del meso- torace, la parte centrale dei parascutelli, le meso-metapleure; le altre parti del torace sono nere, eccetto lo scutello che è bianco d’ avorio; inoltre una fascia nera separa la metapleura dalla mesopleura. L’ ad- dome è nero, con le incisure dei segmenti brune-ferruginee. Il flagello ha gli articoli 7.-12. bianchi, con una linea nera sul lato inferiore. Il primo paio di zampe è giallo rossiccio, comprese le anche, senza colo- razione scura alla base del femore ; il secondo quasi interamente rosso | bruno; il terzo paio ha il femore e la tibia neri, con leggiera sfuma- tura rossa alla base del femore sul lato interno, ed il tarso è scuro. Le
ali anteriori sono lavate di grigio-bruno, un poco pit scure al margine
(1) Determinato dal Prof. O. Schmiedeknecht.
IMENOTTERI DI CAPRAIA 43
>
distale ; le nervature sono brune, la radicola è pallida e la tegula nera. La punteggiatura del postpeziolo non differisce da quella dei segmenti successivi. Nel terzo segmento la larghezza e la lunghezza sono uguali. Lunghezza 6 mm. | |
Il colorito di- questo esemplare concorda con i caratteri indicati nella breve descrizione del Kriechbaumer, la quale è fatta su un esem- plare femmina di Mallorca. Secondo Bertoumieu (Ann. Soc. Ent. France, LXV 1896, p. 335) questo icneumonide sarebbe una varietà del belli- cosus Wesmael, i
L’ Apaeleticus balearicus & stato menzionato finora soltanto come vivente nelle Baleari e in provincia di Cordoba. (') Le due specie descritte da A. Costa, A. sardous e Kriechbaumeri si distinguono facil- mente pel colorito dal balearicus e dal bellicosus.
102. Phygadeuon Gravenhorsti (Ratzeburg).
Pezomachus Gravenhorsti, Ratzeburg, Ichm. der Forstins. I 1844, p. 154 — ©; Hemiteles Gravenhorsti, Schmiedeknecht, Opuscula Ichneum. II, 1904-1906, p. 803 e 875; Phygadeuon assimilis ?, Morley, Bri- tish Ichn. II 1907, p. 89 — ©.
Un esemplare unico di una femmina attera, preso in Giugno in località S. Rocco, mi sembra riferibile a questa rara specie, trovata dal Ratzeburg come parassita dell’ Ofionide Henicospilus merdarius. Per i caratteri l’ esemplare corrisponde alla descrizione originale, eccetto che nella parte declive del propodeo, che è quasi priva di scultura, come la parte superiore, mentre secondo Ratzeburg sarebbe « Kaum etwas nadelrissig ». Nel propodeo si vedono ben distinte |’ area basale e le due aree esterne, queste limitate ciascuna, posteriormente, da un orlo che forma un arco regolare. Il secondo articolo del flagello, come indica Morley, è alquanto più lungo del primo. Dubito tuttavia del- l’ identità specifica dell’ esemplare della Capraia e di quello attero descritto da Morley come femmina del Phygadeuon assimilis Grav. ; del resto lo stesso autore inglese ha citato con un punto interrogativo la descrizione del Ratzeburg. |
Nell’esemplare della Capraia tutti i femori sono di un bel giallo scuro che tende al verde grigiastro, le tibie posteriori sono brune chiare, il secondo segmento del gastro è nero con sfumatura testacea limitata al margine anteriore.
(1) Non va confuso con l’ /schnus balearicus del quale Kriechbaumer (/. c.) descrisse il e Ferriére menziona la O raccolta nell’ Isola di Coo.
44 | L. MASI
103. Idiolispa atripes (Gravenhorst) — ?
Attribuisco a questa specie una femmina e tre maschi (presi in Giugno nel 1931) i quali concordano nei caratteri con alcuni esemplari che si trovano nella Collezione Magretti col nome di Cryptus atripes Grav., uno. dei quali, femmina, proviene dalla Coll. Ruhl e non ha indicazione di provenienza, gli altri, due maschi e una femmina, pro- vengono dalla Collezione Rudow e sono della Germania. La specie, quale mi risulta dall’ esame di tutti questi esemplari, mi sembra riferi- bile al genere /diolispa Foster. In tutti gli esemplari le antenne sono interamente nere. |
104. Cryptus spinosus Gravenhorst.
Una femmina con i femori medi e posteriori quasi del tutto neri, le tibie medie pure quasi interamente, le posteriori interamente nere. Sono pure di color nero: i tre ultimi segmenti dell’ addome, le valve della terebra, il peduncolo e la parte superiore del postpeziolo. Nelle antenne è bianco, come indica la descrizione originale, il lato esterno
degli articoli 7’, 8° e 9°, ed un punto bianco si trova presso la base
del 10° articolo. Secondo Morley (British Ichneumons, II 1907, p. 314) questa specie deve chiamarsi Cryptus armatorius (F.).
105. Pimpla roborator Gravenhorst.
Una femmina di 11 mm. con addome nero e coi segmenti 2°-5° ornati di una fascia subapicale rossa, la quale è assottigliata nella parte dorsale dei tergiti 2’-4°, e nella parte dorsale del 5° è quasi obliterata. Le tibie posteriori sono rossicce con un anello chiaro alla base. Le ali sono giallognole, le anche posteriori nere con una sfumatura rossastra
al di sopra. 106. Pimpla brevicornis Gravenhorst, var. (var. I, Holmgren).
Un esemplare femmina, preso in Giugno, riferibile alla [2 var. secondo Holmgren per la colorazione delle tibie posteriori. Data al
IMENOTTERI DI CAPRAIA 45
grande variabilita di caratteri attribuita a questa specie, credo utile descrivere qui brevemente |’ esemplare della Capraia.
Corpo nero; addome coi due ultimi segmenti colorati in rosso testaceo scuro sui lati e inferiormente ; antenne brune-ferruginee verso l’ apice; zampe, comprese le anche, fulve rossicce, i femori intemedî e i posteriori tendenti più al rosso, le tibie intermedie con anello color castagno chiaro poco distante dalla base, le tibie posteriori di un bianco giallastro sudicio, inferiormente grigie rossicce, con sfumatura bruna non lontano dalla base e nella parte distale ; i tarsi del secondo e terzo paio con articoli anellati di scuro all’ apice, nel terzo paio col 1°. e 2°, articolo biancastri come le tibie; ali grigie giallastre, con nervatura bruna, radicola, tegula, tubercolo avanti alla tegula e tratto lineare sotto il margine del mesonoto color bianco d’ avorio; stigma giallo grigia- stro. Scutello con rari punti sparsi sul disco, più lucido del mesonoto : propodeo con le due coste longitudinali parallele fin presso il mezzo, poi divergenti ad arco verso i lati; ali anteriori col nervo ordinario (nervulus) interstiziale, col lato distale dell’ areola lungo ?/, del lato prossimale; addome largo quasi una volta e mezza più del torace, con la parte declive del primo segmento limitata dorsalmente e lateralmente da spigoli dritti, acuti, obliqui di 45°; i tergiti 2°.-6°. trasversali, il secondo tuttavia meno, dal 2°. al 5°. forniti di zona apicale molto lucida e striata trasversalmente. Terebra °/; dell’ addome, con le valve irte di setole spiniformi piuttosto lunghe. Corpo 8 mm. :
Per altre notizie sui caratteri e sull’habitat. della specie si consul- tino le descrizioni di Schmiedeknecht (Zool. Jahrb., Syst., 1888, p. 522 ; idem. Revision, 1897, p. 619; Opuscola Ichneum. Ill 1906-1908, p. 1100) e Morley (British Ichneumons, III 1908, p. 73).
107. Syzeuctus irrisorius (Rossi). (')
Una femmina, presa al Piano, in Giugno.
Le ali anteriori sono un poco più scure lungo il margine apicale, l’addome è giallo e nero, le antenne nella prima metà sono brune-nere, nella seconda brune-ferruginee ; i femori e le tibie delle zampe ante- riori e medie sono di color giallo, quelli delle posteriori rossicci, i due trocanteri delle zampe anteriori ed il secondo delle zampe medie gial- lognoli; le anche del terzo paio hanno due macchie gialle.
(1) Per le specie di questo genere si consulti il quadro dicotomico di Seyrig, in Eos, IV 1928, p. 383.
46 : ae Te? MASI ::
108. Paniscus testaceus Gravenhorst.
Due esemplari presi in Giugno.
109. Casinaria tenuiventris Gravenhorst.
Una femmina raccolta in Settembre. In questo esemplare i femori medi e posteriori sono rossicci, con una sfumatura nerastra presso la base.
110. Aneuclis pusillus sp. n.
Un esemplare femmina trovato in Settembre al Porto. |
Femmina. Nera, antenne coi primi due articoli bruni ; zampe gialle scure rossicce (badie), tutte le anche nere, gli speroni pallidi, i tarsi anteriori e medi con l ultimo articolo bruno, i posteriori con gli arti- coli dopo il primo gradatamente più scuri; ali anteriori quasi limpide, - con le nervature di un bruno piuttosto chiaro, lo stigma un po’ sbia- dito all’ estremo basale e all’ estremo apicale, le tegule e la radicola giallastre.
Capo più largo del torace (misurato innanzi alle tegule) nella pro- porzione di 9: 7, veduto dal disopra più largo che lungo nella pro- porzione di 9: 5, con le tempie notevolmente inclinate, però meno di mezzo angolo retto, |’ occipite leggermente arcuata, gli ocelli posteriori quasi tanto discosti dagli occhi quanto fra di loro. Toruli grandi, distanti dalle orbite la metà del loro diametro. Antenne superanti il torace, composte di 18 articoli, dei quali il 3°. piccolissimo e trasver- sale, il 4°. alquanto più lungo del secondo, però molto più stretto, tre _ volte più lungo che largo, i successivi gradatamente più ingrossati, il penultimo di larghezza quasi doppia che nel quarto e largo circa >/, della propria lunghezza ; |’ ultimo uguale al doppio della lunghezza del precedente.
Superficie del capo e del torace, compreso il propodeo, opaca, minutamente ed uniformemente zigrinata. Propodeo con una cresta mediana longitudinale che si biforca un po’ prima della metà della lunghezza di esso a mo’ di A, limitando I’ area peziolare. Ali anteriori col ramo appendicolare (postmarginale) della cellula radiale lungo ?/; del lato anteriore della cellula e ?/, della seconda ascissa del radio; col nervo ricorrente largamente interrotto verso il mezzo, la sua por-
Se “i x
IMENOTTERI DI CAPRAIA 47
zione posteriore limitata a. */,; della lunghezza del lato esterno della cellula brachiale, la sua porzione anteriore molto corta e notevolmente discosta dal brevissimo nervo areolare. Ali posteriori con la prima ascissa del radio lunga poco più di un terzo del nervo trasverso cubitale. | | |
Addome liscio, subnitido. Porzione lineare del primo segmento coi: lati paralleli e due volte più lunga del postpeziolo, che è tanto largo quanto lungo ma apparentemente di lunghezza un po’ maggiore della sua larghezza massima; questa uguale al triplo della larghezza della porzione lineare. Gastro compresso, più lungo del primo segmento come 80: 45. Secondo segmento dell’ addome trasversale, circa 5/; della sua larghezza all’ apice. Térebra lunga quanto il gastro, cioè 5/; del- l addome, liscia e incurvata
Corpo + terebra = mm. 2 + 1.
Questa specie è riferibile al genere Aneuclis secondo la definizione
data da Schmiedeknecht (Opuscula Ichneumonologica) e nel quadro
dicotomico di questo Autore cadrebbe fra le specie brevicauda Thom- son e la exilis Holmgren. Dalla brevicauda differisce per la terebra più lunga del primo segmento addominale (nella proporzione di 80: 45), non già più corta, e per la lunghezza del corpo assai minore (2: 3); dalla exilis differisce pure perchè più piccola, inoltre per l’ addome interamente nero come il resto del corpo, non coi primi due segmenti rossicci o bruni rossicci, e per la terebra proporzionatamente più lunga. Il nervo ricorrente è interrotto per più della metà della sua lunghezza ; ne resta un tratto bene appariscente in corrispondenza all’ angolo distale posteriore della cellula brachiale, mentre il tratto che si unisce al cubito è ridottissimo. Mancano completamente i solchi scapolari. Gli stigmi del propodeo sono piccolissimi e perfettamente rotondi.
111. Bassus laetatorius (F.).
Un maschio preso al Porto in Settembre.
HYMENOPTERA SYMPHYTA. Fam. Cephidae. 112. Cephus saltuum (L.).
Un maschio e una femmina presi in Giugno.
€
È
ui
inida
red
di + eS © e ei
A
)
sa
ro
rge
Li
10 al P
gn
raccolt
tre fe
ai
iin Giu
mine,
mm
ces
sch
i
E
114. BI
el ma
affinis Fallen.
ampa
noc
x
em
na trovata
Una femm
S. Rocco.
lità
oca
n |
1
in Giu
i
IS.
49
CARLO MENOZZI.
LE FORMICHE DELLA PALESTINA
Lo scopo del presente lavoro è di riepilogare quanto si conosce _ sulla mirmecofauna della Palestina. Tale idea è sorta in me durante il lungo lavoro di determinazione di un ricco materiale raccolto per alcuni anni dal Dr. F. S. Bodenheimer della Hebrew University di Geru- salemme, al quale debbo i più vivi ringraziamenti, non solo per avermi affidato lo studio del materiale da lui raccolto, ma anche per avere confortato tale idea con consigli ed incitamenti durante una visita fattami qui a Chiavari. Mi corre pure I!’ obbligo di ringraziare il Prof. R. Gestro, Direttore del Museo Civico di Storia Naturale di Genova, che permettendomi di consultare la collezione e la biblioteca Emery, ha facilitato il mio compito, nonchè l amico e collega Dott. Felice Capra del predetto Museo, a cui non ho ricorso invano per aiuti nella ricerca bibliografica.
* * *
Il dominio della fauna mirmecologica della Palestina, inteso nel senso che ad esso ho dato in questo lavoro, comprende quel territorio confinante a nord colla Siria, ad occidente col Mediterraneo, ad oriente col fiume Giordano, Mar Morto e Wadi el Araba e limitato a sud da una linea diagonale che partendo da Tell Refach, proseguendo in direzione sud - est, finisce nel golfo di Akaba dividendo quel territorio dalla Penisola del Sinai. |
Nella prima parte del lavoro ho elencato le formiche raccolte dal Dr. Bodenheimer, delle quali alcune non risultano ancora citate per la Palestina; dò la descrizione delle forme che mi sembrano nuove ed aggiungo, per i generi rappresentati da diverse specie, delle chiavi analitiche ; nella seconda parte, che può dirsi complemento della prima, ho compilato una tabella analitica delle sottofamiglie e dei generi noti per tale regione, quindi il catalogo delle formiche, con la distribuzione geografica propria alla Palestina e quella generale, a cui fa seguito uno specchio nel quale sono elencati i generi, col numero delle forme di formiche, in modo che a colpo d’occhio si possa vedere quali sono i, generi maggiormente o scarsamente rappresentati. Infine mi è sembrato non del tutto inopportuno fare alcune considerazioni d’ indole generale sulla mirmecofauna palestinese. |
La bibliografia, da cui ho desunti i dati faunistici e che mi ha servito per il lavoro di determinazione, trovasi citata in fine del lavoro.
Mem. Soc. Entom. It. XII, 15-VI-1933. 4
50 CARLO MENOZZI
Parte I.
FORMICHE RACCOLTE DAL DR. F. S. BODENHEIMER DURANTE GLI ANNI 1922 - 1928.
1. Dorylus (Typhlopone) fulvus var. punicus Sants.
Dorylus ( Typhlopone ) fulvus v. punicus Santschi, Boll. Soc. Hist,
: Natur. Afrique du Nord, Tome XVII, pag. 230 - 232, 1926. Dorylus ( Typhlopone) fulvus v. ruficeps Santschi, ibidem ibidem, pag. 232, 1920.
Centinaia di maschi e d’ operaie, i primi raccolti a Ben Schemen, a Gebata (I’ antica Gibea ), a Dilb e sul Giordano al lume; delle seconde, una parte, N. 67, provengono da Ben Schemen e sono state raccolte fra le radici di un mandorlo, le altre, N. 106, 188, 284, sotto a pietre del Cimitero Arabo, nel vivaio della P. Z. E. Agricultural Exper. Station e in un giardino di Tel Aviv.
Ho riunito sotto il nome di questa varietà tanto i maschi che le
operaie, sebbene molti dei primi corrispondano alla var. ruficeps Sants. mentre le seconde si riportano tutte alla var. punicus Sants. Ritengo
| pertanto che quella varietà, d’ ordine puramente cromatico, descritta . dal Santschi per il Libano, debba considerarsi sinonimo della var.
punicus, tanto più che in 600 maschi raccolti dal Bodenheimer trovo -
tutte le variazioni di colorito, dal rosso chiaro al rosso più scuro della var. punicus e col capo talora interamente bruno o interamente rossastro, tal’ altra con la faccia occipitale bruna, mentre il resto del capo è rossastro, oppure il clipeo rossastro ed il resto del capo bruno o bruno scuro.
2. Stigmatomma sp.
Diversi maschi presi al lume, a Ben Schemen e a Gebata.
Ritengo che appartengano a una nuova specie, ma non mi sembra opportuno dare un nome e fare la descrizione, considerando che sono poche le specie di questo genere di cui si conoscono gli individui di questo sesso.
3; Aphaenogaster (Attomyrma) syriaca var. schmitzi For.
Aphaenogaster Schmitzi Forel, An. Soc. Entom. Belg. Vol. 54, pag. 10, 1910.
fio i
FORMICHE DI PALESTINA 51
Aphaenogaster (Attomyrma) syriaca var. schmitzi Emery, Gener. | Insect. Myrmicinae, pag. 60, 1921. Parecchie operaie, N. 269, raccolte sotto a una pietra a Djenin.
4. Aphaenogaster (Attomyrma) splendida Rog.
Atta splendida Roger, Berl. Entom. Zeitschr., Vol. 3, pag. 257, 1859. Aphaenogaster splendida Em. Ann. Accad. Aspir. Natur., Napoli, 3 Vol. I pag. 17, 1869.
> » E. André, Spec. Hymén. Europe, Vol. 2, pag. 360, 369, 375, pl. 23, f. 10, 15, 16, 1882. > » Emery, Deutsch. Entom. Zeitschr., pag. 311, 325, fig. 14, 1908. > > Emery, Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 59, 60, 1921.
Numerose operaie, femmine e maschi, N°. 370, catturate di sera mentre uscivano da un nido stabilito in un muro di una casa di Tel Aviv.
5. Messor arenarius Fab.
Formica arenaria Fabricius, Mant. Insect. Vol. I, pag. 310, 1787. Aphaenogaster arenaria E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2, pag-:353, ple 23; fig..8, 1882. Messor arenarius Emery, Deutsche Ent. Zeitschr. pag. 438, 439, 1908. » > » Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 69, 1921. Numerose operaie, N. 162 e 172 di Chefzibah, altre, N.° 59, 103, 215 e 216 delle dune di Tel Aviv, una femmina dealata, N.° 260, e un maschio, N°. 262, di Gerusalemme.
6. Messor arenarius var. ratus n. var.
Ho sotto gli occhi, di questa forma che descrivo come nuova, 5
‘operaie massime. Esse differiscono per avere tutte le strie del capo
parallele luna all’ altra sino al limite del margine occipitale, mentre nel tipo, le strie che partono dalla fronte divergono fortemente verso i lobi occipitali girando attorno agli occhi, e il margine occipitale è striato longitudinalmente, ciò che si verifica anche nelle operaie di media statura e anche nelle minime se le strie sono manifeste.
Nella nuova forma poi, il segmento basale del gastro è molto più fittamente punteggiato che non nel tipo, e completamente opaco,
52 CARLO MENOZZI
EN
mentre nei segmenti seguenti la punteggiatura € più spaziata e i segmenti stessi sono sublucidi. Fra questi 5 esemplari, quello di statura maggiore misura mm. 17,8 col capo largo mm. 4 e lungo mm. 4,3 comprese le mandibole. Quattro individui, N.° 119, di questa nuova varietà, sono stati raccolti nel Wadi Muallich (ad oriente di Betlemme), il 22 - IX - 1922, mentre il 5° individuo, N.° 177, proviene dal Deserto Giudiaco, ed ivi. fu raccolto il 20 - III - 1926.
7. Messor semirufus (E. André) Santschi.
Aphaenogaster barbara var. semirufa E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2, pag. 355, 368, 1882.
Messor Giara semirufus Emery, Deutsche Ent. Zeitschr. pag. 445, 447, 1908.
_Messor barbarus ssp. semirufa Emery, Gener. Insect. RE pag. 72, 1921.
» semirufus Santschi, Bol. Real Soc. Espan. Hist. Nat. Vol. 27,
pag. 221, 228, 1927,
Diverse operaie, N.° 14 di Ben Schemen-Berg che corrispondono
molto bene a questa specie, come |’ ha definita il Santschi.
8. Messor semirufus var. hebraeus Sant.
Messor semirufus var. hebraeus Santschi, Bol. Real Soc. Espan. Hist. Nat. Vol. 27, pag. 229, 1927. ‘Molte operaie delle seguenti località: N.° 20, di Artuf; N.° 92, 96 e. 303 di Ben Schemen; N.° 129 in una via di Sarona; N.° 132 di Chuldah; N.° 147 di Hebron; N.° 181 di Ain Charod sotto a una pietra; N.° 166 di Benjaminah e N.° 265 di Tel Chaj da un piccolo nido il cui foro d’ entrata era circondato da un cercine di sabbia.
_ 9. Messor semirufus var. ebeninus For.
Messor barbarus ssp. semirufus var. ebenina Forel, Ann. Soc. Ent. Belg. Vol. 54, pag. 10, 1910.
Messor barbarus ssp. semirufus var. ebenina Emery, Gener. Insect. _Myrmicinae, pag. 72, 1921.
Messor semirufus var. ebeninus Santschi, Bol. Real. Soc. Espan. Hist. Nat. Vol. 27, pag. 229, 1927.
FORMICHE DI PALESTINA : 53
Deve essere forma assai comune in Palestina a giudicare dalle numerosissime operaie avute dalle seguenti provenienze: N. 73 e 304 di Ben Schemen, N.° 74 di Daganiah; N.° 121 di Beth Chanun (Gaza); N.° 146 Ain- Fara; N.° 165 e 173 di Chederah; N.’ 175 di Engeddi (la moderna Giddi, sulla riva occidentale del Mar Morto); N.° 187 di Rechoboth e N.° 252 di Tel Chaj; N.° 299 e 313 di Tel Aviv.
10. Messor semirufus var. intermedius For.
_Messor barbarus ssp. semirufus var. intermedia Forel, Ann. Soc. Ent. Belg. Vol. 54, pag. 10, 1910.
Messor barbarus ssp. semirufa var. intermedia Emery. Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 72, 1921.
Messor semirufus var. intermedius Santschi, Bol. Real Soc. Espan. Hist. Nat. Vol. 27, pag. 229, 1927.
Numerose operaie con sessi alati delle seguenti località: N? 1 di Audjah ; N.° 15, 27, 40 e 41 di Gerico; N.° 78 di Daganiah; N.° 86 di Rechoboth ; N.° 87 di Kinereth; N. 94, 95, 98, 99 di Ben Schemen; N.° 135 di Sarona; N. 236 di Nachlath Jizchak; N.° 301 di Jarkon e N.° 311 di Petach Tikwah. | |
Se non si è fatto confusione, le femmine e i maschi di questa varietà differiscono sensibilmente dai corrispondenti alati della varietà seguente (var. dentatus Forel) per avere la statura più piccola e per essere sempre di color nero, eccetto naturalmente le appendici; le ali sono perfettamente jaline, cioè senza la minima sfumatura giallognola.
Il capo della femmina ha strie meno marcate e più rade ed è perciò più lucido, contrariamente a quanto avviene nella var. dentatus For. Inoltre l’ epinoto ha solo due tubercoli più o meno distinti.
Lunghezza della femmina mm. 9 - 9,7. Lunghezza dell’ ala anteriore mm. 11,5.
Lunghezza del maschio mm. 7-7,5; della sua ala anteriore mm. 9,3.
Questi alati furono raccolti in Dicembre e Febbraio.
11. Messor semirufus var. dentatus For.
Messor barbarus ssp. semirufus var. dentata Forel, Ann. Soc. Ent. Belg. Vol. 54, pag. 10, 1910. |
Messor barbarus ssp. semirufa var. dentata Emery. Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 72, 1921.
54 CARLO MENOZZI
Messor semirufus var. dentatus Santschi, Bol. Real Soc. Espan. Hist Nat. pag. 228, 1927. ;
Molte operaie, femmine e maschi di queste provenienze: N. 2, 79, 93, 97, 100, 232 e 235 di Ben Schemen; N.° 143 di Tabgah; N.° 229 di Gerusalemme ; N.° 274 di Artuf.
La femmina di questa varietà è di colore nero, eccetto le zampe e le antenne rossastre ; di questo colore sono talora la parte anteriore del capo, o addirittura tutto il capo, il pedicolo e i fianchi del torace. L’epinoto ha denti più o meno sviluppati. Le ali hanno una leg- gera sfumatura giallognola. |
Lunghezza mm. 12,5-13. Lunghezza dell ala anteriore mm. 12,5.
Il maschio è più robusto che non quello di M. barbarus tipico, con gastro sempre più grosso e in generale più abbondantemente peloso; nel resto uguale a quello di questa specie.
Lunghezza mm. 9,5 - 10,8. Lunghezza dell’ ala anteriore mm. 10,5.
Questi alati furono raccolti nei mesi di Dicembre e Gennaio.
12. Messor structor ssp. rufitarsis var. orientalis Em.
Stenamma ( Messor) structor var. orientalis Emery, Oefvers. Finska - Vet. Soc. Vol. 20, pag. 20 in Sep., 1898.
Messor barbarus structor var. orientalis Emery, Deutsche Ent. Zeitschr. pag. 456, 1908.
Messor barbarus ssp. structor var. orientalis Emery, Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 73, 1921.
Messor barbarus rufitarsis var. orientalis Emery, Ann. Mus. Stor. Nat. Genova, Vol. 49, pag. 212, 1921.
. Diverse operaie, N.° 253, raccolte sotto a una pietra a Tel Chaj.
13. Messor rugosus E. André
Aphaenogaster barbara var. rugosa E. André. Ann. Soc. Ent. Fr. (6), Vol. 1, pag. 74, 1881. Aphaenogaster capitatus var. rugosus Emery, Expl. Sc. Tunisie, Fourmis, pag. 12, 1891. Messor rugosus Emery, Deutsche Ent. Zeitschr, pag. 438, 458, > » » Gener. Insect. Myrmicinae., pag. 74, 1921. Parecchie operaie, N.° 81, dei dintorni di El Arisch.
14. Messor rugosus ssp. bodenheimeri n. ssp.
Operata. Opaca ad eccezione del gastro sublucido. Nera, le mandibole e i funicoli bruno - rossastri.
FORMICHE DI PALESTINA 55
Capo subquadrato, appena più largo che lungo (non comprese le mandibole ), coi lati pressochè paralleli e I’ occipite arrotondato. La sua scultura è formata da leggere rughe longitudinali unite fra di loro da anastomosi ; tale formazione è sopratutto bene evidente nelle guancie e nell’ occipite, salvo, in quest ultima parte, una stretta zona mediana in cui le rughe hanno una direzione trasversale ; nella fronte le rughe sono equidistanti |’ una dall’ altra, più o meno diritte e libere, mentre altre, che partono dal margine anteriore del clipeo, girano attorno alle fossette antennali. Mandibole lucide e fortemente striate. Scapo lieve- mente ingrossato all’ estremità, la quale oltrepassa il margine occipitale esattamente di una volta la sua maggiore grossezza. Articolo 2° del funicolo quasi di una metà più lungo che largo e subeguale agli articoli 3° e 4°; il 5° e il 6° un poco più corti in modo che non è possibile distinguere un qualche accenno di clava. Tanto il capo quanto gli scapi hanno una breve pelosità di colore bianchiccio ben staccata dal tegumento e poche setole erette sparse qua e là; la gola porta un vistoso psammoforo che circoscrive lateralmente e posteriormente una area liscia e lucida limitata in avanti dal foro orale.
Torace relativamente allungato, con rughe più grosse, particolar- mente quelle del pronoto, assai spaziate, più o meno flessuose e non collegate fra di loro da anastomosi; tra gli spazi fra una ruga e l’altra il fondo è liscio e solo nelle pleure del meso-epinoto si trovano dei punti ben marcati. La pelosità che si trova in questa parte del corpo è molto più scarsa che non quella del capo; per contro le setole erette sono più numerose. La faccia basale dell’ epinoto è leggermente scavata a doccia nel mezzo ed è un poco più lunga della
‘discendente a cui si unisce, ai lati, per mezzo di un angolo acuto.
Peziolo con nodo angoloso sul profilo e fornito nella faccia posteriore di rughe trasversali mentre quella anteriore e il peduncolo sono lisci. Postpeziolo più largo che lungo, di forma ovale e con scultura poco appariscente. Gastro con rarissima pelosità sparsa fra numerose setole erette ; il segmento basale finemente reticolato e con alcuni grossi punti allungati.
Lunghezza mm. 5,8 - 6,7.
Molte operaie N.° 163 di Chederah, alire N.° 281, 282 di Sarona.
Differisce dal M. rugosus tipico per essere diversamente colorato ; la statura & alquanto maggiore, gli articoli delle antenne sensibilmente pitt lunghi e la scultura sempre piü marcata, anche nelle operaie piu
piccole.
56
CARLO MENOZZI
15. Messor rufotestaceus Forst.
Myrmica rufotestacea Forster, Verh. Natur. Ver. Preuss. Rheinl., a Vol. 7, pag. 489, 1850. Aphaenogaster rufotestacea Roger, Verz. Formicid., pag. 30, 1863. >» gracilinodis Emery, Ann. Mus. Stor. Nat. Genova, Vol. 12, pag. 55 nota, 1878.
Messor rufotestaceus Emery, Deutsche Ent. Zeitschr., pag. 437, 439,
1908. » en >. > Gener. insect. Wii. pag. 74, 1921.
Matisse ‘operaie N ° 147 di Hebron, altre N.° 155 di Gerusalemme. i
Le operaie dei Messor a me note per la Palestina, possono pratica-
mente così distinguersi :
Gruppo A. Forme a dimorfismo accentuato, vale a dire che esistono
operaie grosse con capo molto sviluppato e operaie relativa- mente molto piccole; questi due estremi sono congiunti fra di loro da individui di tutte le gradazioni di statura 1
Gruppo B. Forme a dimorfismo nullo o appena accennato; M.
rufotestaceus può riguardarsi come forma di transizione col
gruppo precedente | 9 Funicolo delle antenne col pieno articolo così lungo come il secondo 2
Primo articolo del funicolo distintamente più breve del seguente 3 Strie del capo posteriormente divergenti verso gli angoli occi- pitali M. arenarius F. Strie del cho parallele sino al margine occipitale.
M. arenarius var. ratus Menoz. Gastro con peli eretti abbondanti e sparsi uniformemente su tutta la sua superficie 4 Gastro con pochissimi peli eretti | 5 Capo degli individui maggiori e medi fittamente e uniforme- mente striato ed opaco; colore bruno o piceo; peduncolo del peziolo più corto della faccia discendente dell’ epinoto
M. structor var. orientalis Em.
Capo solamente striato anteriormente e nel mezzo e più o meno lucido; colore del torace e del capo rossastro, gastro bruno; peduncolo del peziolo nettamente più lungo della faccia discendente dell’ epinoto
M. barbarus ssp. sultanus Sants. Torace e capo rossi | 6
10
FORMICHE DI PALESTINA 57
Torace e capo con diversa colorazione 8 Epinoto inerme | 7 Epinoto con due denti M. semirufus var. dentatus For. Gastro pressochè liscio e lucido alla base, col primo segmento glabro M. semirufus E. André
Gastro subopaco, finemente reticolato sul primo segmento il | quale è provvisto anche di parecchi peli eretti. o M. semirufus var. hebraeus Sants. Tutto nero; talvolta il torace è un po’ rossastro, ma sempre molto scuro M. semirufus var. ebeninus For. Il torace rossastro, il capo e il gastro neri M. semirufus var. intermedius For.
Colore giallo col gastro leggermente infoscato
M. rufotestaceus Forst.
Diversamente colorati; psammoforo sviluppato. 10
Capo, torace e pedicolo rossastri, gastro nero ; pelosità abbon- dante ovunque ; scultura debole M. rugosus E. André. Tutto nero; pelosità scarsa sopratutto nel torace ; scultura molto marcata M. rugosus ssp. bodenheimeri Menoz.
16. Pheidole pallidula ssp. arenarum var. orientalis Em.
Pheidole pallidula arenarum var. orientalis Emery, Rev. Zool. Afr.
: Vol. 4, pag. 227, 230, fig. 2b,c d, 1915.
Pheidole pallidula ssp. arenarum var. orientalis Emery, Gener. Insect. | Myrmicinae, pag. 87, 1921.
Soldati e operaie di Gerusalemme N.° 157, di Ben Schemen N.° 194,
di Wadi Kelt N.° 196, di Mozah N.° 136, e sulle rive del Giordano N°. 290.
17. Pheidole jordanica Saulcy.
Pheidole jordanica Saulcy. Bull. Soc. Hist. Nat. Moselle, Vol. 13, pag. 17, 1874.
Pheidole jordanica Emery, Rev. Zool. Afr. Vol. 4, pag. 233, fig. 4°, bec: 1915;
Pheidole schmitzi Forel, Rev. Suisse Zool. Vol. 19, pag. 455, 1911.
Pheidole jordanica Emery, Gener. Insect., Myrmicinae, pag. 84, 1921.
Alcune operaie e due femmine, N.° 49, prese nel Wadi Kelt presso
Gerico.
58
CARLO MENOZZI
18. Cardiocondyla nuda var. mauritanica For.
Cardiocondyla nuda var. mauritanica : Forel. Ann. Soc. Ent. Belg.
Vol. 34, C. R. pag. 75, 1890. Cardiocondyla nuda mauritanica Emery, Deutsche Ent. Zeitschr., | pag. 20, 25, 1909. Cardiocondyla nuda var. mauritanica Emery, Gener. Insect. Myr- micinae, pag. 126, 1922. Tre operaie, N°. 2112, raccolte in un giardino di Tel Aviv.
19. Crematogaster (Acrocelia) jehovae For.
Crematogaster auberti ssp. jehovae Forel, Ann. Soc. Ent. Belg. Vol. 51, pag. 207, 1907.
Crematogaster auberti jehovae Emery, Deutsche Ent. Zeitschr. pag. 658, 660, fig. 3c, 4%, 1912.
Crematogaster (Acrocelia) auberti ssp. jehovae Emery, Gener. Insect., Myrmicinae, pag. 142, 1922.
Crematogaster jehovae jehovae Emery, Boll. Soc. Ent. Ital., Vol. 58: NO 938.93, 1920:
È la specie più comune in Palestina; nella collezione del Boden-
heimer vi sono molte 88 e 99 delle seguenti provenienze: N! 5 e 124 di Ben Schemen Berg, raccolte sotto a pietre ove era stabilito il loro nido; N.° 6, 13 e 32 lungo le rive del Giordano, raccolte sui Tamarix infestati da cocciniglie e nel tronco marcio di un Salice; N.° 89 e 143 in un bosco che costeggia il Nahalal; N.° 179 a Ain Charod ; N.° 226 a Gerico da un nido stabilito ai piedi di un Tama- rix ; N.° 231 a Gisr el Ghoranije; N.° 247, 248, 249 e 257 a Tel Chaj sotto a pietre; N.° 146, a Gebata raccolte vaganti; N.° 271 a Petach Tikwah in un foro di Zeuzera pyrina L. fatto nel tronco di un olivo.
20. Crematogaster (Acrocelia) inermis Mayr.
Crematogaster inermis Mayr., Verh, Zool. Bot. Ges. Wien, Vol. 12, pag. 706, 1802.
Crematogaster inermis E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2, pag. 394, 395, 1882.
Crematogaster inermis Emery, Deutsche Ent. Zeitschr. pag. 652, 663, 1912, | |
Crematogaster inermis inermis Emery, Boll. Soc. Ent. Ital., Vol. 58, N.° 1, pag. 3, 1926.
Chel weed SEDILI
FORMICHE DI PALESTINA 59
Numerose operaie e qualche femmina delle seguenti localita: N.° 37, 43 e 90 di Petach Tikwah raccolte su piante infestate da Pseudo-
coccus citri Risso e Lecanium hesperidum L.; N.° 50 di Gan Schmuel,
nella galleria abbandonata di Zeuzera pyrina L. in un tronco di olivo ; N.° 118 di Ness Zionah ; N.° 122 di Ben Schemen, pure in una galle- ria abbandonata di Zeuzera pyrina L.; N.° 167 di Chefzibah; N.° 168 di Sargoniah, fra le radici di una pianta di Thymelea hirsuta infestata da P. citri Risso. |
21. Crematogaster (Acrocelia) inermis var. armatula Em.
Crematogaster inermis var. armatula Emery, Boll. Soc. Ent. Ital, Vol. 58, N.° 1, pag. 3, 1926.
Diverse operaie e femmine N.° 36, 115 e 131 di Petach Tikwach raccolte, le prime, su piante di limone infestate da Lecanium hesperi- dum L.; N.° 58, di Ben Schemen, sul tronco di un olivo.
Nella femmina di questa varietà, che, come è noto, si differenzia dal tipo per avere due denticoli epinotali più o meno distinti, non trovo delle particolarità che valgano a distinguerla da quella tipica.
22. Crematogaster (Acrocelia) lorteti For.
Crematogaster Lorteti Forel, Ann. Soc. Ent. Belg. Vol. 54, pag. 435, 1910. | Crematogaster Lorteti Emery, Deutsche Ent. Zeitschr. pag. 652, 665, 1912. Crematogaster (Acrocelia) lorteti Emery, Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 143, 1922. Alcune femmine prese al volo a Ben Schemen, a Gebata e a Dilb.
23. Crematogaster (Acrocelia) warburgi n. sp. (Fig. 1)
Operaia. Di colore piceo più o meno chiaro, salvo il gastro sempre bruno. Il capo è lucido e non presenta quasi altra scultura fuorchè i punti piliferi; solo sulle guancie, sul clipeo e attorno alle fossette antennali vi sono alcune strie. Il torace è opaco, col dorso sottilmente striato-punteggiato, mentre nei fianchi prevalgono i punti con qualche stria qua e là. Il peduncolo è finemente punteggiato, più o meno lucido. Il gastro è microscopicamente reticolato, cosparso dei soliti punti pili- feri e lucido. Pressochè priva di peli ritti, con breve pubescenza quasi aderente al tegumento, scarsa nel torace, alquanto più abbondante nelle altre parti.
60 CARLO MENOZZI ©
Capo così largo che lungo, colla massima larghezza nel mezzo, coi lati e gli angoli occipitali arrotondati e con I’ occipite leggermente impresso nel mezzo. Mandibole piuttosto piccole, striate, con quattro denti. Clipeo col margine anteriore troncato ; posteriormente è invece ritondato. Lamine frontali brevissime. Le antenne sono sottili come nelle forme del C. auberti; lo scapo raggiunge appena il margine occipitale. | Il 1.° articolo del funicolo è lungo quanto i due susseguenti considerati insieme; il 3.° è più breve del 2.° e alquanto
più grosso che lungo; la clava è distintamente limitata a tre
Fig. 1 - Profilo del torace e del pedicolo di Crematogaster warburgi n. sp. articoli.
Torace robusto, con sutura promesonotale debolmente impressa ad
arco, senza alcuna traccia di carena nel mezzo. Il promesonoto è leg- germente marginato ai lati; il mesonoto è un po’ convesso sul profilo, ma non più alto del pronoto. Sutura meso-epinotale fortemente impressa. Epinoto sensibilmente più basso del mesonoto, convesso da un lato all’ altro, colla faccia basale più corta di quella discendente ; le spine mancano e al loro posto si trovano due tubercoli ottusi aventi ognuno da tre a quattro macrochete all’ apice. Peziolo della solita forma delle specie paleartiche del sottogenere Acrocelia ; la sua massima larghezza però è nel mezzo e da questo punto in avanti i lati, come pure il margine anteriore, sono regolarmente arrotondati. Postpeziolo globoso con profondo solco mediano. Gastro col segmento basale troncato obliquamente.
Lunghezza mm. 3,5 - 4.
Diverse operaie, N.° 267, a Tel Chaj, raccolte su un vecchio tronco di Salice. e
Specie appartenente al gruppo del C. auberti Em., antaris For. laevitorax For. e inermis Mayr, come lo ha definito in una pubblica- zione postuma il compianto Prof. Emery. La forma del peziolo, in questa nuova specie, è pressochè eguale a quella del C. jehovae For. che però è il tipo di un. altro gruppo caratterizzato per le antenne corte e relativamente grosse, come nel gruppo del C. laestrygon Em.; l’ epinoto, semplicemente tubercolato, lo avvicina piuttosto a C. inermis Mayr o alla sua varietä dentata Em., ma la faccia basale dell epinoto
x
vista di profilo è anteriormente per un tratto dritta mentre nelle
DI
due ultime forme citate essa è obliqua per tutta la sua lunghezza e,
FORMICHE DI PALESTINA - 61
apparentemente, non vi è alcuna limitazione fra tale faccia e quella discendente.
Le operaie dei Crematogaster raccolte in Palestina e a me note . possono essere separate colla seguente tabella.
1 Clava delle antenne di due articoli; peziolo subquadrato coi
lati subparalleli Crematogaster sordidula var. flachi For. — Clava delle antenne di tre articoli, peziolo trapeziforme 2 2 Occhi collocati all’ indietro del mezzo dei lati del capo che ha questi e I’ occipite arrotondati 3 — Occhi collocati nel mezzo dei lati del capo; questi sono diritti e l’occipite è smarginato C. lorteti For. 3 Epinoto armato di spine 4 — Epinoto con piccoli denti, o ili tubercolato o addi- _ rittura inerme 6 4 Torace corto, robusto e a convesso sul profilo; scul- tura pro-mesonotale debole 4
— Torace oblungo e quasi piano sul profilo; scultura pro-me- sonotale costituita da strie marcatissime
C. scutellaris ssp. schmidti v. tonia For.
5 Antenne grosse e relativamente corte; pro-mesonoto opaco;
colore bruno C. jehovae For.
-— Colore molto più chiaro C. jehovae v. mosis For.
— Antenne sottili e più lunghe ; pro-mesonoto più o meno lucido
C. auberti Em.
6 Faccia basale dell’ epinoto vista di profilo obliqua per tutta la
sua lunghezza 7 — Faccia basale dell’epinoto in parte, anteriormente, dritta sul profilo ; epinoto con tubercoli ottusi C. warburgi Menoz. 7 Epinoto inerme C. inermis Mayr.
— Epinoto con piccoli denti più o meno distinti C. inermis var. armatula Em.
24. Monomorium (Xeromyrmex) venustum F. Sm.
Myrmica venusta F. Smith, Cat. Hym. Brit. Mus., Vol. 6, pag. 126, 1858. Monomorium venustum E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2, * pap; 335, 338, 1882; Monomorium venustum Emery, Deuts. Ent. Zeitschr. pag. 665, 600, 677, fig. 6b, 1908.
62 3 CARLO MENOZZI
Monomorium (Xeromyrmex) venustum Emery, Gener. Insect. Myr- _micinae, pag. 179, 1922.
Questa specie è evidentemente la più comune del genere, che si rinviene in Palestina; nidifica sotto le pietre facendo talvolta nidi popolosi. Il Bodenheimer ha raccolto operaie e femmine nei seguenti luoghi: N.° 23 di Gerico; N.° 30 di Beth Djemal; N.° 112, 278 di Ben Schemen - Berg; N.° 114, 119 di Tel Aviv; N.° 174 di Engeddi, (legit. Richter), N.° 198, 200, 204, 208, 209 di Haifa (coll. S. Bruck) . N.° 225 di Gisr el Ghoranije ; N.° 241 di Benjaminal; N.° 254, 255 e 256 di Tel Chaj.
25. Monomorium (Xeromyrmex) subopacum var. phoenicium Em.
_Monomorium salomonis subopacum var. phoenicia Emery, Deutsche Entom. Zeitschr. pag. 677, 1908. Monomorium (Xeromyrmex) subopacum var. phoenicum Santschi, Bull. et Ann. Soc. Ent. Belg. Vol. 67, pag. 242, 1927.
Numerose operaie e femmine dei seguenti luoghi: N.° 11, 22, 114, 122, 210, 211, 237 e 300 di Tel Aviv; N.° 128 e 238 di Ben Schemen; N.° 164 di Chederah; N.° 167 di Chefzibah; N.° 201 di Haifa, (in quest’ ultimo luogo raccolto dal sig. Bruck); N.° 307 e 310 di Petach Tikwah.
Il Bodenheimer ha osservato un nido di questa formica stabilito entro a una galleria di Zeuzera pyrina praticata in un Platano.
20. Monomorium (Xeromyrmex) subopacum var. ebraicum n. var.
Operaia. Distinguo con tale nome una varietà molto simile alla var. phoenicium Em., da cui si separa però con facilità, a prima vista, per la statura più piccola. Inoltre la scultura di tutto il corpo è molto meno appariscente. Il capo, pur avendo il tegumento opaco, è pres- sochè privo di qualsiasi scultura, eccetto nelle fossette antennali in cui si può scorgere, più o meno bene, qualche traccia di punteggiatura. _ Nel torace e nel pedicolo la scultura è all'incirca come nella var. phoenicium Em., mentre il gastro è perfettamente liscio e lucido.
Il capo è più lungo che largo, così largo all’ indietro che innanzi; lo scapo raggiunge il margine occipitale. Impressione mesoepinotale appena accennata. Nodi del pedicolo piuttosto gracili; il peziolo ha il peduncolo più breve che nella forma tipica e nella varietà succitata, il nodo è meno alto e più sottile; il resto eguale a M. subopacum in sp.
Lunghezza mm. 2,3 - 2,7.
RAR
FORMICHE DI PALESTINA | 63
Maschio. Colorazione, scultura e forma eguale a quella del maschio della forma tipica. Il gastro in questa nuova varietà è tutto lucido sebbene abbia il segmento basale finemente punteggiato, men- tre, come è noto, nel tipo è più o meno opaco. Ali perfettamente jaline con nervature giallognole e stigma opalescente.
Lunghezza mm. 4,3. i Una ventina di operaie e un maschio N.° 180 raccolti sulle dune nei dintorni di Tel Aviv.
27. Monomorium (Xeromyrmex) bicolor ssp. judaicum n. ssp. (Fig. 2).
Operaia. Colore come nel tipo; il torace, il capo e le appendici un po’ più scure. |
Il capo è nettamente più lungo che largo, coi lati pressochè retti, e visibilmente più largo in avanti che all’ indietro. La superficie dorsale è lucida e quasi liscia, e solo ad un forte ingrandimento è possibile vedere qualche traccia di una reticolazione che si fa alquanto più fitta e meglio visibile sull’occipite; qua e là qualche raro punto piligero. Lo scapo raggiunge il margine occipitale ; gli articoli della clava sono più gracili e più allungati che non quelli della forma tipica.
Torace sublucido, dorso e fianchi con una scultura a reticolo le cui maglie hanno il fondo liscio. Il solco della sutura mesoepinotale è maggiormente impresso che non in M. bicolor. Epinoto con faccia dorsale lunga circa due volte quella discendente e impressa longitudi- nalmente.
Nodi del pedicolo con scultura simile a —_— quella del ‘torace. fe:
Gastro perfettamente liscio e lucido, con riflessi bluastri; il segmento basale è incavato nel margine anteriore.
Pubescenza scarsa ovunque, eccetto nelle appendici, e aderente al tegumento; quella che si osserva nel capo è posta trasversalmente al ct odia capo stesso e diretta obliquamente dal basso bicolor ssp. judaica n. ssp. in alto. Qualche pelo eretto sul capo, nei nodi del pedicolo e nel gastro.
Lunghezza mm. 2,7.
Un solo esemplare N.° 192, catturato nel Wadi Kelt.
28. Monomorium {Parholcomyrmex) gracillimum FS
Myrmica gracillimum Fr. Smith, Journ. Proc. Linn. Soc. Lond. Zool. Vol. 6; pag. 34, 1861.
64
CARLO MENOZZI
Monomorium gracillimum Mayr, Verh. Zool. bot. Ges. Wien, Vol. 12, pag. 753, 1862.
» » E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2; | pag. 333, 337, 340, pl. 22, fig. 8, 9, 1882. » (Parholcomyrmex) gracillimum Emery, Gener. Insect.
Myrmicinae, pag. 180, 1922. Diverse operaie, N.° 224 e 197 di Ginel Ghorauije, N.° 291 di
Gerico.
N
29. Monomorium (Parholcomyrmex) gracillimum var. karawaiewi F.
Monomorium gracillimum var. karawaiewi Forel, Rev. Suisse Zool. Vol. 21, pag. 437, 1913.
» (Parholcomyrmex) gracillimum var. karawaiewi Emery, Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 180, . 1922.
Alcune operaie, N. 25, raccolte a Petach Tikwah.
30. Monomorium (Holcomyrmex) dentiger Rog.
Atta dentigera Roger, Berlin Entom. Zeitschr., Vol. 6, pag. 259, 1862. Holcomyrmex dentiger E. Andre, Spec. Hymen. Europa, Vol. 2, pag. 346, pl. 16, fig. 13, pl. 22, fig. 11-13, 1882. Monomorium (Holcomyrmex) dentiger Emery, Deutsch. Entom. Zeitschr., pag. 664, 666, 667, fig. 1, 1908. Be » dentiger Emery, Gener. Insect. Myrmi- cinae, pag. 181, 1922. Una diecina di operaie, A 9-5, raccolte nei dintorni di Gerusalemme.
Tabella analitica delle operaie dei Monomorium della Palestina:
Antenne di 11 articoli 2 Antenne di 12 articoli 3 Capo coi lati pit o meno arrotondati; tutto di colore giallo chiaro ; occhi piccoli, di circa 7 faccette
M. (Lampromyrmex) atomus var. aharoni For. Capo coi lati nettamente paralleli; almeno il gastro è sempre alquanto infoscato all’ apice; gli occhi hanno un numero mag- giore di faccette. M. (Lampromyrmex) clavicorne E. André.
FORMICHE DI PALESTINA 65
3 Il primo dei tre articoli che compongono la clava delle antenne è più corto e meno grosso del secondo. 4 — Clava indistinta o, se no, il primo articolo di essa è pressapoco eguale al secondo. 6 4 Colore giallo o giallo rossiccio, eccettuato il gastro che è in parte bruno ; tegumento del capo e del torace opachi. 5 — Colore piceo o castagno; tutto il corpo è levigato e lucido. M. (s. str.) minutum Mayr 5 Capo e promesonoto finemente striati; gastro, eccetto la base, di colore nero bruno. M. (s. str.) sahlbergi Em. — Capo, torace e peduncolo fittamente punteggiati ; solo gli A segmenti del gastro sono pili o meno bruni. M. (s. str.) pharaonis L. 6 Clava indistinta; operaie dimorfe. 7 —- Clava distinta e più lunga o non molto più corta del resto del funicolo, oppure operaie affatto dimorfe. 8 7 Tutto di colore giallo testaceo, con le zampe ancora più chiare, solo il gastro, almeno in parte, è leggermente infoscato. M. (Holcomyrmex) dentiger Rog. — Corpo di colore castagno o brunastro; le zampe giallo - brune. M. (Holcomyrmex) dentiger var. baal Wheel. (). 8 Operaie alquanto dimorfe. 9 — Operaie non dimorfe. 10 9 Di color giallo testaceo, o castagno BR, con l'addome piceo o nero; appendici giallastre. M. (Parholcomyrmex) gracillimum F. Sm. = Corpo quasi o tutto nero; zampe di color giallo-bruno. | M. (Parholcomyrmex) gracillimum v. karawaiewi For. 10 Torace distintamente impresso tra il mesonoto e l’epinoto. 11 — Torace indistintamente impresso sulla sutura mesoepinotale. 12 11 Capo pressochè così largo in avanti che all'indietro, coll’ oc- cipite e i lati dritti. M. (Xeromyrmex) venustum F. Sm. — Capo un po’ più allungato, coi lati leggermente arrotondati nel mezzo. M. (Xeromyrmex) venustum var. niloticoides For.
e
(1) Comprendo nella presente tabella anche questa varietà non perchè la località Wadi Perak da cui, oltrechè dalla Siria, il Wheeler ebbe degli esemplari, rientri nel ter- ritorio della Palestina come è inteso nel presente lavoro, ma perchè effettivamente con- servo nella mia collezione tre esemplari di tale varietà raccolti nel deserto di Bir Seba (Giudea meridionale) mandatimi dalla Casa Staudinger u. Bang-Haas di Dresda.
Mem. Soc. Entom. It. XII, 15-VII-1933. 5
66
12
13
14
15
CARLO MENOZZI
Capo distintamente più largo in avanti che all’ indietro, coi lati
dritti; gastro intensamente nero con riflessi bluastri. M. (Xeromyrmex) bicolor ssp. judaicum Menoz.
Capo pressoché cosi largo in avanti che all’indietro, coi lati piuttosto arrotondati; gastro bruno- piceo o anche nero, ma in ogni caso senza alcun riflesso bluastro. Clava delle antenne con articoli piuttosto eracili: i primi due articoli di essa sono appena più larghi del precedente. Articoli della clava distintamente più grossi e perciò apparen- temente più corti; i primi due articoli di essa sono assai più ingrossati dall’ articolo precedente. Capo distintamente allargato all’ innanzi, coll” occipite ERO, mente incavato; gastro lucido.
M. (Xenomyrmex) donnie ssp. abeillei E. André Capo così largo all’indietro che davanti, coll’ occipite dritto ; gastro più o meno opaco. M. (Xenomyrmex) salomonis L.
Tegumento di tutto il corpo opaco, con scoltura facilmente
| visibile anche a un mediocre ingrandimento.
M. (Xenomyrmex) subopacum var. phoenicium Em.
Almeno il gastro è sempre lucido; il capo è quasi privo di scultura, mentre nel torace e pedicolo esiste una microscultura. M. (Xeromyrmex) subopacum var. hebraicum Menoz.
31. Epixenus andrei Em.
Monomorium venustum E. André, Ann. Soc. Ent. Fr., Vol.
13
14
15
51,
pag. 65, pl. 3, fig. 16, 18, 1881, ©
anom. g (nec © norm. et 8).
eS » E. André, Spec. Hym. Europe, Vol.
2,
pag. 335, 342, pl. 22, fig. 6, 7, 1882, 8
anom. et « (nec 8 norm. et ©).
a-c, 1908 9 gd.
Epixenus andrei Emery, Deutsche Ent. Zeitschr. pag. 557, fig. 5
» » » , Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 185, 1922. Una femmina ergatoide e quattro maschi raccolti a Ben Schemen, N.° 61, in un nido di Monomorium subopacum var. phoenicium Em. sta- bilito sotto la corteccia di una radice di un Mandorlo ucciso dalla larva di Capnodis carbonaria. |
FORMICHE DI PALESTINA 67
SpA Solenopsis fugax Latr.
Formica fugax Latreille, Ess. Fourmis France, pag. 46, 1798. Diplohoptrum fugax Mayr, Verh. Zool-botan. Ver. Wien, Vol. 5, | pag. 450, 1855. Solenopsis fugax Forel, Mitt. Schweiz. Entom. Ges., Vol, 3, pag. 105-128, 1869. » » Emery, Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 201, 202, 1921. Parecchi maschi e femmine, N. 274, di Tel Aviv.
33. Leptothorax flavispinus E. André.
Leptothorax flavispinus E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2, pag.
302, 1888.
» > Santschi, Bull. Soc. Hist. Nat. Afric. N. Vol.'3, pag. 11, Ho. I. 19H.
» » Emery, Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 254, 1922.
Operaie ed un maschio, N.’ 222, di Gerico, raccolti sotto la cor- teccia di Sicomoro.
Maschio (non ancora descritto). Bruno-piceo, colle appendici e le mandibole più chiare. Capo, torace e pedicolo opachi, con scultura allo incirca eguale a quella dell’operaia, ma con rughe meno forti; gastro liscio e lucido.
Capo allungato, molto più ristretto in avanti che al indietro, coi.
lati moderatamente convessi e col margine occipitale arrotondato. Occhi | grandi, posti in avanti del mezzo dei lati del capo e assai sporgenti. Mandibole lucide e liscie eccettuata la base che ha qualche stria. An- tenne relativamente corte e grosse; lo scapo è lungo quanto gli arti- coli 1-4 del funicolo presi insieme, questo ha la clava distintamente quadriarticolata. |
Torace così largo come il capo; lo scudetto è fortemente convesso, e un poco più alto del disco del mesonoto; l’epinoto ha la faccia basale trasversalmente convessa, molto più lunga della discendente da cui è separata lateralmente da due brevi ed ottusi denti; la faccia discendente è invece piana e leggermente ma nettamente marginata. Peziolo peduncolato e con nodo piccolo che visto di profilo appare ritondato ; postpeziolo poco più lungo che largo, ma molto più grosso del nodo del peziolo e coi lati pressochè paralleli.
68
CARLO MENOZZI
x Pi
Ali jaline con nervature pallide e stigma bruniccio; disposizione delle nervature tipica del sottogenere Leptothorax.
Lunghezza mm. 4,3.
Tabella delle operaie dei Leptothorax della Palestina.
1
Nodi del peziolo e postpeziolo grossi; peziolo con peduncolo ben pronunziato e con nodo globoso. ;
Nodi del peziolo e postpeziolo molto meno grossi; il peziolo
con peduncolo breve e con nodo più o meno angoloso nel profilo. | |
Colorazione di tutto il corpo picea; mandibole e tarsi bruni. L. rottenbergi Em.
Il torace, il peduncolo, le mandibole e i tarsi sono rossastri.
Capo fittamente rugoso; tra una lamina frontale e l’ altra esi-
stono almeno da 10 a 12 rughe. L. rottembergi var. jesus For.
Il capo ha rughe molto più spaziate, di modo che tra una lamina frontale e l’ altra si trovano al massimo 6 rughe. L. rottembergi ssp. semiruber E. André Dorso del torace senza alcuna impressione trasversa. Colore giallo testaceo, colle zampe più pallide e talvolta con una stretta fascia grigia lungo il margine del segmento basale del gastro. L. luteus For. Dorso del torace distintamente impresso sulla sutura mesoepi- notale. Altra colorazione. . | Colore nero. Nodo del peziolo distintamente angoloso sul pro- filo. Capo e torace lucidi. Lunghezza mm. 2,5-3. | L. nigrita Em. Capo, salvo una macchia bruna mediana longitudinale, torace e pedicolo rossastri, gastro nerastro. Nodo del peziolo con angolo arrotondato sul profilo. Solo il gastro è lucido, il resto tutto opaco. Lunghezza mm. 3-3,7. L. flavispinus E. André
34. Triglyphotrix striatidens Em.
e
Tetramorium obesum st. striatidens Emery, Ann. Mus. Civ. Stor. Nat. Genova, Vol. 27, pag. 501, 1882.
FORMICHE DI PALESTINA 69
Triglyphotrix striatidens Forel, Journ. Bombay Natur. Hist. Soc. Vol. 14, pag. 704, 1902. » » Emery, Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 274, 1922. Alcune operaie, N.° 287, di Tel Aviv, raccolte mentre trascinavano delle larve di un Apanteles prossime a trasformarsi in crisalide.
35. Tetramorium punicum F. Sm.
Myrmica punica Fred. Smith, Journ. Proc. Linn. Soc. Lond. Zool., Vol. 6, pag. 34, 1801.
Tetramorium caespitum var. punica E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2, pag. 287, 1882.
» » ssp. punica Emery, Gener. Insect. Myrmi- cinae, pag. 277, 1922. » » ssp. punicum Emery, Ann. et Boll. Soc.
Ent. Belg. Vol. 65, pag. 184, 1925. Moltissime operaie delle seguenti località : N.° 125 di Beth Chanun - (Gaza); N.° 130 di Tel Aviv; N.° 129, 221, 225 di Gisr el Ghoranije ; N.° 263 di Tel Chaj; N.° 295? fra il ponte sul Giordano ed il lago Tibe- riade presso Baganiah.
36. Tetramorium punicum var. lucidulum Em.
Tetramorium caespitum punicum var. lucidula Emery, Deutsche Ent. Zeitschr. pag. 700, 704, 1909.
>» > ssp. punica var. lucidula Emery, Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 227, 1922. > » » punica var. lucidula Emery, Ann. et
Bull. Soc. Ent. Belg. Vol. 65, pag. 189, fe. Ds 41920, Parecchie operaie, N.° 29, raccolte a Petach Tikwah, su una pianta di limone infestata da Pseudococcus citri Risso.
37. Tetramorium semilaeve ssp. judas Wheel.
Tetramorium caespitum ssp. judas Wheeler, Bull. Mus. Comp. Zoo-
log. Harvard, Vol. 60, pag. 172, 1906.
> » » judas Emery, Gener. Insect. Myrmi- cinae, pag. 277, 1922.
70 CARLO MENOZZI
Molte operaie, N.° 275, 276 e 277, raccolte sulla strada fra Gerico e il Giordano, altre, N.° 82, di Daganiah, infine alcune femmine e maschi di Gebata e Dilb presi al volo, ma che mi è possibile riferire con cer- tezza, almeno le femmine, a questa sottospecie pel fatto di averne trovata una con una operaia attaccata ad un tarso.
Descrivo perciò questi sessi non essendo ancora conosciuti.
Femmina. Colorazione come nell’ operaia. Capo, torace e nodi del pedicolo molto più scolpiti che non nella 9 di 7. semilaeve E. André, e ancor più che non in 7. caespitum tipico. |
Il capo è poco più lungo che largo, con mandibole opache e striate. |
Torace, visto di profilo, cosi depresso come in semilaeve ; le spalle del pronoto sporgono in avanti dal disotto del disco del mesonoto ; l’epinoto ha denti corti ed aguzzi. |
Peziolo con nodo un poco più largo che non quello di semilaeve, a profilo arrotondato e senza alcuna impressione nel mezzo del mar- gine superiore ; postpeziolo poco più largo del nodo del peziolo e meno alto di questo. |
Gastro liscio e lucido.
Ali jaline con nervature e stigma giallognoli.
- Lunghezza mm. 6,8. |
Maschio. Colorazione più scura che quella dell’operaia e della femmina. Scultura del capo più grossolana che non quella del torace ; in questo le strie laterali del mesonoto convergono anteriormente sulla linea mediana longitudinale che è segnata da una piccola impressione triangolare priva di scultura e lucida. I solchi del Mayr non sono affatto marcati. Il capo è conformato come in semilaeve, ma coi lati che mi paiono più arrotondati, in modo che esso appare più largo che non quello della sottospecie ora citata. L’epinoto è inerme e con due angoli più o meno ottusi in luogo di denti. Pedicolo ed ali come nella
DI
femmina; il gastro è molto più lucido.
Lunghezza mm. 5,3.
Colla conoscenza della femmina di questa formica che il Wheeler ha considerato come sottospecie di 7. caespitum (L.), e seguendo i criteri dell’ Emery espressi nel suo lavoro « Notes critiques de Myrmécologie. XI. Tetramorium caespitum (L.) » pubblicato negli Ann. et Bull. de la Soc. Entom. de Belgique, Tome LXV, 1925, io ritengo di essere nel — giusto riferendo invece la ssp. judas Wheeler al 7. semilaeve E. André.
FORMICHE DI PALESTINA : 71
38. Tetramorium semilaeve ssp. depressiceps n. ssp. (Fig. 3).
Operaia. Colore bruno-chiaro; mandibole e appendici giallo- testacee. Lucidissima, quasi completamente priva di scultura ; solo nelle guancie, innanzi agli occhi, e sui fianchi del torace vi è qualche stria; i nodi del pedicolo sono leggermente punteggiati ai lati ma la loro | superficie dorsale è perfettamente liscia.
Pubescenza scarsa ovunque, ma assai ben visibile.
Capo subquadrato, circa così lungo (senza le mandibole) che largo e coi lati perfettamente dritti; visto di fianco esso ha la regione fron- toccipitale molto depressa, ciò che gli conferisce una caratteristica speciale, che pur essendo comune ad altre forme del semilaeve e puni- cum, tuttavia non è così ben marcata come in questa nuova sottospe- cie. Lo scapo dista dal margine occipitale per uno spazio as O poco meno di due volte la sua grossezza.
Torace con spalle angolose; impressione mesoepinotale poco marcata. Epinoto armato di due piccoli denticini.
Peziolo con peduncolo corto, con nodo poco più stretto del postpeziolo e nettamente più lar- go dell’ epinoto ; visto di profilo esso ha la sommità troncata. Post- peziolo circa due volte più largo che lungo.
Lunghezza mm. 2,5 - 3.
Femmina. Capo, senza le
mandibole, più largo che lungo, = is È Fig. 3. Tetramorium semilaeve ssp. depres- con tutta la superficie striata lon- seceps n. ssp.
gitudinalmente; tali strie sono A. Profilo del torace e a pedicolo della = . . . operaia.
yD Denn. ne ai lati . B. Pedicolo dell’ operaia visto dal disopra.
fortemente divergenti verso gli C. Profilo del torace della femmina.
angoli occipitali. Mandibole opa- B. Capo del maschio.
che e striate.
Disco del mesonoto depresso e striato nei °/, posteriori; lo scu- detto è liscio e con qualche stria corta alla base; la base dell’ epinoto ha pure qualche stria, disposta però trasversalmente fra cui vi è una distinta punteggiature, ed è armata da due corti ma robusti denti; le spalle del pronoto, guardando il torace dall’ alto, sono ben visibili.
7 CARLO MENOZZI
Nodo del peziolo alto, piuttosto sottile e leggermente impresso nel mezzo del margine superiore; postpeziolo più largo di !/, del nodo del peziolo; ambedue questi segmenti sono punteggiati tanto nei fianchi quanto nel dorso. |
Gastro liscio. Ali jaline con nervatura gialliccia.
Il capo, l’epinoto e il pedicolo sono più o meno opachi, le altre parti del torace e il gastro sono lucidi. La colorazione è un po’ più chiara che non quella dell’ operaia.
Lunghezza mm. 5,3.
Maschio. Nero; mandibole ed appendici giallastre. Capo allun- gato, col margine occipitale dritto, separato dai margini laterali per un angolo distinto ma ottuso; la sua superficie dorsale è grossolanamente rugosa ed opaca. Disco del mesonoto in gran parte liscio e lucido e solo la porzione mediana-posteriore è finemente striata. Lo scudetto è trasversalmente striato nella metà basale, mentre posteriormente liscio. Epinoto striato-puntato ed opaco; la sua faccia basale è unita alla discendente in una curva continua. Nodi del pedicolo sublucidi, punteggiati e con qualche vestigia di strie sul dorso, specialmente del postpeziolo. Nodo del peziolo più grosso che non quello della femmina e dorsalmente provvisto di una distinta carena trasversale ; postpeziolo corto e con una depressione mediana anteriore-dorsale.
Lunghezza mm. 5.
Una colonia, N.° 8, con un maschio e una femmina, raccolta a Wadi Kelt, presso Gerico, sotto a una pietra.
Non ho avuto alcuna esitazione a descrivere come nuova questa formica ; essa somiglia alquanto alla varietà /ucidulum Em. del T. punicum e alla var. depressum For. del 7. semilaeve, almeno, per quest ultima, nella forma dell’ Asia Minore così determinata dall’ Emery. Da ambedue queste varietà, l’operaia della ssp. depressiceps differisce pel colore bruno, per essere meno scolpita, ma sopratutto per la forma assai schiacciata del capo.
39. Tetramorium signatum n. sp. ( Fig. 4)
Operaia. Insetto tutto lucido, di colore nero - piceo, con le mandibole e le zampe ferrugineo chiaro. Superficie dorsale del capo striata longitudinalmente, con strie irregolari, assai spaziate e piuttosto sottili nella fronte e all’indietro degli occhi; in qualche esemplare, quest’ ultima parte può essere anche completamente liscia ; attorno alle fossette antennali e nella parte anteriore delle guancie tali strie
FORMICHE DI PALESTINA 13
sono più grosse. Promesonoto con scultura eguale a quella del capo, | ma ancora maggiormente spaziata ; i fianchi del pronoto sono striati, quelli del mesonoto e tutti i lati dell’ epinoto sono invece punteggiati. Peziolo e postpeziolo punteggiati ; il primo ha anche qualche residuo di strie dorsalmente, mentre il secondo è liscio come lo è il gastro. Pubescenza rada nel corpo e aderente al tegumento, più lunga e più abbondante nelle appendici. Peli eretti pure molto scarsi, quelli del torace ottusi all'apice. Capo, comprese le mandibole, poco più lungo, che largo (senza mandibole lungo mm. 1 X 0,8), coi lati subparalleli, gli angoli occipitali arrotondati e il margine posteriore diritto. Occhi pressochè piani, piccoli (11 faccette nel senso della maggior lunghezza ) situati poco innanzi alla metà dei lati.. Mandibole striato - rugose. Porzione del clipeo compresa fra le lamine frontali assai ridotta, pres- sochè liscia e lucida; solo nel mezzo di essa, longitudinalmente, si nota costantemente una forte stria che simula una carena. Lamine "frontali assai ravvicinate all’ innanzi e molto brevi. Lo scapo è sottile e raggiunge, o ne dista di poco, il margine occipitale. Funicolo con articoli molto più allungati che non quelli di tutte le forme del 7. caespitum L., sopratutto quelli della clava, di cui i due che precedono ultimo sono quasi del doppio più lunghi che larghi e I’ ultimo è nettamente più lungo dei due precedenti considerati insieme.
Torace corto ma piuttosto gracile, alme- no nella parte meso-epi- notale, rispetto a quello del 7. caespitum tipico (sensu Emery), cogli angoli omerali arroton- dati. L'impressione me- so-epinotale debolmen- te marcata. Le spine epinotali piccole, ad in- serzione larga ed a punta aguzza. Peziolo con nodo, visto di pro- filo, troncato alla som- mità, più corto del pe- Fig. 4 Tetramorium signatum n. sp duncolo; visto dal di- A. Profilo del torace o del pedicolo dell’ operaia.
È : B. Antenna della medesima. sopra il nodo stesso si presenta più largo che lungo e coi lati più o meno arrotondati.
74 | CARLO MENOZZI
Postpeziolo globoso, un po’ piu largo, ma non molto, del nodo del peziolo. |
Lunghezza mm. 3,4 - 3,7.
Parecchie operaie, N.° 189, raccolte ad Ain Charod; qualche altra, N.° 112, di Ben Schemen - Berg e di, N.° 141, Nahalae Wald.
Appartiene senza alcun dubbio al gruppo delle forme del 7. cae- spitum, e io lo avevo in un primo tempo considerato una razza di questa specie ('). Senonchè la lunghezza degli articoli delle antenne, in ispecial modo di quelli della clava, che, per tale carattere, trova più corrispondenza con quella del 7. sericiventris Em., mi ha indotto a considerarla specificatamente distinta.
40. Tetramorium meridionale Emery
Tetramorium meridionale Emery, Bull. Soc. Ent. Ital., Vol. 2, pag. 198, 1870. |
Tetramorium caespitum var. meridionale E. Andre, Spec. Hym. Europe, Vol. 2, pag. 286, 288, 1882.
Tetramorium meridionale Emery , Gener. Insect. Myrmicinae, pag. 278, 1922.
Alcune operaie, N.° 217, raccolte ad Artuf.
Tabella delle operaie ed in parte delle femmine
dei TJetramorium della Palestina.
1 Faccia occipitale striata trasversalmente. Tetramorium meridionale Em. — Faccia occipitale senza strie trasversali. 2 2 Lamine frontali allungate all’ indietro, oltrepassante di parecchio gli occhi. Tetramorium simillimum F. Sm. — Le lamine frontali sono brevi; raggiungono appena il livello degli occhi. — | 3 3 Clava coi primi due articoli quasi del doppio più lunghi che | larghi. Tetramorium signatum Menoz. — | primi due articoli della clava sono appena più lunghi che larghi. 4
(1) È a questa nuova specie che devesi riferite la formica, (erroneamente da me determinata come Teframorium caespitum judas Wheel.), che il Dr. Bodenheimer ha segnalato nel « Monitore Internazionale della difesa delle piante » Anno I, N. 10, pag. 154, Roma 1927, quale autrice di danni a parecchie giovani piante di Cifrus amara, causandone la morte.
FORMICHE DI PALESTINA 75
4 Nodi del pedicolo della femmina molto più larghi, squamiformi; il nodo del peziolo così largo come l’ estremità posteriore del- l’ epinoto. Tetramorium ferox ssp. davidi Forel — Nodi del pedicolo della femmina piuttosto globosi, non mai così lunghi come I’ estremità posteriore dell’epinoto; il dorso del torace è convesso sul profilo e il pronoto è interamente coperto dal mesonoto ; le operaie sono di colore oscuro ed hanno il capo fortemente striato e opaco, coi nodi del pedicolo più o meno scolpiti. Tetramorium caespitum (L.) Emery — Torace della femmina più o meno depresso colle spalle del pronoto visibili dal disopra; le operaie hanno il capo non fortemente striato e lucido ed, in caso contrario, sono allora di colorito ferrugineo. D 5 Operaie di colore nero pece e bruno chiaro. _— Operaie di colore ferrugineo. 6 Capo dell’operaia fortemente depresso nel mezzo; femmina piccola (mm. 5,3) coi nodi del pedicolo finemente punteggiati . e lucidi. Tetramorium semilaeve ssp. depressiceps Menoz. — Capo dell’ operaia con la superficie dorsale uniformemente con- vessa; femmina di statura più grande (mm. 6,8) coi nodi del pedicolo striati e opachi. | Tetramorium semilaeve ssp. judas Wheel. 7 Operaie col capo distintamente striato ed opaco; impressione mesoepinotale molto marcata; spine o denti epinotali robusti. Tetramorium biskrensis ssp. schmidti Forel — Operaia col capo con strie meno distinte e lucide o sublucide ; impressione mesoepinotale debolmente marcata ; denti epinotali piccoli. 8 8 Torace liscio e lucido. Tetramorium punicum var. lucidulum Em. — Torace sempre più o meno striato e subopaco. Tetramorium punicum F. Sm.
41. Strongylognathus palaestinensis n. sp. (Fig. 5).
Femmina. Picea; mandibole, antenne e zampe ferruginee; il gastro ha i margini anteriori e posteriori dei segmenti con una fascia giallastra, eccetto il segmento basale che ha la fascia giallastra solo posteriormente. Capo e torace con scultura e opachi, peduncolo e gastro
76 CARLO MENOZZI
DI
lisci e lucidi. Tutto il corpo è irto di peli biancastri non tanto lunghi e piuttosto grossi; quelli degli scapi e delle tibie ancora più corti e ‘sottili e più inclinati, ma staccati dal tegumento. Capo più lungo che largo, con i lati paralleli, gli angoli occipitali e 1’ occipite arrotondati. La superficie dorsale del capo ha delle rughe longitudinali; queste rughe nello spazio compreso tra le lamine frontali, sono assai riavvici- nate luna all'altra e libere, mentre quelle che stanno ai lati sono più spa- ziate, interrotte in corrispondenza del- l’occhio e collegate fra di loro lateral- mente da anastomosi’; lo spazio fra l'una e l’altra ruga è punteggiato. Le mandibole sono liscie e lucide; così pure è il clipeo, il cui margine anteriore è diritto. L’ estremità dello scapo, ripie-
| gato longitudinalmente al capo, oltre- 5. Capo di SIGN Ina passa di poco I’ ocello impari. Articoli palaestinensis n. sp. del funicolo piuttosto allungati. Occhi
collocati a metà dei lati del capo.
Torace così largo come il capo; la scultura del dorso è formata da rughe spaziate, meno alte che non quelle del capo, pure collegate fra di loro da anastomosi e cogli spazi fra di esse lisci; lo scudetto è in gran parte liscio e lucido; nei fianchi e in tutta la superficie dell’ epi-
DI
. noto la scultura è formata da leggere rughe irregolari con gli spazi punteggiati. Visto di profilo il disco del mesonoto è evidentemente meno piatto che non nelle specie congeneri e dal disopra gli angoli del pronoto sporgono appena e sono molto meno acuti. L’ epinoto ha la faccia basale più breve della discendente ed è armato di due denti.
Peziolo con peduncolo allungato e molto più stretto del nodo; questo visto dal disopra è circa di una metà più lungo che largo, coi lati paralleli, e leggermente impresso nel mezzo; di profilo la faccia superiore è alquanto convessa all’ indietro ; il postpeziolo ha i lati for- temente ritondati ed è del doppio più largo che lungo.
Ali perfettamente jaline, con lo. stigma e le nervature fsoffuse di giallognolo. |
Lunghezza mm. 3,8. Gebata; un solo esemplare preso al volo.
Facile a distinguersi da tutte le altre specie per la statura piccola e per la forma del capo.
FORMICHE DI PALESTINA FA
42. Tapinoma simrothi var. phoenicium Em.
Tapinoma erratico-nigerrimum Forel, Ann. Mus. Zool. Acad. St. Petersb., Vol. 8, pag. 375, 1904. Tapinoma simrothi var. phoenicia Emery, Rev. Suisse Zool., Vol. 32; N22; pags 50, Tier 3, 1925. Numerose operaie, femmine e maschi delle seguenti località : N.° 10, 191 di Wadi Kelt presso Gerico; N.’ 101 di Andjah; N.° 144 di Ain Fara; N.° 183, 184, 185 di Ain Charod; N.° 186 di Recho- both; N.° 211%, 270 di Tel Aviv; N.° 228 di Gerusalemme; N.° 243, 245 di-Nahalal; N°: 263% 267 di Tel Chap N. 2727 273 di-Artut; N° 295 di Daganiah. E la specie piü diffusa nella Palestina.
43. Tapinoma israélis For.
Tapinoma erraticum r. israelis For., Rev. Suisse Zool., Vol. 12, | pag. 16, 1904. Tapinoma israélis Emery, Rev. Suisse Zool., Vol. 32, N.° 2, pag. 55, fig. 10, 1925.
Molto meno comune della specie precedente; nella Collezione Bodenheimer ho rinvenuto parecchie operaie ed una femmina che credo provenienti da tre nidi, l’uno, N.° 169, di Chederah, I’ altro, N.° 180, di Ain Charod, l ultimo contrassegnato dai N.° 259, 260 e 261 di Tel Chaj; altre operaie, N.’ 308, sono di Petach Tikwah.
Praticamente queste due Tapizoma si possono così distinguere (!) :
88
a) Sul profilo l’epinoto risulta più o meno angoloso nel punto in cui la faccia basale di esso si unisce alla discendente ed è più alto del mesonoto. T. israélis For.
b) La faccia basale dell’epinoto si unisce alla discendente in una larga curva, con profilo arrotondato e posta al medesimo livello del resto del torace. T. simrothi var. phoenicium Em.
(1) Il Forel (Vedi N.° 15 della bibliografia) cita anche per la Palestina il Tapinoma erraticum var. erratico - nigerrimum For. raccolto alla bocca del Giordano e a Chirbet Kumran presso Gerico, ma io credo che tali individui debbano probabilmente riferirsi alla var. phoenicium del T. simrothi, Krausse, oppure al 7. israélis.
78: > CARLO MENOZZI
oe
a) Statura relativamente piccola (mm. 4,5 - 5); capo cosi largo che lungo. T. israélis For. b) Statura più grande (mm. 5,6 - 6,7 ('); capo appena più largo che lungo; antenne con articoli distintamente più allungati che non quelli della specie precedente. T. simrothi var. phoenicium Em.
en ice
Un maschio di 7. simrothi var. phoenicium è lungo mm. 5,2 con stipiti formanti come le branche di una tenaglia e con |’ angolo infero- mediano delle squamule aguzzo e più o meno prominente ; quello di 7.
a
israëlis non è conosciuto.
44, Bothriomyrmex syrius Forel
Bothriomyrmex meridionalis var. syria Forel, Ann. Soc. Ent. Belg., Vol. 54, pag. 13, 1910. Bothriomyrmex meridionalis var. syria Emery, Gener. Insect. Doli- — choderinae, pag. 28, 1912. Bothriomyrmex syrius Emery, Bull. Soc. Vaud. Scien. Nat., Vol. 56, | pag. 11, 1925.
Riferisco, con dubbio però, a questa formica un addome e fram- menti di testa trovati entro a un cartoccio contenente individui di Tapinoma simrothi var. phoenicium Em. segnati col N.° 295 e raccolti a Daganiah. |
45. Plagiolepis pallescens var. ancyrensis Sants.
Plagiolepis maura var. ancyrensis Santschi, Bull. Soc. Vaud. Scien.
Nat.; Vol; 53, pag. 171, fig. 1, F., 1920.
Plagiolepis pallescens var. ancyrensis Emery, Gener. Insect. Formi- cidae, pag. 21, 1925.
Operaie in numero e alcune femmine delle seguenti provenienze:
N.° 35 raccolte sul ponte del Giordano sotto a sterco di vacca, N.° 90
a Petach Tikwah, mentre leccavano la melata prodotta da un Pseudo-
coccus ; N.’ 123 di Ben Schemen sotto alla corteccia di una radice di
mandorlo ; N.’ 161 di Chederah ; N.° 167 di Chefzibah, N.° 257 e 258 di Tel Chaj, sotto a pietre, N.° 292 e 293 di Gerico.
(1) Queste misure sono quelle da me riscontrate negli esemplari della Palestina.
FORMICHE DI PALESTINA 79
o
Gli esemplari N.° 113 e 171 sono di un colore giallo testaceo, come gli esemplari tipici della specie, ma ritengo che siano individui non completamente maturi (').
- 40. Acantholepis frauenfeldi ssp. bipartita F. Sm.
Formica bipartita F. Sm., Journ. Proc. Linn. Soc. London. Zool., Vol. 6, pag. 33, 1801. Acantholepis bipartita Roger, Verz. Formicid., pag. 11, 46, 1893. Acantholepis frauenfeldi var. bipartita (part.) Emery, Ann. Mus. i Stor. Nat. Genova, Vol. 12, pag. 46, nota, 1878. |
Acantholepis frauenfeldi bipartita Santschi, Bull. Soc. Hist. Nat.
Afric. Nord. Vol. 8, pag. 47, fig. 7, 1917.
Acantholepis frauenfeldi ssp. bipartita Emery, Gener. Insect. For-
micidae, pag. 16, 1925.
Molte operaie, femmine e maschi provenienti da diversi nidi rac- colti nei seguenti luoghi: N.° 18 a Gerico, N.° 77 a Nahalal-Berg, N.° 145 a Ain Fara, N.° 182 a Ain Charod, N.° 250, 262 e 265 a Tel Chaj, N.° 296 a Rechoboth, quest’ ultime trovate insieme ad altre operaie di formiche su giovani piante di Citrus.
47. Acantholepis frauenfeldi var. syriaca E. André
Acantholepis frauenfeldi var. syriaca E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2; pae: 21h, pk 11, Tie, 9, 1382, Acantholepis frauenfeldi var. syriaca Santschi, Bull. Soc. Hist. Nat. | Afr. Nord., Vol. 8, pag. 42, 46, 1927. Acantholepis frauenfeldi var. syriaca Viehmeyer, Arch. für Naturg., Vol: 88; A; 7, pag. 215, 1922. Acantholepis frauenfeldi var. syriaca Emery, Gener. Insect. Formi- | cidae, pag. 25, 1925. Un nido con parecchie operaie ed una femmina dealata, N.’ 251, raccolto a Tel Chaj sotto a una pietra. | Anche questa femmina, come già è stato parecchie volte rilevato per altre della medesima forma, è molto aberrante ; l’individuo che ho
(1) Il Forel (Vedi N.° 15 della bibliografia) cita di Gerusalemme la Plagiolepis pyg- maea Latr., ma questa determinazione è certamente errata perchè, come ha dimostrato il Santschi, questa formica non esiste nel sud del Mediterraneo.
80 | CARLO MENOZZI
sott'occhio ha la pubescenza più scarsa e la scultura più debole, per cui esso è più lucido degli esemplari descritti dall’ André e dal Vieh- meyer.
48. Camponotus (Tanaemyrmex) compressus ssp. sanctus For.
Camponotus maculatus st. sanctus Forel, Rev. Suisse Zool., Vol. 12, pag. 19, 1904. a maculatus sanctus Emery, Deutsche Ent. Zeitschr., pag. 195, 1908. Camponotus compressus ssp. sancta.Emery, Gener. Insect. Formi- cidae, pag. 98, 1925. Parecchie operaie N.’ 16 di Artuf, N.° 151, 156 e 160 sulle terrazze dei dintorni di Gerusalemme; N.’ 264 di Tel Chaj; N.’ 306 di Recho- both, e N.° 317 sulle dune dei dintorni di Tel Aviv.
49. Camponotus (Tanaemyrmex) compressus
ssp. thoracicus var. fellah Em.
Camponotus maculatus r. oasium var. fellah. Emery, Explor. Se. Tunisie, Formic., pag. 18, 1891. Camponotus maculatus thoracicus var. fellah Emery, Deutsche Ent. Zeitschr., pag. 194, 1908. a ii compressus ssp. i var. fellah Emery, Gener. Insect. Formicinae, pag. 99, 1925. Operaie e sessi alati di Tel Aviv, N.° 21, 46, 207, (gli esemplari del N.° 46 furono osservati frequentare in grande numero un Afide, Tuberodryobia persicae in un Mandorlo); altri di Mikweh Israel N." 66; di Petach Tikwah, N." 178 e 311; di Artuf N.° 127; di Gisr el Gho- ranije N.° 227; di Sarona N.’ 279 e 280; di Ben Schemen N.’ 31 Le di Rechoboth N." 305 con /cerya purchasi che infestava un Citrus.
50. Camponotus (Tanaemyrmex) compressus
ssp. thoracicus var. sanctoides For.
Camponotus maculutus ssp. thoracicus var. sanctoides Forel., Ann. de la Soc. Ent. Belg. Vol. 54, pag. 13, 1910.
FORMICHE DI PALESTINA | 81
Camponotus compressus ssp. thoracica var. sanctoides Emery, Gener. Insect. Formicidae, pag. 99, 1925. Qualche operaia massima e minima del Giordano, N." 4; di Petach Tikwah, N.° 45; di Sarona, N.° 283. |
51. Camponotus (Myrmentoma) lateralis var. rebeccae For.
C. (Orthonotomyrmex) lateralis var. rebeccae Forel, Rev. Suisse Zool., Vol. 21, pag. 450, 1913.
C. (Myrmentoma) lateralis var. rebeccae Emery, Gener. Insect. For- micidae, pag. 120, 1925.
C. (Myrmentoma) lateralis var. rebeccae Emery, Rend. R. Accad. Sc. Bologna, pag. 04 e 09, fig. 14, 1925.
Un nido completo, N.° 230 di Gisr el Ghoranije, con parecchi sessuati alati, stabilito in una pianta di Arundo sp. ed una operaia N.° 357 di Tel Aviv.
La femmina e il maschio, non ancora conosciuti, di questa varietà, differiscono poco dai sessuati della forma tipica. La femmina ha le parti rosse del capo un po’ più estese e i fianchi del torace del mede- simo colore; il maschio è un poco più chiaro. L’unica differenza notevole che trovo è che le ali dei sessuati della var. rebeccae For. sono un poco più pallide.
La femmina è lunga mm. 10, il maschio mm. 5,7.
52. Camponotus (Colobopsis) truncatus Spinola.
Formica truncata Spinola, Insect. Ligur. Spec. nov., Vol. 2., pag. 244, | 1808.
Colobopsis truncata Mayr, Europ. Formicid., pag. 38, 1861. Camponotus (Colobopsis) truncata Ruzsky, Formic. Imp. Ross., | pag. 259, fig. 49, 1905.
Camponotus (Colobopsis) truncatus Emery, Gener. Insect. Formici- dae, pag. 147, 1925. Due femmine prese al volo a Ben Schemen.
Tabella delle operaie dei Camponotus della Palestina.
1 Lamine frontali quasi dritte; capo del soldato ed operaia maggiore troncato anteriormente ; specie dimorfa ; fra il soldato e I operaia minore non vi sono forme di transizione.
Camponotus (Colobopsis) truncatus Spinola.
Mem. Soc. Entom. It. XII, 15-VIII-1933. 6
82
CARLO MENOZZI
Lamine frontali sigmoidi; capo non troncato; tra |’ operaia mag-
giore e la minore vi sono forme di transizione. Faccia basale dell’ epinoto lunga, piana oppure convessa in senso trasversale, limitata lateralmente da uno spigolo più o meno marcato; profilo del torace leggermente o fortemente impresso sulla sutura mesoepinotale. Faccia basale dell’ epinoto senza alcuno spigolo lateralmente; profilo del torace in curva continua. Profilo dorsale del torace leggermente impresso sulla sutura mesoepinotale ; faccia basale dell’ epinoto pressochè continua con quella del mesometanoto; squama peziolare più sottile che nelle specie seguenti; tutto di colore nero.
Camponotus (Myrmentoma) gestroi ssp. creticus For.
‘ Profilo dorsale del torace fortemente impresso nella sutura
mesoepinotale di modo che ivi si forma un angolo rientrante.
Peli dell’ epinoto sparsi su tutta la sua faccia basale; capo e gastro neri, il resto rosso. |
Camponotus (Myrmentoma) interjectus Mayr
Peli dell epinoto formanti una serie a frangia sullo spigolo
che separa la faccia basale da quella discendente; solo il gastro è nero tutto il resto è rosso.
Camponotus ( Myrmentona ) lateralis var. rebeccae For. Guance pelose; specie piuttosto piccola, col corpo di colore nero e colle appendici più o meno brune.
Camponotus ( Tanaemyrmex ) aethiops var. concavus For. Guance prive di peli; colorazione del corpo mai completamente nera.
Tutto giallo; tutto al più i due ultimi segmenti del gastro brunicci; occhi grandi e più convessi che non nelle specie seguenti. Camponotus ( Tanaemyrmex ) turcestanus E. André.
Colorazione diversa Capo dell’ operaia massima così lungo che largo (mandibole non comprese), coi lati distintamente arrotondati; scultura piuttosto debole, tutto I’ insetto è sublucido.
Camponotus ( Tanaemyrmex ) compressus ssp. sanctus For. Capo dell’ operaia massima sempre più lungo (senza compren-
dervi le mandibole ) che largo, e coi lati diritti o debolmente arrotondati.
2
Te
nd
FORMICHE DI PALESTINA 83
a) Operaia maggiore nera; solo la base del torace e le zampe sono più o meno brunastre; nell’ operaia minore il torace è
| giallo rossastro.
Camponotus ( Tanaemyrmex) compressus ssp. thoracicus v.
| fellah Em. b) Operaia maggiore di colore più chiaro; le zampe sono sempre completamente giallastre o rossastre.
Corpo alquanto lucente; i lati del torace sono più o meno
giallastri; l operaia maggiore è lunga mm. 11.
Camponotus (Tanaemyrmex ) compressus ssp. thoracicus v. Sanctoides For.
Meno lucente ; i lati del torace sono, come il dorso, di colore
nero bruno; |’ operaia maggiore è di statura più. piccola che
nella varietà precedente, lunga mm. 9 circa.
Camponotus (Tanaemyrmex) compressus ssp. thoracicus v. mor- tis For.
53. Paratrechina longicornis Latr.
Formica longicornis Latreille, Fourmis, pag. 113, 1802. » vagans Jerdon, Madras, Jour. Litt. Sc., Vol. 17, pag. 124, 1851. Prenolepis longicornis Roger, Verz. Formicid., pag. 10, 1863. me ( Nylanderia) longicornis Emery, Deutsche Ent. Zeit- schr., pag. 129, fig. 2, 3, 1910. Paratrechina longicornis Emery, Gen. Insect. Formicidae, pag. 217, . 1925. Operaie N.° 138 di Tiberiade, N.° 193 di Gerico, N.° 2374 di Aviv, N.° 239 e 240 di Ain Charod. Questa formica, come è noto, è tropicopolita.
54. Paratrechina ( Nylanderia ) jaegerskjoeldi Mayr.
Prenolepis vividula E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2, pag. 204, 206, pl. 2, 1882.
Prenolepis jaegerskjoeldi Mayr, Rev. Swed. Exp. White Nile, N° 9, pag. 8, 1901.
Prenolepis ( Nylanderia ) jaegerskjoeldi Emery, Deutsch. Ent. Zeitschr., pag. 130, fig. 45, 1910.
84 CARLO MENOZZI
Paratrechina ( Nylanderia ) jaegerskjoeldi Emery, Gen. Insect. For- micidae, pag. 218, pl. 4, fig. 9, 1925.
Numerose operaie, N.° 116, 133, 218 e 220 catturate a Tel Aviv, delle quali alcune nel giardino della Stazione Sperimentale d’ Agricoltura, ed osservate a corrodere la corteccia di una radice di Palma; altre, N.° 55, di Petach Tikwah sorprese a frequentare lo Pseudococcus citri — Risso ; infine una operaia di Haifa e due femmine alate prese al lume a Dilb. |
55. Cataglyphis (s. str.) albicans ssp. livida E. Andre
Myrmecocystus albicans var. livida E. Andre, Ann. Soc. Ent. Fr., (6), Vol. I, pag. 58, 1881.
Myrmecocystus albicans var. lividus E. André, Spec. Hym. Europe,
| Vol. 2, pag. 169, 1882.
Myrmecocystus albicans lividus Emery, Mem. Accad. Sc. Bologna, (6), Vol. 3, pag. 180, fig. 15, 1906.
Cataglyphis albicans ssp. livida Emery, Gen. Insect. Formicidae, pag. 262, 1925.
Molte operaie N.’ 24, 212, 315 e 178 di Tel Aviv, N. 17 di Chefzibah, N.° 244 di Gisr el Ghoranije, N.° 289 di Wadi Kelt, e un maschio ed una femmina, N.’ 63, di Tel Aviv.
Poichè i sessuati di questa formica non sono conosciuti li descrivo qui di seguito : | |
Femmina - Capo e torace opachi di colore giallo - rossastro, il torace con tre macchie brune nel disco del mesonoto, due ai lati e la terza al margine anteriore. Zampe ed antenne di un giallo chiaro. Squama e gastro bruni e sublucidi, col margine posteriore dei segmenti. con una fascia giallastra. Qualche pelo eretto nel capo e nel torace, più raro nel gastro.
Capo subquadrato, cogli angoli posteriori arrotondati. Le mandibole striate e lucide. Il clipeo ha un leggero accenno di carena nel mezzo. Gli scapi oltrepassano di un terzo della loro lunghezza il margine occipitale. Torace così largo come il capo. Squama con la faccia anteriore convessa, con quella posteriore piana e col margine superiore ottuso. Le ali sono soffuse di giallognolo con le nervature e il ptero- stigma bruni ed hanno, probabilmente per anomalia, una piccola cellula discoidale chiusa che, nell’ ala sinistra, è attraversata da un tratto di nervatura, che sembra avere origine dalla nervatura discoidale.
Lunghezza mm. 7,0; lunghezza dell’ ala mm. 6,2.
FORMICHE DI PALESTINA 85
Maschio - Opaco e tutto di colore giallo rossiccio con tre macchie brune nel mesonoto disposte come nella femmina. Capo e torace un poco più pelosi che nella femmina; la squama e il gastro sono glabri. |
Il capo è appena più lungo che largo, con solco frontale marcato. Le mandibole hanno il margine masticatorio troncato obliquamente e armato di un solo dente. Epinoto più lungo di quello della femmina. La squama è più piccola e sottile. Gli stipiti nella metà distale sono scabrosi per la presenza di fossette oblunghe, fornite ciascuna di una setola, e sono più corti che non quelli del maschio di C. albicans. Le ali come quelle della femmina con la nervatura normale.
Lunghezza mm. 7.
56. Cataglyphis (s. str.) albicans ssp. viaticoides E. André
Myrmecocystus albicans var. viaticoides E. André, Ann. Soc. Ent. Ft, (6), Volt pag. 41, pk 3, fie. 5, 1881.
Myrmecocystus albicans var. viaticoides E. André, Spec. Hym.
Europe, Vol. 2, pag. 168, 1882. Myrmecocystus albicans ssp. viaticoides Emery, Mem. Acc. Sc. Bologna, (6), Vol. 3, pag. 179, 1906. Cataglyphis albicans ssp. viaticoides Emery, Gener. Insect. Formi- cidae, pag. 263, 1925. Operaie N.° 72 di Ben Schemen e altre N.° 206 e 213 di Haifa. Il Bodenheimer ha osservato che questa formica fa i suoi nidi in terreno piuttosto sassoso e di media compattezza e che le aperture di ciascun nido sono circondate da un cercine di sabbia di 5-8 centimetri di diametro. Egli ha osservato inoltre, che le larve sono tenute in camere separate a seconda del loro grado di sviluppo.
57. Cataglyphis altisquamis E. André
Myrmecocystus altisquamis E. André, Ann. Soc. Ent. Fr., (6), Vol. 1, pag. 56, pl. 3, fig. 6, 7, 1882.
Myrmecocystus altisquamis (part.) E André, Spec. Hym, Europe, Vol. 2, pag. 169, pl. 9, fig. 7, 1882.
Myrmecocystus altisquamis Emery, Mem. Accad. Sc. Bologna, (6 ), Vol. 3, pag. 182, fig. 20, 1900.
CT eds ETAT ET EU ee ek ee RA PA a n Dar A tt è v PER i es ER È Nae 2 fF i È 2 Br x Me Re O al STR
86
CARLO MENOZZI
Cataglyphis altisguamis Emery, Gen. Insect. Formicidae, pag. 264, 1925. Poche operaie prese vaganti a Gebata e altre, N.’ 38, a Tel Aviv.
58. Cataglyphis (s. str.) bicolor var. nigra E. André
Myrmecocystus viaticus var. nigra E. André, Ann. Soc. Ent. Fr., (6), Vol. 1, pag. 56, pl. 3, fig. 4, 1881. Myrmecocystus viaticus var. niger E. André, Spec. Hym. Europe, Vol. 2, pag. 167, 1882. Myrmecocystus bicolor ssp. bicolor var. nigra Emery, Mem. Accad. Sc. Bologna, (6), Vol. 3, pag. 184, 1900. Cataglyphis bicolor var. nigra Emery, Gen. Insect. Formicidae, pag. 205, 1925. Parecchie operaie N.° 51, di Gerico, N.° 107 e 314 di Tel Aviv,
N.° 176 di Engeddi, N.° 276 lungo la via fra Gerico e il Giordano, N.° 294
del Giordano, e N.° 296 di Rechoboth, quest’ ultime trovate su giovane piantine di Citrus.
59. Cataglyrhis (s. str.) bicolor var. nodus Brullé.
Formica nodus Brullé, Expéd. Sc. Morée Zook, Vol.~2, pae. 326, pl. 48, fig. 1, 1832. Da
Lai viaticus ( part.) E. Andre, Ann. Soc. Ent. Fr., (6), Vol. 1, pag. 50, 1881.
Myrmecocystus viaticus var. orientalis Forel, Mitt. Schweiz. o Ges., Vol. 9, pag. 288, 1895.
Cataglyphis bicolor var. nodus Emery, Gen. Insect. Formicidae, pag. 265, 1925,
Dalle moltissime operaie e femmine che si trovano nella Collezione
Bodenheimer ritengo che sia la forma più comune che si rinviene in Palestina. Provengono dalle seguenti località: N.° 34 di Artuf, N.° 19,
68, 70, 71 e 234 di Ben Schemen, N.° 205 di Haifa e N.° 242 di Gisr el Ghoranije.
La tabella seguente agevolerà la determinazione delle operaie delle
forme del genere Cataglyphis che si rinvengono in Palestina.
1
Penultimo articolo dei palpi mascellari del doppio più lungo dell’ ultimo. 2
Penultimo articolo dei palpi mascellari meno del doppio più lungo dell’ ultimo. 4
FORMICHE DI.PALESTINA
Tutto nero; qualche volta, ma raramente, il capo é un po’
rossastro. | C. bicolor var. nigra E. Andre Capo, torace e squama più o meno rossastri, gastro più o meno scuro.
Zampe rosse. Cy ereolar E: Zampe nere o quasi. C. bicolor ssp. nodus Brullé Peziolo cuneiforme. C. altisquamis E. André
Peziolo nodiforme.
Tegumento lucido ; capo distintamente più lungo che largo; gastro bruno. C. albicans ssp. viaticoides E. André
Forma a tegumento più opaco; capo così lungo che largo; gastro giallo pallido come il resto del corpo. C. albicans ssp. livida E. André
Parte II.
a) TABELLA ANALITICA PER LA DETERMINAZIONE DELLE SOTTOFAMIGLIE.
Orificio cloacale rotondo, circondato da una frangia di peli. Pungiglione nullo. Peduncolo addominale di un solo articolo ( peziolo ). Armatura genitale del maschio non retrattile. Ninfe incluse generalmente in un bozzolo, raramente nude.
| Formicidae Orificio cloacale in forma di fessura.
Pungiglione rudimentale. Peduncolo addominale di un solo segmento ; tra i due successivi segmenti dell’ addome non vi è alcun strozzamento. Glandole anali con secreto aromatico di odore caratteristico. Ninfe nude. -Dolichoderinae
Pungiglione in generale assai sviluppato, oppure qualche volta piccolo, ma che può essere sempre protratto fuori del- addome.
Peduncolo addominale di due articoli ( peziolo e postpeziolo ). Ninfe nude. Myrmicinae Peduncolo addominale di un solo articolo. Ninfe chiuse in un bozzolo o nude.
87
88 | CARLO MENOZZI
4. Lamine frontali molto avvicinate fra di loro, pressoche verticali e che lasciano scoperte le inserzioni delle antenne. Armatura genitale dei maschi interamente retrattile. Cerci mancanti. Ninfe nude. | Dorylinae
— Lamine frontali distanti fra di loro oppure avvicinate, ma, in quest’ ultimo caso, esse si dilatano in avanti in una lamina obliqua che ricopre in parte |’ inserzione delle antenne. Arma- tura genitale dei maschi non mai completamente retrattile. | Cerci presenti. Ninfe chiuse in un bozzolo. Ponerinae
b) TABELLE ANALITICHE PER LA DETERMINAZIONE DEI GENERI: OPERAIE E FEMMINE
1. Subfam. Dorylinae
Genere Dorylus unico rappresentante in Palestina con la varietà punicus Sants. del Dorylus fulvus.
2. Subfam. Ponerinae
DI
A - Il peziolo visto dal disopra è articolato per tutta la sua larghezza col segmento seguente. Mandibole lunghe e strette, armate di denti acuti e disposti a coppie. Gen. Stigmatomma Rog.
B - Peziolo ristretto posteriormente. Mandibole trigone e armate di piccoli denti semplici. Gen. Ponera Latr.
3. Subfam. Myrmicinae
1 Pedicolo dell’ addome articolato alla faccia superiore del gastro. Gen. Crematogaster Lund.
—. Pedicolo articolato all’ estremità anteriore del gastro. 2 2 Mandibole acuminate senza margine masticatorio.
Gen. Strongylognathus Mayr — Mandibole trigone con margine masticatorio armato di denti 3
3 Occhi prolungati in punta in basso ed in avanti. Antenne di 11 articoli. Gen. Oxyopomyrmex E. André
10
11
12
FORMICHE DI PALESTINA
Occhi ovali. Antenne di 12 articoli, ne di 11
( Monomorium part.).
Äntenne con clava ben distinta di tre articoli.
Antenne senza clava distinta, oppure con clava di 4 articoli.
Dimorfismo dei neutri nullo. Mandibole col margine laterale mediocremente convesso. Antenne con clava di 4 articoli. | Gen. Aphaenogaster Mayr
Dimorfismo dei neutri assai pronunziato in alcune specie, in altre molto meno: in questo caso le antenne non hanno una clava ben distinta, oppure, quando ciö & dubbio, esse sono fornite di un psammoforo. Gen. Messor Forel
Epinoto inerme. Epinoto munito di denti o spine. |
Clipeo con depressione mediana limitata da due carene longi- tudinali terminate in una piccola sporgenza o in denti. Gen. Monomorium Mayr
Clipeo non carenato e senza alcuna sporgenza al margine anteriore. Gen. Hagioxenus Forel
Neutri dimorfi, senza forme intermedie ; il capo del soldato è enormemente ingrossato con solco mediano impresso verso l’ occipite. Gen. Pheidole Westw.
Neutri monomorfi.
Margine posteriore del clipeo rilevato in forma di carena che
limita anteriormente le fossette antennali.
Margine posteriore del clipeo non rilevato a carena. Peli dritti del corpo trifidi. Gen. Triglyphotrix Forel Peli dritti semplici. Gen. 7etramorium Mayr
Corpo privo di peli eretti. Peziolo lungamente peduncolato ; pasipeziolo almeno que volte più largo del peziolo. Gen. Cardiocondyla Em.
Corpo con peli eretti semplici o claviformi.
Peziolo sormontato da un nodo squamiforme. Corpo con i peli semplici. Gen. Epixenus Em.
Peziolo con nodo cuneiforme. Peli del corpo claviformi. |
Gen. Leptothorax Mayr
89
10 11
12
90
A
vo)
CARLO MENOZZL 4, Subfam. Dolichoderinae.
Clipeo con piccola e stretta incisione nel mezzo. Peziolo de- presso, con squama rudimentale, e indistinta. Gen. 7apinoma Foerster
Clipeo non inciso nel mezzo. Peziolo squamiforme. Gen. Bothriomyrmex Emery
5. Subfam. Formicinae.
Antenne di 11 articoli. Antenne di 12 articoli.
Epinoto dentato. Squama del peziolo più o meno incisa o biden- tata. Ocelli ben sviluppati anche nell’ operaie. | Gen. Acantholepis Mayr
Epinoto inerme. Squama del peziolo non incisa nel disopra. Operaie senza ocelli. Gen. Plagiolepis Mayr
Inserzione delle antenne distante dal margine posteriore del clipeo. Operaie spesso con ocelli.
a
L’ inserzione delle antenne è vicina al margine posteriore del clipeo. Operaie spesso con ocelli.
Dimorfismo dei neutri nullo. Pronoto, epinoto e squama pezio- lare con denti o spine. Gen. Polyrhachis F. Sm.
Dimorfismo marcato nella grandezza, nella forma e anche, tal- volta, nella scultura della testa. Pronoto, epinoto e squama del peziolo inerme. Gen. Camponotus Mayr
Palpi mascellari lunghissimi; il 4° articolo lungo circa il doppio dell’ articolo susseguente. Gen. Cataglyphis Foerster
Palpi mascellari più corti col 4° articolo poco più lungo del quinto.
Fossette antennali separate dalle fossette clipeali. Palpi mascel- lari lunghi. Gen. Paratrechina Motsch.
Fossette antennali confluenti con le fossette clipeali. Palpi della lunghezza del disotto della testa. Gen. Lasius F.
FORMICHE DI PALESTINA gi
ce) ELENCO DELLE FORMICHE DELLA PALESTINA E DEI LUOGHI DOVE ESSE FINORA SONO STATE RACCOLTE (.).
1. Subfam. Dorylinae.
Tribus Dorylini For.
Dorylus (Typhlopone) fulvus var. punicus Sunts. — Gerico, Giaffa, Birsaba, Giordano (F.); Ben Schemen, Gebata, Dilb, Tel Aviv. Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina.
2. Subfam Ponerinae.
Tribus Amblyoponini For.
Stigmatomma sp. — Ben Schemen, Gebata. Distribuzione geografica generale: Palestina.
Tribus Ponerini For.
Ponera ragusai var. santschii Em. — Giordano (F.); Gerico (E.).
Distribuzione geografica generale: Africa orientale, Egitto, Barberia, Palestina. |
3. Subfam. Myrmicinae.
Tribus Pheidolini Em.
Aphaenogaster (Attomyrma) splendida Rog. — Tel. Aviv; Gerusalemme Ramleh (A.). Distribuzione geografica generale: Europa meridionale, Algeria, Tunisia, Siria, Palestina.
Aphaenogaster (Attomyrma) syriaca var. Schmitzi For. — Gerusalemme (F.), Djenin. Distribuzione geografica generale: Palestina.
Messor arenarius F. — Giaffa (E.); Chefzibah, Tel Aviv. Distribuzione geografica generale: Nord Africa, Siria, Palestina.
(1) Le localitä che non sono della Collezione Bodenheimer sono seguite dalla prima jettera del nome dell’ Autore da cui tali località sono rilevate, e cioè : A. = E. André, E. = Emery, F. = Forel, S. = Santschi, D. = Donisthorpe, Fz. = Finzi.
09 = CARLO MENOZZI
Messor arenarius var. ratus Menoz. — Wadi Muallich e Deserto Giudaico. i | Distribuzione geografica generale: Palestina.
Messor barbarus ssp. sultanus Sants. — Gerusalemme (S.). Distribuzione geografica generale: Palestina.
Messor semirufus (E. Andre) Santschi. — Gerusalemme (F.); Ben Schemen. Distribuzione geografica generale: Siria, Libano, Palestina.
Messor semirufus var. hebraeus Sants. — Gerusalemme (S.); Artuf, Ben Schemen, Sarona, Chuldap, Ain Charod, Benjaminah, Tel Chaj.
Distribuzione geografica generale: Palestina.
Messor semirufus var. ebeninus For. — Convento della Passione, Gerico (F.) Ben Schemen, Daganiah, Betrah, Engeddi, No Ain Fara, Chederah, Rechoboth, Tel Chaj, Tel Aviv.
Distribuzione geografica generale: Siria, Libano, Antilibano, Pale- stina.
Messor semirufus var. intermedius For. Gerusalemme (F.); Audjah, Gerico, Daganiah, Rechoboth, Kinereth, Ben Schemen, Sarona, Nuchlath, Jizchak, Jackon, Petach Tikwah.
Distribuzione geografica generale: Siria, Antilibano, Palestina.
Messor semirufus var. dentatus For. — Gerusalemme (F.); Ben Schemen, Tabgah, Artuf. I Distribuzione geografica ele: Palestina.
Messor structor ssp. rufitarsis var. orientalis Em. — Tel Chaj. Distribuzione geografica generale : Siria, Palestina. |
Messor rugosus E. André — El Arisch.
Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina.
Messor rugosus ssp. bodenheimeri Menoz. — Chederah, Sarona. Distribuzione geografica generale: Palestina.
Messor rufotestaceus Förster — Betlemme, Gerico (F.); Gerusalemme Hebron.
Distribuzione geografica generale: Algeria, Siria, Sinai, Palestina.
Oxyopomyrmex oculatus E. André - - Giaffa (A.).
Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina.
Pheidole pallidula ssp. arenarum var. orientalis Em. — Gerusalemme, Ben Schemen, Wadi Kelt, sponda del Giordano.
Distribuzione geografica generale : Oriente dell’ Europa meridionale, Caucaso, Asia Minore, Asia centrale, Siria, Palestina.
Pheidole jordanica Saulcy — Gerico (E.); Wadi Kelt.
a oe 4
FORMICHE DI PALESTINA 93
Distribuzione geografica generate: Tunisia, Egitto, sponda del Mar Rosso, Palestina.
Tribus Cardiocondylini Em.
Cardiocondyla elegans var. sahlbergi For. — Giaffa (A.) ('); Giordano (F.). Distribuzione geografica generale : id Palestina. Cardiocondyla emeryi For. — Giaffa (A.). Distribuzione geografica generale : Antille, Madera, Siria, Palestina.
Cardiocondyla nuda var. mauritanica For. — Tel Aviv. Distribuzione geografica generale: Africa del Nord, Cipro, Pale- stina.
Cardiocondyla bicolor Donist. — Palestina, senza più precisa località (D.).
Tribus Crematogastrini For.
Crematogaster (Orthocrema) sordidula var. flachi For. — Giudea (F.). Distribuzione geografica generale: Asia Centrale, Asia Minore, Palestina.
Crematogaster (Acrocelia) scutellaris var. ionia For. — Giordano, Galilea (F.).
Distribuzione geografica generale: Sponda del Mar Egeo e di Mar- mara, Rodi, Palestina.
Crematogaster (Acrocelia) jehovae For. — Gerusalemme (F.); Ben Schemen, sponda del Giordano, Nahalal, Ain Charod, Gerico, Gisr el Ghoranije, Tel Chaj, Gebata, Petach Tikwah.
Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina.
Crematogaster (Acrocelia) jehovae var. mosis For. — Gerusalemme (F.). Distribuzione geografica generale: Palestina.
Crematogaster (Acrocelia) inermis Mayr — Giaffa, Koubah, Ramallah
(A.); Petach Tikwah, Gam Schmuel, Ness Ziooah, Ben Schemen,
Chefzibach, Sargoniah.
Distribuzione geografica generale: Egitto, Siria, Palestina. Crematogaster (Acrocelia) inermis var. armatula Em. — Petach Tikwah,
Ben Schemen.
Distribuzione geografica generale : Siria, Palestina.
(1) Di questa locatita I’ André (vedi N.° 2 della bibliografia) cita il tipo, ma ritengo che tali individui debbano riferirsi alla var. sahlbergi For.
94 CARLO MENOZZI
Crematogaster (Acrocelia) warburgi Menoz. — Tel Chaj. Distribuzione geografica generale: Palestina.
Crematogaster (Acrocelia) lorteti For. — Ben Schemen, Gebata, Dilb. Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina.
Tribus Solenopsidini (Forel.) Em. emend.
Monomorium (s. str.) pharaonis L. — Giaffa (A.). Distribuzione geografica generale : Cosmopolita.
Monomorium (s. str.) salhbergi Em. — Gerico (F.).
Distribuzione geografica generale: Palestina. Monomorium (s. str.) minutum Mayr — Giaffa (A.).
Distribuzione geografica generale: Bacino del Mediterraneo. Monomorium (Xeromyrmex) venustum F. Sm. — Gerusalemme (F.);
Gerico, Beth Djemal, Ben Schemen, Tel Aviv, Engeddi, Haifa, Gisr el Ghoranije, Benjaminah, Tel Chaj, Ain Fara; Stagno di Salomone (Fz.). | |
Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina, Transcaucasia.
Monomorium (Xeromyrmex) venustum var. niloticoides For. — Gerusa- lemme (F.). Distribuzione geografica generale: Palestina. Monomorium (Xeromyrmex) salomonis L. — Palestina, senza più pre-
cisa localita (E.). | Distribuzione geografica generale: Sinai, Palestina, Asia Centrale, Caucaso. |
Monomorium (Xeromyrmex) salomonis ssp. abeillei E. Andre — Giaffa (A.).
Distribuzione geografica generale: Palestina.
Monomorium (Xeromyrmex) subopacum var. phoenicium Em. — Tel Aviv, Ben Schemen, Chederah, Chefzibah, Haifa, Petach Tikwah. Distribuzione geografica generale : Siria, Palestina, Egitto, Tripo- litania, Tunisia.
Monomorium (Xeromyrmex) subopacum var. ebraicum Menoz. — Tel Aviv. Distribuzione geografica generale: Palestina.
Monomorium (Xeromyrmex) bicolor ssp. judaicum Menoz. — Wadi Kelt. Distribuzione geografica generale: Palestina,
Monomorium (Parholcomyrmex) gracillimum F. Sm. — Giaffa (A.); Gerico e Gerusalemme (E.); Gisr el Ghoranije, | Distribuzione geografica generale; Barberia, Siria, Arabia, India,
FORMICHE DI PALESTINA 05
Asia Centrale e in altri luoghi della regione tropicale e subtropicale, trasportatovi dal commercio. Monomorium (Parholcomyrmex) gracillimum var. karawaiewi For. — Rechoboth (F.); Petach Tihwah. Distribuzione geografica generale: Palestina. Monomorium (Holcomyrmex) dentiger Rog. — Gerico (F.); Gerusa- lemme. Distribuzione geografica generale: Grecia, Asia minore, Palestina, Siria, Transgiordania. Monomorium (Holcomyrmex) dentiger var. baal Wheel. — Deserto di Bir Seba. Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina, Transgiordania Monomorium (Lampromyrmex) clavicorne E. André — Giaffa. Distribuzione geografica generale: Palestina. Monomorium (Lampromyrmex) atomus var. aharonii For. — Rechoboth (F5 Distribuzione geografica generale : Palestina. Epixenus andrei Em. — Ben Schemen. Distribuzione geografica generale : Siria, Palestina. Hagioxenus schmitzi For. — Gerusalemme (F.). Distribuzione geografica generale : Palestina. Solenopsis fugax Latr. — Giaffa (A.); Tel Aviv. Distribuzione geografica generale : Europa Centrale e Meridionale, Inghilterra, Scozia, Marocco, Siria, Palestina, Asia Centrale, Giappone.
Tribus Leptothoracini Em.
Leptothorax (s. str.) rottembergi Em. — Giaffa (A.).. Distribuzione geografica generale: Italia, Sicilia, Palestina.
Leptothorax (s. str.) rottembergi var. jesus For. — Nazareth (F.). Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina.
Leptothorax (s. str.) rottembergi ssp. semiruber E. André — Tiberiade (A. À Distribuziene geografica generale: Palestina.
Leptothorax (s. str.) nigrita Em. — Giaffa (A.). Distribuzione geografica generale: Africa del Nord, Caucaso, Pale- stina.
Leptothorax (s. str.) flavispinus E. André — Giaffa (A.); Gerico. Distribuzione geografica generale: Palestina.
Leptothorax (s. str.) luteus For. — Giaffa (A.).
Distribuzione geografica generale: Francia meridionale, Svizzera, Italia, Palestina.
a a 2) ]
/
06 CARLO MENOZZI. è
Tribus Tetramoriini Em.
Triglyphotrix striatidens Em. — Tel Aviv. Distribuzione geografica generale: Birmania, Indostan, Ceylon, Tunisia, Sierra Leone. È specie in via di diventare tropicopolita.
Tetramorium caespitum (L.) Em. — Palestina senza più precisa località (A. e E.) (). Distribuzione geografica generale: Europa, Asia del Nord, Giap- pone, ed importata nell’ America del Nord.
Tetramorium punicum F. Sm. — Giaffa (A.); Beth Chanun (Gaza), Tel Aviv, Gisr el Ghoranije, Tel Chaj, Daganiah. | Distribuzione geografica generale: Egitto, Siria, Palestina, Russia S. E.
Tetramorium punicum var. lucidulum Em. — Gerusalemme (E.); Petach Tihwah. - Distribuzione geografica generale: Asia minore, Siria, Palestina, Turkestan. | Tetramorium biskrense ssp. schmidti For. — Gerusalemme (F.).
Distribuzione geografica generale: Asia centrale, Palestina, Crimea, Albania, Algeria. | Tetramorium semilaeve ssp. judas Wheel. — Gerico, Baganiah. Distribuzione geografica generale: Transgiordania, Palestina. Tetramorium semilaeve ssp. depressiceps Menoz. — Wadi Kelt. . Distribuzione geografica generale: Palestina. Tetramorium signatum Menoz. - Ain Charod, Ben Schemen, Nahalac Wald. Distribuzione geografica generale: Palestina. Tetramorium ferox ssp. davidi For. — Gerusalemme (F.). Distribuzione geografica generale: Palestina, Siria. Tetramorium meridionale Em. — Artuf. (E.). Distribuzione geografica generale: Italia, Corsica, Sardegna, Anda- lusia, Siria, Palestina, Crimea, Urali. Tetramorium simillimum F. Sm. — Giaffa (A.). Distribuzione geografica generale: Regioni calde di tutto il mondo. Strongylognathus palaestinensis Menoz. — Gebata. Distribuzione geografica generale: Palestina.
(1) Cito questa formica sulla fede dell’ André e dell’ Emery, ma dubito che essa si trovi in Palestina.
FORMICHE DI PALESTINA 07
Subfam. Dolichoderinae
Tribus Tapinomini Em.
Bothriomyrmex syrius For. — Daganiah. | Distribuzione geografica generale : Libano, Antilibano, Palestina. Tapinoma simrothi var. phoenicium Em. — Wadi Kelt, Anjah, Ain Fara,
Ein Charod, Rechobot, Tel Aviv, Gerusalemme, Nahalal, Tel Chaj. Distribuzione geografica generale: Cipro, Rodi, Grecia, Palestina.
Tapinoma israelis For. — Gerusalemme (F.); Chederah ; Ein Charod, Tel Chaj, Petach Tikwah; Gerusalemme, Stagno di Salomone (Fz). Distribuzione geografica generale : Siria, Palestina.
Subfam. Formicinae
Tribus Plagiolepini (Forel) Em.
Plagiolepis pallescens var. ancyrensis Sants. — Petach Tikwah, Ben | Schemen, Chederah, Chefzibah, Tel Chaj, Gerico. Distribuzione geografica generale: Asia Minore, Palestina.
Acantholepis frauenfeldi ssp. bipartita F. Sm. — Emmaus (F.); Giaffa (A.); Gerico, Nahalal, Ain Fara, Ain Charod, Tel Chaj, Rechobot ; Gerusalemme ( Fz. ). Distribuzione geografica generale: Palestina, Siria.
Acantholepis frauenfeldi ssp. syriaca E. André — Giaffa (A.); Tel
— Chaj.
Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina.
Acantholepis frauenfeldi ssp. dolabellae For. — Giudea (F.). Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina, Asia Minore.
Tribus Camponotini For.
Camponotus ( Tanaemyrmex ) compressus ssp. sanctus For. — Gerusa- lemme (F.); Artuf, Tel Chaj, Rechoboth, Tel Aviv.
Distribuzione geografica generale: Palestina, Siria, Transgiordania, Asia Minore.
Camponotus ( Tanaemyrmex ) compressus ssp. thoracicus var. fellah Em. — Gerusalemme (F.); Tel Aviv, Mikweh Israel, Petach Tikwah, Artuf, Gisr el Ghoranije, Ben Schemen, Rechoboth.
Distribuzione geografica generale: Egitto, Sinai, Palestina.
Mem. Soc. Entom. It. XII, 15-VIII-1933. 7
08 CARLO MENOZZI
Camponotus ( Tanaemyrmex ) compressus ssp. thoracicus var. sanctoides For. — Gerusalemme (F.); Giordano, Petach Tikwah, Sarona. Distribuzione geografica generale: Palestina, Sinai.
Camponotus ( Tanaemyrmex) compressus ssp. thoracicus var. mortis For. — Mar Morto (F.). Distribuzione geografica generale: Palestina, Sinai.
Camponotus ( Tanaemyrmex ) aethiops var. concavus For. — Deserto di Bir Seba (alcuni esemplari ricevuti dalla Casa Staudinger u. Bang - Haas di Dresda).
Distribuzione geografica generale: Balcani, Grecia, Asia Minore, Transgiordania, Palestina, Caucaso.
Camponotus ( Tanaemyrmex ) turcestanus E. André — Palestina, senza più precisa località (4 esemplari avuti dalla Casa Staudinger ). ‘ Distribuzione geografica generale: Asia Centrale, Transgiordania, Palestina.
Camponotus (M yrmentoma) gestroi ssp. creticus For. — Gerusalemme (F.) Distribuzione geografica generale: Grecia, Asia Minore, Palestina.
Camponotus ( Myrmentoma ) interjectus Mayr — Deserto di Bir Seba (8 esemplari avuti dalla Casa Staudinger ). 1 Distribuzione geografica generale: Turkestan, Transgiordania, Pa- lestina.
Camponotus ( Myrmentoma ) lateralis var. rebeccae For. — Gisr el Ghoranije. Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina.
Camponotus ( Colobopsis ) truncatus Spin. — Ben Schemen. Distribuzione geografica generale: Sud Europa, Bacino del Medi- terraneo, Giappone.
Polyrhachis ( Myrmhopla ) simplex Mayr — Mar Morto ( F.). Distribuzione geografica generale: Birmania, Indostan, Ceylon, Mesopotamia, Palestina, Transgiordania, Sinai.
Tribus Lasiini (Ashmead) Em.
Paratrechina (s. str.) longicornis Latr. — Palestina, senza più precisa località ( A.); Tiberiade, Gerico, Tel Aviv, Ain Charod. Distribuzione geografica generale: Tropicopolita e nelle serre riscaldate, |
FORMICHE DI PALESTINA 09
Paratrechina ( Nylanderia ) jaegerskjoeldi Mayr — Tel Aviv, Petach Tikwah, Haifa, Dilb. Distribuzione geografica generale: Tripolitania, Egitto, Sinai, Siria, Palestina
Paratrechina ( Nylanderia ) vividula Nyl. — Giaffa, Ramllah. (E.). Distribuzione geografica generale: Antille, Oceania, Congo e altrove in paesi tropicali, Siria, Palestina e serre calde in Europa.
Lasius (s. str.) brunneus Latr. — Giaffa (A.). Distribuzione geografica generale: Europa media e meridionale, Asia occidentale, Palestina, Giappone.
Tribus Formicini (Forel) Em.
Cataglyphis albicans ssp. livida E. André — Giaffa (E.); Mar Morto (F.); Tel Aviv; Chefzibah, Gisr el Ghoranije, Wadi Kelt. Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina, Sinai, Trasgior- dania.
Cataglyphis albicans ssp. viaticoides E. André — Giaffa (A.); Ben Schemen.
Distribuzione geografica generale: Siria, Palestina.
Cataglyphis altisquamis E. Audré — Tel Aviv.
Distribuzione geografica generale: Antilibano, Palestina.
Cataglyphis bicolor F. -- Gerusalemme (F.).
Distribuzione geografica generale: Africa mediterranea, Siria, Palestina, Egitto.
Cataglyphis bicelor var. nigra E. André — Giaffa (A.); Gerico, Gerusalemme (E. et F.); Tel Aviv, Engeddi, Giordano, Rechoboth. Distribuzione geografica generale: Palestina, Sinai, Egitto, Tunisia.
Cataglyphis bicolor var. nodus Brullé. — Artuf, Ben Schemen, Haifa, Gisr el Ghoranije.
Distribuzione geografica generale: Ungheria, Balcani, Asia Minore, Palestina.
100 CARLO MENOZZI
d) QUADRO RIASSUNTIVO DEI GENERI, DELLE SPECIE, SUBSPECIE E VARIETA.
Numero — delle varietà |
Numero delle subspecie
Dorylus . i : 1 Stigmatomma . : 1
Numero
GEN E:RI delle specie
Ponera À
Aphaenogaster .
Messor
Oxyopomyrmex.
Pheidole
Cardiocondyla .
Crematogaster .
Monomorium
Epixenus .
12 Hagioxenus
13 Solenopsis.
14 Leptothorax |
15 Tryglyphotrix .
16 Tetramorium 4 1
17 Strongylognathus
18 Bothriomyrmex.
19 Tapinoma . ; 1
20 Plagiolepis.. È | | 1 |
mea © 00-1 Où À À D - S\ À N =
nd pet eh (JU bi D nt et ei O0 Æ NN En ei D ten
21 Acantholepis 3
22 Camponotus 3 2 5 23 Polyrhachis 1
24 Paratrechina | 3
25 Lasius | 1
26 Cataglyphıs 2 2 12
TOTALI )
e) CONSIDERAZIONI GENERALI SULLA MIRMECOFAUNA DELLA PALESTINA.
La Palestina si può considerare biogeograficamente una penisola . circondata da due lati dal deserto: ad oriente dal deserto siriaco, a sud dal deserto sahariano del Sinai, mentre ad occidente è bagnata dal Mediterraneo su di un lungo tratto e solo a nord la connessione
FORMICHE DI PALESTINA 101
col territorio della Siria dà adito con facilità attualmente alla penetra- zione ed alla colonizzazione naturale delle specie animali e vegetali. Geologicamente essa appartiene al sistema delle grandi fratture che hanno origine dai Monti Tauri; presenta una struttura tabulare di tipo carsico sahariano e si eleva in altitudine, da occidente ad oriente, per gradi successivi fino a raggiungere una linea di displuvio, ad oriente della quale essa degrada rapidamente nella grande fossa tettonica del Mar Morto. Per questa struttura fisica la Palestina presenta un clima vario, a seconda delle varie località, con forti deviazioni da quella che costituisce la media temperatura generale, però una lunga stagione secca, che in certe zone dell’ altipiano può prolungarsi anche per parecchi mesi, è il fatto predominante di questo paese e d’ impor- tanza preponderante per la fissazione dei caratteri ecologici dell'ambiente.
Scorrendo le pagine precedenti riesce pertanto evidente come la mirmecofauna palestinese sia 1’ espressione dei fattori fisici e naturali che predominano in questa regione ; in altri termini, come siano pre- valenti gli elementi appartenenti a generi xerobici o quasi. Infatti sui 20 generi di formiche, che, allo stato odierno delle nostre conoscenze, abitano questa regione, 5, e cioè, Messor, Oxyopomyrmex, Monomorium (i sottogeneri Xeromyrmex, Parholcomyrmex e Holcomyrmex), Acan- tholepis e Cataglyphis sono strettamente xerobici, con un numero di 33 forme, cioè più di un terzo del totale di quelle conosciute. Parecchie altre specie, circa un altro terzo, di altri diversi generi, come Aphae- nogaster (sottogenere Affomyrma), Pheidole, Cardiocondyla, Tetra- morium, Tapinoma, Plagiolepis e Camponotus sono più o meno xerobie o deserticole. Gli altri generi, eccettuando quelli parassiti dei generi succitati, per cui si possono considerare essi stessi xerobici, sono piuttosto igrofili, hanno insomma sempre bisogno di un certo grado di umidità sia del suolo che atmosferica, per cui essi fondano i loro formicai preferibilmente nelle vicinanze dei corsi d’acqua, laghi, ecc., oppure i loro nidi sono assai più profondamente interrati di quelli che le medesime specie o specie affini fanno usualmente nei paesi temperati, od anche fanno i nidi sotto alle corteccie o nel cavo degli alberi in cui vi è sempre una certa umidità. Tutti questi generi rappresentano condizioni etologiche diverse che passeremo brevemente in rassegna come complemento di quanto ho sopra esposto.
I Messor, gli Oxyopomyrmex, gli Holcomyrmex fra i Monomorium, e le Pheidole si cibano sopratutto di semi che ammucchiano nei formicai stabiliti nel suolo oppure in fessure delle rocce o dei muri o anche semplicemente sotto a sassi; Messor e Pheidole fanno
102 GARLO MENOZZI
talora nidi popolatissimi. I generi Epixenus ed Hagioxenus sono inquilini rispettivamente di Monomorium venustum e Tapinoma israelis ed è ancora da appurare quali sono i rapporti che essi hanno coi loro
ospiti; Strongylognathus è parassita di Tetramorium e per analogia si può supporre che la specie della Palestina abbia costumi eguali a
quelli già sufficientemente precisati per alcune forme europee, e così si può dire di Bothriomyrmex syrius For. Gli altri generi sono prevalen- temente insettivori, almeno quelli i cui costumi sono stati un poco studiati; Dorylus fulvus var. punicus conduce vita sotterranea ed eccezionalmente risale alla superficie del suolo e solo in caso di inon- dazioni o per accompagnare i maschi quando prendono il volo; il genere Stigmatomma è pure ipogeo e le specie sono difficili a trovarsi; Ponera, Attomyrma del genere Aphaenogaster, Monomorium, Ortho- crema del genere Crematogaster, Trygliphotrix, Tetramorium, Lepto- thorax, Tapinoma, Plagiolepis, Acantholepis, Paratrechina, Lasius, Cataglyphis e il sottogenere Tanaemyrmex di Camponotus fanno i loro nidi in terra, sotto alle pietre, o fra interstizi delle rocce o dei muri; Cardiocondyla scava pure i suoi piccoli nidi, provvisti di una sola apertura non circondata da nessun rilievo, in terra o sotto sassi; Solenopis-& parassita di altre formiche e il suo nido è scavato nelle vicinanze immediate di nidi di altre specie in cui penetra per rapire. le larve e cibarsene, pratica insomma, come la defini il Forel, la lestobiosi. I Crematogaster del sottogenere Acrocelia abitano in generale in società numerose nel legno morto degli alberi o sotto le cortecce. I Camponotus dei sottogeneri Myrmentoma e Colobopsis nidificano in rami secchi, oppure sotto a cortecce o talvolta anche nel suolo. La Polyrhachis simplex Mayr scava un nido sotterraneo di una sola cavità che tappezza di seta. |
Ciö premesso vediamo ora di analizzare nei suoi elementi la mir- mecofauna palestinese per renderci conto di quali siano i suoi caratteri e i suoi rapporti con le regioni vicine, almeno a un dipresso, perchè molto ancora rimane a fare per avere una visione più completa delle formiche che possono trovarsi in Palestina e trarne perciò deduzioni più esatte.
Le formiche endemiche della Palestina benchè rappresentino in questo caso un carattere di secondaria importanza, meritano tuttavia di essere rimarcate perchè appartenenti a generi predominanti nella regione, per cui esse si sono certamente ivi differenziate e probabil- mente non si troveranno altrove, ad eccezione delle regioni confinanti
FORMICRE DI PALESTINA 103
in cui l’ambiente è presso a poco eguale a quello della Palestina. Esse appartengono tutte alla sottofamiglia dei Myrmicinae e sono:
Aphaenogaster syriaca var. schmitzi For.
Messor arenarius var. ratus Menoz.
Messor barbarus var. sultanus Sants.
Messor semirufus var. hebraeus Sants.
Messor semirufus var. dentatus For.
Messor rugosus ssp. bodenheimeri Menoz.
Cardiocondyla bicolor Donist.
Crematogaster jehovae var. mosis For.
Crematogaster warburgi Menoz.
Monomorium sahlbergi Em.
Monomorium venustum var. niloticoides For.
Monomorium salomonis ssp. abeillei E. André
Monomorium subopacum var. ebraicum Menoz. i Monomorium bicolor ssp. judaicum Menoz.
Monomorium gracillimum var. karawaiewi For. Monomorium clavicorne E. André
Monomorium atomus var. aharonii For. Hagioxenus schmitzi For.
Leptothorax rottenbergi ssp. semiruber E. André Leptothorax flavispinus E. André
Tetramorium semilaevis ssp. depressiceps Menoz. Tetramorium signatum Menoz. Strongylognathus palaestinensis Menoz.
cioè in tutto 23 forme, il 23, 9°/, sull’insieme totale di quelle cono- sciute, di cui 5 sono del genere Messor e 8 del genere Monomorium.
Eliminate queste forme speciali, le altre possiamo dividerle nei seguenti gruppi:
Specie cosmopolite, o in via di diventarlo, e tropicopolite.
Monomoriuni pharaonis L. Monomorium gracillimum F. Sm. Triglyphotrix striatidens Em. Tetramorium simillimum F. Sm. Paratrechina longicornis Latr. Paratrechina vividula Nyl.
CARLO MENOZZI
II
Specie in comune con le regioni limitrofe, Siria, Transgiordania, Sinai, non trovate altrove.
Doryus fulvus var punicus Sants
Messor semirufus (E. André) Sants.
Messor semirufus var. ebeninus For
Messor semirufus var. intermedius For.
Messor structor ssp. rufitarsis var. orientalis Em. Messor rugosus E. André Oxypomyrmex oculatus E. André
Crematogaster jehovae For.
Crematogaster inermis var. armatula Em. Crematogaster lorteti For.
Monomorium dentiger var. baal Wheel.
Epixenus andrei Em.
_Leptothorax rottenbergi var. jesus For. Tetramorium semilaeve ssp. judas Wheel. Tetramorium ferox ssp. davidi For. Bothriomyrmex syrius For.
Tapinoma israelis For.
Acantholepis frauenfeldi ssp. bipartita F. Sm. Acantholepis frauenfeldi ssp. syriaca E. André Camponotus compressus ssp. thoracicus var. sanctoides For. Camponotus compressus ssp. thoracicus var. mortis For. Camponotus lateralis var. rebaeccae For.
| Cataglyphis albicans ssp. livida E. André - Cataglyphis albicans ssp. viaticoides E. André Cataglyphis altisguamis E. André
II
Specie in comune con le regioni suddette e nordafricane.
Ponera ragusai var. santschii Em.
Aphaenogaster splendida Rog.
Messor arenarius F.
Messor rufotestaceus Foerst.
Pheidole pallidula ssp. arenarum v. orientalis Em. Pheidole jordanica Saulcy
Cardiocondyla nuda var. mauritanica For. Crematogaster inermis Mayr
FORMICHE DI PALESTINA 105
Monomorium subopacum var. phoenicium Em. Monomorium dentiger Rog.
Tetramorium punicum F. Sm.
Tetramorium punicum var. lucidulum Em. Tetramorium biskrense ssp. schmidti For. Tapinoma simrothi var. phoenicium Em. Plagiolepis pallescens var. ancyrensis Sants. Acantholepis frauenfeldi ssp. dolabellae For. Camponotus compressus ssp. sanctus For. Camponotus compressus ssp. thoracicus var. fellah. Em. Camponotus aethiops var. concavus For. Camponotus gestroi ssp. creticus For. Camponotus truncatus Spin.
Paratrechina jaegerskjoeldi Mayr
Cataglyphis bicolor F.
Cataglyphis bicolor var. nigra E. André Cataglyphis bicolor var. nodus Brullé
IV
Specie comuni a tutti i territori circummediterranei. Monomorium minutum Mayr Solenopsis fugax Latr. Leptothorax rottenbergi Em. Leptothorax nigrita Em. Leptothorax luteus For. Tetramorium caespitum (L.) Em. Tetramorium meridionale Em. Lasius brunneus Latr.
V
Specie in comune con le regioni del bacino mediterraneo sud- orientale. Cardiocondyla elegans var. sahlbergi For. Crematogaster sordidula var. flacki For. Crematogaster scutellaris var. ionia For. Monomorium venustum F. Sm. Monomorium salomonis L. Camponotus turcestanus E. André Camponotus interjectus Mayr
106 CARLO MENOZZI
VI
Specie diffuse oltre la regione paleartica, non cosmopolite. Cardiocondyla emeryi For. Polyrhachis simplex Mayr i In riassunto, dai suddetti elenchi si ha questo specchietto à Forme endemiche : N.° 22. ee Forme cosmopolite, ed estese oltre la regione paleartica: N.° 8. Forme in comune colle regioni limitrofe: N.° 25; per cento 25,7. Forme in comune colle regioni circummediterranee: N.° 33; per cento 34. Forme in comune colla regione mediterranea sud - orientale : N.’ 7. Da questi dati si desume che la mirmecofauna della Palestina ha in sostanza carattere circummediterraneo e che in essa prevalgono gli elementi orientali su quelli occidentali poichè infatti se ci inoltriamo nella analisi si rileva che i rapporti fra le forme occidentali e orientali danno le seguenti percentuali : —
Forme estese all’ Africa mediterranea, per cento 18,55 Forme estese ai paesi del bacino del Mediterraneo sud-orientale, per cento 48,45
DI
In conclusione la mirmecofauna palestinese non è in ultima analisi che una fauna della regione mediterranea con elementi che hanno subito una modificazione abbastanza evidente e i quali imprimono ad essa una speciale caratteristica distintiva.
BIBLIOGRAFIA
(1) André E. — Description du Monomorium Abeillei n. sp. - Ann. Mus. Civ. Stor. Natur. Genova, Vol. XVI, pag. 531, 1881 (in nota).
(2) André E. — Catalogue raisonné des Formicides provenant du voyage en Orient de M. Abeille de Perrin et description des espèces nouvelles. - Ann. Soc. Ent. Franc., Serie 6°, Tome I, pag. 53-78, 1881.
(3) André E. — Species des Hyménoptères d’ Europe et d’ Algerie, Vol. II, Gray, 1881.
(4) Dalla Torre K. W.— Catalogus Hymenopterorum : Formicidae, Vol. VIII, Lipsia, 1893.
(5) Donisthorpe H. — Cardiocondyla bicolor n. sp. (Hymen. For- mycidae) a species of Myrmecinae ant new to Science. - Ann. a. Mag. Nat. Hist., Serie 10, Vol. V, pag. 366, 1930.
FORMICHE DI PALESTINA 107
(6) Emery C. — Viaggio ad Assab nel Mar Rosso dei Signori G. Doria ed O. Beccari con il R. Avviso « Esploratore » dal 16 Novembre 1879 al 26 Febbraio 1880. Formiche. - Ann. Mus. Civ. Stor. Natur. Genova, Vol. XVI, pag. 525-535, 1881.
(7) Emery C. — Beiträge zur Kenntniss der palaearktischen Ameisen. - Ofvers. Finsk. Vet. Soc. Fòrh., Vol. 40, pag. 124-151, 1898.
(8) Emery C. — Beitrage zur Monographie der Formiciden des paläarktischen Faunengebietes. I - XI. - Deutsche Entom. Zeitschr. Berlin, 1908, 1912.
(9) Emery C. — Notes critiques de Myrmécologie. XI Tetramorium caespitum (L.) - Ann. et Bull. Soc. Ent. Belg., Vol. 65, pag. 177-191, 1925.
(10) Emery C. — Revision des espèces paléarctiques du genre Tapi- | noma. - Rev. Suisse de Zoolog., Vol. 32, N.° 2, pag. 45-64, 1925.
(11) Emery C. — Les espéces européennes et orientales du genre Bothriomyrmex. - Bull. Soc. Vaud. Scien. Natur., Vol. 56, N.° 216, pag. 5-22, 1925.
(12) Emery C. — Genera Insectorum dirig. p. P. Wytsmann, Hyme- noptera Formicidae : fasc. 102, Dorylinae, 1910. 55. 118, Ponerinae, 2931, » 137, Dolichoderinae, 1912. » 174, A. B. et C., Myrmicinae, 1921-1922. » 183, Formicidae, 1925.
(13) Emery C. — Ultime note mirmecologiche I. Crematogaster iner- mis Mayr, auberti Emery, laestrygon Emery, jehovae Forel etc. - Boll. Soc. Entom. Ital., Anno 58, N.° 1, pag. 1-9, 1926.
(14) Finzi B. — Formicidae in: Hymenopteren aus Palästina und Syrien. - Sitz. Akad. Wiss. Wien, Mathem. naturw. Klasse, Bd. 139, Hft. 1-2, pag. 22-24, 1930.
(15) Forel A. — Notes sur les Fourmis du Musée Zoologiques de l’Académie Impériale des Sciences à St. Pétersbourg. -